Lavoratori stressati nel 60% dei casi, metà sogna di cambiare vita: il sondaggio

I principali fattori che rendono i lavoratori stressati secondo un recente sondaggio. Ma i rimedi esistono: dallo smart working alla settimana corta, dal dialogo alla gratificazione del merito

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il 60% dei lavoratori è stressato dalla propria professione e il 51% ha preso in considerazione l’idea di mollare tutto e cercare altro. Ogni tre professionisti, uno accetterebbe una decurtazione dei propri introiti a fronte di una vita più serena. I dati emergono da un sondaggio condotto da Michael Page, società che opera nel settore del recruitment di manager e professionisti altamente qualificati. Il sondaggio ha preso in considerazione 3.854 professionisti, fra quelli già occupati e quelli in cerca di lavoro.

I malesseri più diffusi in azienda

Il 42% degli intervistati lamenta la mancanza di riconoscimento per il proprio valore; il 31% considera i carichi di lavoro eccessivi; il 23% trova difficile conciliare la carriera con la vita privata.

“È evidente quanto la flessibilità, la tutela del benessere delle persone (che si concretizza anche nel gestire al meglio i carichi di lavoro) e il dialogo continuo debbano essere al centro di ogni strategia di talent attraction e di talent retention”, precisa Francesca Caricchia, senior executive director di PageGroup.

“Per ridurre lo stress lavorativo non è necessario stravolgere completamente i processi. Spesso, piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza, migliorando la vita dei dipendenti e creando una cultura organizzativa più sana. Nonostante ciò, esiste ancora un divario tra le esigenze dei dipendenti e ciò che le aziende offrono. Solo il 10% dei partecipanti al sondaggio ha ricevuto un supporto concreto. Mentre alcune aziende stanno già implementando programmi di assistenza e raccolta feedback, il percorso è ancora lungo. È fondamentale mettere il benessere e la salute dei lavoratori al primo posto, perché molti stanno pensando di cambiare lavoro per evitare il burnout, con un impatto significativo anche sulle aziende”, conclude Francesca Caricchia.

I rimedi

Sono quattro i rimedi indicati per alleviare lo stresso correlato al lavoro e per ristabilire la fiducia fra azienda e personale.

Riconoscere il lavoro delle persone

Al di là della gratificazione retributiva, esiste anche una gratificazione a livello umano. La mancanza di riconoscimento, viene spiegato, è una delle cause di stress per un dipendente su quattro.

Alleviare il carico di lavoro

La società invita a identificare le aree in cui è possibile semplificare i processi, ad eliminare le riunioni inutili e a dare respiro alla forza lavoro. Si tratta del primo passo per ridurre lo stress da troppo lavoro. Da valutare anche l’utilità di virare verso una settimana corta di 4 giorni, che ha mostrato risultati promettenti in recenti test in vari Paesi europei. Una settimana di 4 giorni lavorativi ha mostrato un calo nello stress dei lavoratori senza ripercussioni sulla produttività.

L’equilibrio lavoro-vita privata

Il 60% dei dipendenti trova meno stressante lavorare in smart working piuttosto che essere presente in ufficio. Lo smart working, fra l’altro, azzera i tempi di spostamento dalla casa all’ufficio e viceversa. Offrire opzioni di lavoro flessibile o da remoto può fare la differenza, viene evidenziato. È fondamentale tuttavia trovare le giuste procedure per fare in modo che i lavoratori non si sentano isolati. Una soluzione potrebbe essere rappresentata da meeting regolari.

Avere sempre un dialogo aperto

Verificare costantemente la salute emotiva dei team è essenziale, evidenzia Michael Page. Una buona via per mantenere un ambiente di lavoro sano è quella di parlare apertamente dei carichi di lavoro, degli obiettivi e delle scadenze, e raccogliere feedback anonimi.