Artemis II per tornare sulla Luna, quanto sta spendendo la Nasa per la nuova missione

Nonostante il rinvio del lancio, il nuovo programma americano promette di rivoluzionare la "space economy". I costi di Artemis sono miliardari, ma proiettano investimenti e trasporti nell'orbita lunare, oltre che nel futuro

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

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La missione Artemis II rappresenta il primo volo con equipaggio del programma lunare della Nasa dopo oltre 50 anni dall’era Apollo. Anche se rinviato per “problemi tecnici sul razzo”, il lancio della navicella statunitense resta un grande traguardo simbolico e tecnologico.

Il ritorno degli astronauti intorno alla Luna si configura come un passaggio chiave nella costruzione della nuova “space economy cislunare”, ossia l’insieme di attività industriali e commerciali nello spazio tra Terra e satellite. Il tutto a costi – è il caso di dirlo – galattici.

Cos’è Artemis II e qual è lo scopo della missione della Nasa

Il programma Artemis II è una missione di test orbitale con equipaggio che utilizzerà il razzo Space Launch System (Sls) e la capsula Orion, entrambi sviluppati con contratti industriali multimiliardari che coinvolgono aziende come Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Aerojet Rocketdyne.

Durante la spedizione, l’Orion e il suo equipaggio composto dal comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen, effettueranno un sorvolo lunare e rientreranno sulla Terra, segnando il primo volo umano oltre l’orbita terrestre bassa dopo Apollo 17 avvenuto nel 1972.

Quanto costa la missione Artemis 2 della Nasa

Incrociando il contenuto dei documenti di bilancio ufficiali della Nasa trasmessi al Congresso, intitolati “FY Budget Request” e “Congressional Justification”, con le valutazioni del Government Accountability Office (Gao) e dell’Office of Inspector General (Oig) della Nasa, possiamo così desumere almeno una parte dei costi miliardari della missione Artemis II:

  • lo sviluppo del razzo Sls ha richiesto oltre 23 miliardi di dollari;
  • lo sviluppo della capsula Orion ha richiesto oltre 20 miliardi di dollari;
  • i sistemi di supporto a terra (Exploration Ground Systems) hanno comportato spese superiori ai 5 miliardi di dollari.

Nel complesso, l’investimento federale per la parte di sviluppi cumulativi del programma Artemis II ha già superato i 50 miliardi di dollari. Inoltre, la Nasa ha stimato che il costo operativo per singolo lancio del razzo Sls e della capsula Orion ruota attorno ai 4,1 miliardi di dollari per volo. Questa somma include:

  • produzione del core stage;
  • upper stage criogenico;
  • booster a propellente solido;
  • modulo di servizio europeo (fornito dall’Esa);
  • integrazione e operazioni di lancio.

Il budget destinato al programma Artemis

Seppur parziali, i costi noti configurano la missione Artemis II già come uno dei lanci con equipaggio più costosi mai programmati nella storia dell’esplorazione spaziale. Il progetto della Nasa nel suo complesso rappresenta infatti il più grande investimento pubblico mondiale in questo settore.

L’agenzia americana ha indicato nei propri documenti di pianificazione che la spesa cumulativa per il progetto Artemis tra il 2012 e il 2025 ha superato i 93 miliardi di dollari. Il budget annuale destinato all’esplorazione lunare oscilla tra i 7 e i 9 miliardi di dollari nell’ambito dell’Exploration Systems Development Mission Directorate.

Occorre sottolineare tuttavia che questi fondi finanziano non solo le missioni Artemis I, II e III, ma anche:

  • il Lunar Gateway;
  • i sistemi di atterraggio umano (Human Landing System);
  • le tute extraveicolari di nuova generazione;
  • le infrastrutture di superficie lunare;
  • le tecnologie Isru (In-Situ Resource Utilization).

Secondo analisi pubblicate da Financial Times e Reuters sulla base di dati Nasa, il programma sta generando una catena di approvvigionamento che coinvolge oltre 3.200 fornitori distribuiti in tutti gli Stati Uniti.

Artemis II e il mercato della space economy cislunare

Dal punto di vista della space economy, Artemis II è il primo passo verso la creazione di un mercato permanente nello spazio lunare. La missione ha infatti l’obiettivo di validare i sistemi di trasporto umano oltre l’orbita bassa terrestre e certificare Orion per missioni di lunga durata. Scopi collaterali sono anche aprire la strada alle operazioni commerciali su Gateway e abilitare futuri contratti per logistica, comunicazioni e costruzione orbitale.

L’approccio adottato dalla Nasa prevede infatti una crescente integrazione del settore privato attraverso modelli di procurement simili a quelli già utilizzati per la Iss (Stazione spaziale internazionale), con contratti a prezzo fisso e partnership pubblico-private. In prospettiva, Artemis II rappresenta quindi non solo una missione di prova, ma una pietra miliare economica destinata a sostenere:

  • il mercato dei servizi di lancio “deep space”;
  • le infrastrutture energetiche lunari;
  • le telecomunicazioni cislunari;
  • l’estrazione di risorse nello Spazio.

In questo senso, il ritorno dell’uomo sulla Luna segna anche l’inizio di una nuova fase industriale dell’economia spaziale globale, destinata a ridefinire investimenti pubblici e strategie commerciali nel prossimo decennio.