Volkswagen taglia 50mila posti di lavoro, pesano i dazi di Trump sulle auto

Il colosso dell'automotive accelera sul risparmio per fronteggiare l'instabilità globale. Risultati 2025 in frenata nonostante i ricavi stabili

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il gruppo Volkswagen ha portato i risultati del difficile 2025 alla Borsa di Francoforte. La strategia della riduzione dei costi ha dato dei frutti positivi in un quadro comunque molto complesso. Il CEO Oliver Blume ha annunciato l’intenzione di tagliare ancora posti di lavoro, circa 50.000 entro il 2030 nella sua Germania. Una misura definita “drastica” dagli analisti, soprattutto perché supera le stime precedenti. L’obiettivo è risparmiare di più, ancora di più rispetto a quanto dichiarato durante le trattative con i sindacati. Il motivo è l’instabilità economica globale e l’influenza negativa dei dazi americani.

Nel 2025 proprio grazie a questi tagli, è iniziata una fase stabile per il fatturato a 321,9 miliardi di euro (-0,8%), ma pesano sul bilancio del gruppo tutta una serie di altri fattori.

I numeri della frenata di Volkswagen

Si parla di esame superato per i conti annuali e buone prospettive per il 2026 alla Borsa di Francoforte, ma si tratta di dati che vanno presi in considerazione nell’insieme del vasto piano di tagli e risparmi del gruppo. In questo modo, Volkswagen si porta a casa un utile netto di 6,9 miliardi di euro per il 2025, inferiore del 44,3% rispetto al 2024.

Cala anche l’utile operativo del 53%, fissandosi a 8,9 miliardi dai 19,1 miliardi del 2024. Il motivo ufficiale sono i dazi statunitensi, ma anche gli oneri sostenuti dalla controllata Porsche per aggiustare le sue strategie di prodotto.

Il margine operativo risulta così del 2,8%, in calo rispetto al 2024 quando era a quota 5,9%. Il fatturato invece rimane stabile con 321,9 miliardi di euro. Il gruppo è riuscito infatti a vendere 9 milioni di veicoli nel 2025, restando in linea con il 2024 e portandosi a casa un aumento del 5% in Europa e del 10% in Sudamerica, compensando i cali del mercato in Nord America e Cina.

Meno 50.000 posti di lavoro in Germania

Dati più o meno stabili che lascerebbero sperare in una situazione di stabilità anche dal punto di vista dei posti di lavoro, ma se i dati sono positivi in un quadro generalmente più complesso e difficile, è proprio per via dei tagli e del ridimensionamento del gruppo Volkswagen. Ed è proprio con la lettura dei dati del 2025 che il Ceo Oliver Blume annuncia l’intenzione di tagliare circa 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030.

Ha spiegato che grazie agli accordi di contrattazione collettiva e alle misure di ridimensionamento, il gruppo ha ottenuto risparmi per circa 1 miliardo di euro nel 2025 ed è adesso sulla buona strada per raggiungere risparmi netti annuali sui costi di oltre 6 miliardi di euro in tutto il gruppo entro il 2030.

Continuando a concentrarsi sulla riduzione dei costi, cioè sulla riduzione dei posti di lavoro, Volkswagen prevede un miglioramento della redditività.