Tutto sulla Cassa Integrazione in Deroga

Scopri in questo articolo le caratteristiche della Cassa Integrazione in Deroga e come funziona

Per far fronte alla recente emergenza epidemiologica sono state varate alcune manovre economiche a sostegno dei lavoratori all’interno del decreto Cura Italia; tra queste è prevista l’istituzione di una Cassa Integrazione in Deroga. La Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) è un intervento di integrazione salariale a sostegno di imprese che non possono ricorrere agli strumenti ordinari perché esclusi all’origine da questa tutela o perché hanno già esaurito il periodo di fruizione delle tutele ordinarie.

Tutto sulla cassa integrazione in deroga

A causa dei recenti sviluppi in seguito al diffondersi dell’epidemia da COVID-19 che hanno causato un parziale blocco dell’economia mondiale, lo Stato italiano ha lanciato alcune manovre economiche per tutelare le aziende ed i suoi lavoratori: tra queste, il Governo ha scelto di estendere la Cassa Integrazione in Deroga a tutti per 9 settimane.

Precedentemente la Legge di Bilancio 2019/2020 aveva già provveduto a prorogare la Cassa Integrazione in Deroga introducendo alcune novità in merito ai sussidi ammortizzatori sociali, tuttavia con il nuovo decreto i requisiti di accesso per i lavoratori risultavano ancor più restrittivi. Per questo motivo, a causa del prolungamento dell’emergenza Coronavirus, sono state istituite alcune misure straordinarie che garantiranno l’accesso alla CIGD anche alle aziende che ne erano state precedentemente escluse.

Novità sulla CIGD

Durante la conferenza stampa del 28 marzo infatti il presidente Conte ha dichiarato di essere già al lavoro affinché le integrazioni salariali siano attivate entro il 15 aprile. Nello specifico le nuove misure straordinarie prevedono che la CIGD sia attivabile anche dalle attività che contano meno di 6 dipendenti, previa domanda all’INPS a partire dal 1 aprile.

Grazie alla collaborazione di tutte le parti coinvolte è stata sottoscritta una convenzione tra imprese e sindacati, associazioni bancarie e il ministero del lavoro, che consentirà agli istituti di credito di anticipare fino a 1400€ per la CIGD. La convenzione inoltre sarà un’operazione a costo zero per i lavoratori e non prevede nessun iter burocratico: come già avvenuto in passato durante situazioni di gravi emergenze, saranno le banche stesse ad anticipare le somme per i sussidi, e verranno poi rimborsate in seguito direttamente dall’INPS. Anche nei casi in cui l’importo complessivo della cassa integrazione dovesse superare i 1400€ sarà la banca ad integrare le differenze, incassando le risorse extra dell’istituto di previdenza.

Le nuove misure per la Cassa Integrazione in Deroga così stipulate assicurano quindi che non ci siano né costi né interessi a gravare sui lavoratori. In più il Decreto Liquidità del l’8 aprile sancisce l’estensione della Cassa Integrazione Ordinaria e in Deroga, e dell’assegno ordinario Cura Italia, anche ai lavoratori assunti tra febbraio e marzo 2020, nonché l’esenzione da marca da bollo per i procedimenti di integrazione salariale.

Come accedere alla Cassa Integrazione in Deroga

A partire dal 1 aprile 2020 è stato reso disponibile sul sito dell’INPS il modulo per la domanda di accesso alla Cassa Integrazione in Deroga COVID-19, che le aziende italiane devono compilare affinché i propri lavoratori possano presentare richiesta per l’anticipazione salariale. Questi ultimi moduli possono essere reperiti online e inviati direttamente in via telematica presso il proprio istituto bancario, in ottemperanza alle misure governative che raccomandano l’isolamento di tutti i cittadini presso le proprie abitazioni.

Il modulo per l’anticipazione del sussidio prevede una sezione in cui il lavoratore dovrà inserire i propri dati, una sezione preposta per l’autocertificazione di lavoratore sospeso dal lavoro a zero ore, e infine una parte in cui si attesta l’avvenuta richiesta da parte della propria azienda del trattamento di integrazione salariale. Sul modulo è inoltre specificato che il prestito di 1400€ viene considerato estinto nel momento stesso in cui l’INPS eroga il versamento della CIG. Naturalmente per ottenere il finanziamento anticipato è importante verificare che la propria banca abbia aderito alla convenzione statale.

Cassa Integrazione in Deroga COVID-19

Per far fronte alla recente emergenza sanitaria dovuta all’epidemia da COVID-19 e al fine di garantire l’erogazione dell’indennità di Cassa Integrazione Ordinaria o in Deroga, nonché degli assegni ordinari, l’INPS ha messo a disposizione dei cittadini il modello SR41 semplificato, affinché la compilazione risulti più agevole. Il modello unico a differenza dei moduli standard prevede la cancellazione di alcuni obblighi tra cui:

  • non è più previsto l’obbligo di controfirma del modulo SR41 da parte del datore di lavoro;
  • è stata eliminata la dichiarazione di responsabilità da parte del lavoratore a favore di controlli gestiti direttamente dall’INPS;
  • non è più necessaria la certificazione dell’IBAN;
  • infine sono state rimosse le diciture circa lo stato civile, il titolo di studio, e la partecipazione a servizi socialmente utili del richiedente.

CIGD e decreto Cura Italia

Le misure straordinarie per la Cassa Integrazione in Deroga COVID-19 si inseriscono contestualmente all’interno del decreto legislativo n.18 del 17 marzo 2020, soprannominato Cura Italia, il cui obiettivo generale è il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e il sostegno economico alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese, connesse all’emergenza epidemiologica. In particolare la manovra Cura Italia ha altresì interessato la sospensione delle scadenze fiscali e il pagamento di mutui e assicurazioni, bonus per lavoratori autonomi e professionisti, aiuti per l’affitto, bonus per baby sitter e congedo parentale straordinario.

Per quanto riguarda la cassa integrazione, la Gazzetta Ufficiale riporta che la CIGD è stata estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti e di tutti i settori produttivi. Le attività che arrestano o riducono la produzione possono accedere alla Cassa Integrazione Guadagni in Deroga con la nuova causale epidemiologica dovuta al Coronavirus, per la durata massima di 9 settimane.

In più grazie alla natura straordinaria di questa misure, esse godono di alcune importantissime caratteristiche speciali: ad esempio consentono di far risultare neutrali le 9 settimane ai fini del conteggio dell’utilizzo massimo degli ammortizzatori sociali nel biennio e nel quinquennio, esenta dal pagamento della contribuzione aggiuntiva che scatta di norma quando si accede a questi strumenti, semplifica o elimina l’accordo tra azienda e sindacati, può riguardare anche i dipendenti senza anzianità minima prevista dalle regole standard.

Retribuzioni e importo

Per i lavoratori in Cassa Integrazione in Deroga 2020 l’indennità corrisposta è pari all’80% della retribuzione, inclusi eventuali ratei di mensilità aggiuntive che il dipendente avrebbe percepito per le ore di lavoro non prestate tra le ore zero e il tetto massimo contrattuale (di norma comunque non oltre le quaranta ore settimanali). L’importo della prestazione in ogni caso non può eccedere un limite massimo mensile stabilito con cadenza annuale.

Va specificato comunque che un dipendente può continuare a svolgere prestazioni di lavoro accessorio, senza per questo perdere il diritto all’indennità, sempre ammesso tuttavia che tale prestazione non superi il limite massimo annuale, che in questo caso specifico corrisponde a 3000€ annui. È bene tenere a mente però che il lavoratore è tenuto a comunicare all’INPS le eventuali prestazioni retribuite: la mancata comunicazione di tali attività infatti può comportare che egli decada dal diritto di integrazione salariale.

Le domande per accedere alla Cassa Integrazione in Deroga devono essere presentate all’INPS entro venti giorni dalla data in cui sono state sospese le attività o è stato ridotto l’orario di lavoro di un’azienda. Alla suddetta richiesta va inoltre allegato il verbale dell’accordo sindacale e naturalmente l’elenco dei dipendenti interessati.

Come presentare domanda per la Cassa Integrazione in Deroga

La complicazione della CIGD è che la sua applicazione è demandata alle Regioni e alle Province autonome che hanno messo a punto altrettanti accordi regolamentari con le parti sociali. Tempi di utilizzo dell’ammortizzatore e modalità di presentazione delle domande possono variare leggermente quindi di territorio in territorio.

Più precisamente per le aziende la cui unità produttiva è concentrata presso un’unica sede o regione, la domanda di Cassa Integrazione in Deroga può essere presentata via internet attraverso il servizio dedicato sul sito dell’INPS (ossia la piattaforma DigiWeb), compilando il modello IG/15 deroga (cod.SR100); mentre per le aziende la cui unità produttiva è dislocata in più regioni o province autonome, la domanda di CIGD va presentata dall’azienda al ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Obblighi del lavoratore

Sebbene i lavoratori che percepiscono l’indennità non sono soggetti né a costi né ad interessi, il mantenimento delle somme della Cassa Integrazione in Deroga prevede necessariamente la partecipazione alle politiche attive: infatti nel caso di mancata partecipazione ai corsi della regione o alle politiche attive del centro dell’impiego, si incorre nel decadimento del diritto di indennità di cassa integrazione.

Ciò significa che se un dipendente in CIG si rifiuta di seguire i corsi di formazione o riqualificazione, oppure non lo segue regolarmente senza un comprovato motivo, il sussidio erogato dall’INPS viene interrotto e dunque decade. Si è esonerati da tali obblighi soltanto nel caso in cui la formazione abbia luogo ad una distanza superiore ai 50km dalla residenza del lavoratore, oppure nel caso in cui i corsi si svolgono in luogo non raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblico mediamente un’ora e mezza di viaggio.

È molto importante tenere ben a mente che se una delle ipotesi sopra citate dovesse verificarsi, l’INPS oltre a cessare immediatamente la corrispondenza dell’indennizzo, provvede anche a recuperare, previa specifica comunicazione, tutte le somme già erogate per il periodi di non spettanza del trattamento.

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