Stipendi in aumento: come potrebbe cambiare la busta paga

Bonus 200 euro, nessuna proroga ma si lavora a un nuovo intervento per aumentare gli importi in busta paga: come potrebbe cambiare il cedolino dei dipendenti?

Foto di Federica Petrucci

Federica Petrucci

Consulente del lavoro, redattore

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Il bonus 200 euro è stata una delle misure approvate dal Governo Draghi di cui più si è parlato nell’ultimo periodo. Specie dopo la sfiducia all’Esecutivo, tutti si sono chiesti se la crisi politica avrebbe in qualche modo fermato l’erogazione dell’indennità.

Da Palazzo Chigi, comunque, hanno confermato che i soggetti aventi diritto (qui i requisiti e i destinatari) lo riceveranno. Salvo ritardi o esclusioni (delle cause del mancato riconoscimento ve ne abbiamo parlato qui), il bonus 200 euro non è “caduto” insieme al Governo. Tuttavia, mentre si parlava già di estendere la misura, l’eventuale proroga dello stesso è stata esclusa, questo perché è sugli importi in busta paga che ora si vuole intervenire.

Stop al bonus 200 euro: come cambia la busta paga

Il bonus 200 euro erogato ai dipendenti è destinato a essere una misura una tantum. Lo hanno confermato anche i sindacati, dopo l’incontro con il ministro del Lavoro Orlando, tenutosi mercoledì 27 luglio 2022.

Nessuna proroga o estensione: parti sociali e tecnici del governo sono tutti d’accordo con lo stop del bonus. Erogato una volta, non si ripete.

C’è però un’altra questione da risolvere, su cui i rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori intendono far pressione: una minore pressione fiscale, ovvero una decontribuzione che favorisca l’aumento degli importi in busta paga. In questo modo, con meno tasse e imposte che gravano sul cedolino, i dipendenti potrebbero contare su maggiore liquidità (e quindi su uno stipendio maggiore). Non si chiede quindi al Governo di erogare una somma fissa – come quella riconosciuta appunto dal bonus 200 euro – a ogni dipendente, ma di procedere in maniera diversa.

Lo scopo, come è facile capire, rimane prettamente lo stesso: adeguare i salari al nuovo costo della vita, in salita negli ultimi mesi per via dei livelli record raggiunti dall’inflazione e i prezzi di prodotti e servizi di prima necessità arrivati alle stelle, perché sempre più difficili da trovare e quindi più cari.

“Ci hanno detto che interviene sulla decontribuzione dei lavoratori dipendenti quindi si aumenta il netto in busta paga” ha dichiarato alla stampa il segretario Uil Pierpaolo Bombardieri, dopo l’incontro avvenuto con il ministro. Per questo motivo, ha poi aggiunto lo stesso, il governo si è impegnato “a fare interventi strutturali sulla decontribuzione, per aumentare il netto in busta paga, e ad anticipare la rivalutazione pensione per gennaio. Era quello che avevamo chiesto”.

Bonus 200 euro, un nuovo intervento per gli esclusi del dl Aiuti

Durante l’incontro con i sindacati il ministero del Lavoro ha affrontato anche la questione relativa agli esclusi dal bonus 200 euro (di chi sono, ve ne abbiamo parlato qui), e in tal senso l’impegno preso prevede lo stanziamento di ulteriori fondi per estendere l’indennità.

Queste proposte, come è stato annunciato, saranno inserite nel dl Aiuti, cui approvazione rientra tra le mansioni ancora di competenza di Mario Draghi (qui un elenco di cosa può fare e cosa da in quanto Premier dimissionario).

In particolare, come precisato da Bombardieri, nel nuovo decreto non ci sarà una replica del bonus 200 euro ma “saranno previste risorse per recuperare chi è rimasto escluso dalla misura” a luglio. A tale scopo dovrebbero essere stanziati circa 25 milioni euro per rendere questo intervento possibile.