Concorso ministero della Cultura, 1.800 posti indeterminati: requisiti e come fare domanda

Pubblicato il concorso MiC 2026 per 1.800 diplomati a tempo indeterminato: posti, requisiti, dettagli su profili e modalità di candidatura

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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È stato pubblicato il tanto atteso concorso per diplomati al Ministero della Cultura (MiC), con un totale di 1.800 posti disponibili in tutta Italia. Gestito dalla Commissione Ripam e da Formez PA, il bando è strutturato su due percorsi distinti. La scadenza per entrambi è fissata alle 23:59 del 10 gennaio 2026, esclusivamente tramite la piattaforma InPA.

I percorsi disponibili e la distribuzione dei posti per regione

Queste assunzioni, a tempo indeterminato, rientrano nel piano complessivo di potenziamento dell’organico del MiC. Il concorso si divide in due percorsi paralleli:

  • codice 01 – assistenti per la tutela, accoglienza e vigilanza (1.500 posti), che include mansioni come l’accoglienza al pubblico, vigilanza, supporto alle attività educative e promozione degli eventi culturali;
  • codice 02 – assistenti tecnici per la tutela e valorizzazione (300 posti), che forniranno supporto operativo alle attività di tutela, ricerca e catalogazione.

Di seguito, ecco la ripartizione dei posti per le principali regioni per il codice 01. Per entrambi i percorsi, è prevista una quota per le persone con disabilità o appartenenti ad altre categorie protette, come attesta la Legge 68/99:

Regione Posti Disponibili Riserve L.68/99
Campania 341
Lazio 311 47
Toscana 170 35
Lombardia 77 17
Veneto 70 13
Emilia-Romagna 66 14
Calabria 63
Sardegna 49 4
Piemonte 47 14
Puglia 45
Liguria 44 7
Umbria 41
Marche 38 8
Friuli-Venezia Giulia 31 2
Basilicata 31
Molise 29 4
Abruzzo 27 3
Sicilia 17
Trentino-Alto Adige 3
TOTALE 1.500 168

Qui invece la ripartizione dei posti per il codice 02:

Regione Posti Disponibili Riserve L.68/99
Lazio 70 6
Campania 35
Toscana 28 10
Lombardia 22 4
Puglia 21
Emilia-Romagna 18 4
Veneto 15 4
Calabria 15
Piemonte 14 5
Basilicata 12
Abruzzo 10 1
TOTALE 300 40

Per entrambi i percorsi sono presenti quote per le seguenti categorie:

  • ai volontari delle Forze Armate è riservato il 30% dei posti;
  • agli ex volontari del Servizio Civile il 15% dei posti;
  • ai precari del MiC fino al 40% dei posti, per chi ha già maturato almeno 36 mesi di servizio a tempo determinato nel Ministero.

Requisiti e domanda

Oltre ai consueti requisiti generali (cittadinanza Ue, godimento dei diritti civili, assenza di condanne preclusive, idoneità fisica), bisogna avere almeno il diploma di maturità. Per i titoli conseguiti all’estero, è necessaria la dichiarazione di equipollenza. La domanda va compilata esclusivamente online sul portale InPA, accessibile con identità digitale (Spid, Cie, Cns). La procedura richiede:

  • registrazione e compilazione del CV sul portale;
  • scelta obbligatoria di un solo codice concorso (01 o 02);
  • pagamento di una tassa di partecipazione di 10 euro tramite PagoPA (non rimborsabile).

Va ricordato che bisogna essere in possesso di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), cruciale per ricevere tutte le comunicazioni ufficiali.

La prova d’esame, un test da 40 quesiti

Il concorso si decide in un’unica prova scritta da svolgere in 60 minuti, composta da 40 quesiti a risposta multipla così suddivisi:

  • 25 quesiti sulle materie (10 comuni a entrambi i codici + 15 specifici per il profilo scelto);
  • 7 quesiti di logica (ragionamento logico-deduttivo e critico-verbale);
  • 8 quesiti situazionali (volti a valutare il comportamento organizzativo e l’atteggiamento in contesti di lavoro).

Il punteggio si assegna così: per le domande di materia e di logica, risposta esatta +0,75, errata -0,25, non data 0. Per i situazionali, la risposta più efficace vale +0,75. La soglia di superamento è pari o superiore a 21/30.

Cosa studiare

Le materie variano parzialmente in base al profilo per cui ci si candida, ma esiste un nucleo di argomenti comune. Per le materie comuni ci sono da studiare:

  • diritto amministrativo (focus su contratti pubblici, lavoro pubblico, privacy);
  • elementi di diritto penale (reati contro la PA);
  • codice dell’Amministrazione Digitale;
  • elementi di diritto UE;
  • contabilità di Stato;
  • lingua inglese (livello A2);
  • competenze digitali.

Per le materie specifiche ci sono invece da sapere:

  • per il codice 01 sicurezza sul lavoro, marketing e comunicazione, elementi di diritto del patrimonio culturale e organizzazione del MiC;
  • per il codice 02 archeologia, storia dell’arte, critica d’arte, museologia e museografia, metodologie di scavo archeologico (anche subacqueo), elementi di diritto del patrimonio culturale e organizzazione del MiC.