Regolamento Ue impone fine ai vaccini entro il 31 gennaio? Facciamo chiarezza

Davvero non ci sarà più l'obbligo in Italia per i vaccin i anti Covid a partire da fine mese o siamo in presenza dell'ennesima bufala?

Sta facendo il giro del web una vera e propria bufala che riguarda i vaccini anti Covid. Come nei migliori casi di fake news, anche in questo si parte da una notizia vera che, sapientemente decontestualizzata, rischia di confondere le idee di chi la legge. Molte pagine e alcuni siti web riportano che dal 31 gennaio 2022, per effetto dell’entrata in vigore di un regolamento europeo, dovrebbe decadere l’obbligo vaccinale in Italia e in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. In realtà le cose non sono assolutamente così, ed è meglio fare chiarezza per evitare di diffondere bugie e alimentare paure tra gli utenti del web, facilmente condizionabili se non opportunamente informati.

Regolamento Ue impone fine ai vaccini entro il 31 gennaio: cosa si legge sui social

Il documento di cui si parla è il Regolamento Ue n. 536/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo del 16 aprile 2014 in materia di sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano. In base a quanto si legge nei post condivisi da pagine e profili della blogosfera no vax, dal 31 gennaio 2022 diventerebbe diventare impossibile nel nostro Paese e nel resto d’Europa obbligare determinate categorie a vaccinarsi contro il Covid.

Addirittura le norme del Governo in materia diventerebbero illegittime, e i vari Dpcm e decreti legge decadrebbero automaticamente con l’entrata in vigore del Regolamento Ue. Per avallare questa tesi, molti post condividono articoli di siti autorevoli, come Sperimentazionicliniche.it, testata giornalistica dedicata al mondo della ricerca clinica in Italia e rivolta a pazienti, medici e aziende farmaceutiche e sanitarie.

Regolamento Ue impone fine ai vaccini anti Covid: cosa dice il nuovo Regolamento Ue

Aprendo però gli articoli del sito, e leggendo il testo del Regolamento Ue, non si trovano collegamenti con il vaccino anti Covid. Il documento dell’Unione Europea riporta all’articolo 3, nei principi generali, che “una sperimentazione clinica può essere condotta esclusivamente” se “i diritti, la sicurezza, la dignità e il benessere dei soggetti sono tutelati e prevalgono su tutti gli altri interessi” e se “è progettata per generare dati affidabili e robusti”.

Tra l’altro gli Stati membri hanno tempo fino al 2023 per applicare la norma. E dunque, non accadrà nulla il 31 gennaio 2022. Come spiegato anche nell’articolo del debunker David Puente su Open, che ha rintracciato Giulio D’Alfonso, presidente di Osservatorio Trial, società editrice di Sperimentazionicliniche.it.

D’Alfonso ha sottolineato che il contenuto degli articoli diffusi su Facebook “si discosta totalmente dalle interpretazioni fantasiose che sono state date”, che sono “volte ad affarmare posizioni che nulla hanno a che vedere” con il Regolamento Ue n. 536/2014. Smentendo dunque tutti i post che citano a sproposito la testata e il documento stesso.

Questo, lo ribadiamo anche noi, non riguarda le ricerche cliniche in corso e in progettazione. Per cui, tra l’altro, vige già il principio della volontarietà della partecipazione degli individui, tenuti già a firmare il consenso informato. Lo scopo della nuova norma è solo quello di uniformare il panorama europeo in materia di ricerca, rendendo l’Ue un’eccellenza internazionale con nuovi protocolli seguiti dagli scienziati in tutti gli Stati membri.

Insomma, dal 1° febbraio scattano le multe per chi non rispetta l’obbligo vaccinale, come spiegato qui, e non esistono scappatoie. Vi abbiamo spiegato qua come evitare la sanzione da 100 euro e in questo articolo cosa c’è da sapere sul consenso informato (e la sua validità).