Statali, il rinnovo del contratto vale fino a 208 euro al mese: come cambia la busta paga

La prima bozza del rinnovo del contratto dei dipendenti statali porta fino a 208 euro lordi al mese in più in busta paga e norme per limitare l'utilizzo dell'IA da parte della Pa

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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La seconda giornata di trattative tra lo Stato e i sindacati all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) ha portato alla prima bozza di contratto per i dipendenti statali. All’interno non ci sono soltanto gli aumenti, che per le cariche più rilevanti arriveranno a 208 euro al mese, ma anche una serie di regolamentazioni.

Il nuovo contratto punta a normare il lavoro agile, che negli ultimi mesi è stato oggetto di polemiche tra rappresentanti dei lavoratori e Pubblica amministrazione. Dettagliato anche il capitolo che riguarda l’intelligenza artificiale, che ne limita l’utilizzo sia da parte dei dipendenti, sia da parte della Pa stessa.

Gli aumenti di stipendio degli Statali

La parte centrale della trattativa tra Stato e sindacati all’Aran è stata quella degli aumenti salariali. Circa 200mila dipendenti di ministeri e agenzie, a partire dal 1° gennaio del 2027, vedranno crescere il proprio stipendio lordo mensile di:

  • 119,60 per chi rientra nelle mansioni da operatore;
  • 125,90 euro per chi ricopre un ruolo da assistente;
  • 152,90 euro per i funzionari;
  • 208,80 euro per le elevate professionalità.

Il rinnovo arriverà, come spesso accade, alla fine del periodo di tre anni che il contratto avrebbe dovuto coprire in origine, quindi quello tra 2025 e 2027. I dipendenti statali saranno quindi coperti da un contratto regolare per un solo anno, per poi tornare, a partire dal 2028, ad avere un Ccnl scaduto, a meno che le trattative non portino a un secondo rinnovo immediato.

La collaborazione con i sindacati e il lavoro agile

Proprio una migliore comunicazione con le sigle sindacali è al centro di una delle clausole contrattuali. Il nuovo contratto degli statali prevede infatti un Osservatorio, a composizione paritetica tra rappresentanti dei lavoratori e della Pa, che monitori proprio le relazioni con le sigle. L’obiettivo è quello di raggiungere:

Una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’amministrazione.

Ancora in fase di trattativa invece le regole per il lavoro agile, su cui ci sono stati scontri di recente tra i lavoratori della Pa e le amministrazioni centrali.

Il tema dell’intelligenza artificiale

L’IA ha ampio spazio all’interno del nuovo contratto. Secondo la prima bozza emersa dalle trattative:

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo deve essere sicuro, affidabile, trasparente e non può svolgersi in contrasto con la dignità umana né violare la riservatezza dei dati personali.

L’utilizzo da parte dei dipendenti e della Pa dell’IA sarà oggetto di contrattazione collettiva integrativa, e verrà quindi affrontato in futuro. Viene però stabilito il principio che i sistemi di intelligenza artificiale non possano dare luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici. Infine:

È garantito al lavoratore il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati che incidano sulla valutazione della prestazione, sull’assegnazione di compiti, sull’orario di lavoro o su altri aspetti rilevanti del rapporto di lavoro.