Obbligo vaccino, terza dose over 12 e smart working: tutte le novità in arrivo

Ecco cosa potrebbe decidere il governo nel Cdm di oggi 5 gennaio: cosa potrebbe cambiare per il super green pass, il vaccino e i lavoratori

AGGIORNAMENTO: Via libera del Consiglio dei ministri all’unanimità al decreto legge con la nuova stretta anti-Covid, che prevede l’obbligo vaccinale per chi ha più di 50 anni ed è senza lavoro e il super green pass per gli over 50 che lavorano. Dal testo è invece venuta meno la misura che prevedeva di esibire il super green pass per accedere a servizi e negozi, dopo l’alzata di scudi in Cdm della Lega: in questi situazioni basterà il green pass base. Qui tutte le regole approvate.

Ancora una volta, il governo sembra intenzionato a scegliere la strada del soft power. Nel Cdm di oggi 5 gennaio molto probabilmente, secondo le ultime indiscrezioni trapelate da Palazzo Chigi, il governo non varerà il super green pass per tutti i lavoratori come ipotizzato fino a qualche ora fa.

Mentre Omicron avanza, pur non essendo ancora dominante in Italia (qui le regioni in cui la nuova variate corre di più), nel documento trasmesso ieri dai governatori, le Regioni e le Province autonome ritengono che l’attuale andamento epidemico necessiti di una “profonda rivalutazione complessiva” di tutti gli aspetti di gestione della pandemia, rivalutazione che deve partire – scrivono – da un preciso punto della situazione, anche in termini di proiezioni e simulazioni degli scenari di breve, medio e lungo termine.

A questo scopo sarà necessaria una “approfondita” valutazione di livello scientifico del Comitato Tecnico Scientifico e dell’Istituto Superiore di Sanità, manifestando sin d’ora la disponibilità delle Regioni a collaborare. “Le caratteristiche dell’attuale contingenza interessano moltissimi aspetti e sono inedite rispetto ad altre fasi della pandemia e necessitano, pertanto, di un approccio nuovo che miri a contenere le ospedalizzazioni, non limitando gli interventi alle sole misure di contenimento del contagio”.

L’obiettivo primario resta sempre mettere in sicurezza chi rischia di più. Per questo i presidenti delle Regioni sollecitano una valutazione dell’obbligo vaccinale anche tenendo conto della fragilità dei soggetti più a rischio di ospedalizzazione e una eventuale estensione dell’utilizzo del green pass rafforzato.

Ipotesi estensione obbligo vaccinale: ecco per chi

Sul tavolo della cabina di regia del governo ci sarebbe, almeno, proprio l’obbligo vaccinale per nuove categorie di lavoratori, sia dipendenti pubblici che privati. Il piano sarebbe dunque, ancora una volta, a tappe: allargare via via le maglie dell’obbligo a nuove categorie, come già accaduto.

Ai sanitari, al personale scolastico, alle forze dell’ordine e ai lavoratori esterni delle Rsa – per cui vige già l’obbligo vaccinale – potrebbero quindi aggiungersi alcuni gruppi di lavoratori:

  • allenatori di squadre sportive
  • lavoratori di palestre e circoli
  • alcuni dipendenti che hanno contatti con il pubblico
  • altri lavoratori che hanno contatto diretto con le categorie più fragili.

Inoltre, Draghi e la sua squadra starebbero seriamente ipotizzando l’obbligo di super green pass – cioè certificato verde Covid solo dopo vaccino o guarigione da Covid – per tutti gli over 50.

Ipotesi coesistenza obbligo vaccinale e super green pass

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, parlando ad “Agorà” su Rai Tre, ha avanzato anche l’ipotesi di una coesistenza tra obbligo vaccinale e super green pass.

“Non contrapporrei l’eventuale estensione dell’obbligo vaccinale per alcune categorie, alcune fasce d’età, e l’estensione del super green pass” ha detto.

Già oggi questi due provvedimenti vivono insieme, quindi potrebbero continuare a vivere insieme con una loro estensione. “Si tratterebbe di proseguire su una strada già tracciata. Io credo che anche oggi una sintesi si troverà. E’ chiaro che ci sono posizioni diverse, ma credo che l’elemento della gradualità, che ha contraddistinto l’azione di governo, anche nell’applicazione dei prossimi provvedimenti potrebbe essere il criterio”.

Terza dose vaccino over 12

Novità anche per la terza dose: da lunedì 10 gennaio si parte anche con la dose booster per la fascia 12-18 anni, prima ancora esclusa dal richiamo vaccinale.

Smart working: cosa cambia

Mentre da un lato salta la proroga dell’equiparazione della quarantena alla malattia INPS, novità anche per lo smart working. Nella bozza della nuova circolare del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta di prossima pubblicazione si legge che fino al 31 marzo 2022, la differenza fondamentale per lo smart working tra pubblico e privato sta nell’obbligatorietà, per il settore pubblico, dell’accordo individuale, mentre nel settore privato è ancora ammessa la forma semplificata di smart working, senza necessità di accordo individuale.

Ecco come dovrebbe funzionare:

  • nel settore pubblico: tetto massimo smart working per il 49% dei dipendenti
  • nel settore privato: tetto massimo smart working 100%.

Scuola

Sul fronte istruzione, Costa conferma ancora una volta che l’obiettivo del governo è riprendere l’attività scolastica in presenza. Nonostante le resistenze di diverse Regioni, il governo è orientato a confermare il rientro in presenza dal prossimo 10 gennaio.

“Dobbiamo segnalare un dato positivo”, dice: nella fascia 12-19 anni, il 74% dei ragazzi è vaccinato, “dobbiamo mettere in atto le regole che garantiscano e favoriscano la didattica in presenza, cercando di limitare al minimo la Dad”. E “vale la pena fare un approfondimento e una riflessione sulla proposta delle Regioni per rivedere il meccanismo della Dad, credo sia giusto coinvolgere il Cts. Da parte del governo c’è piena disponibilità a condividere percorsi con le Regioni, come abbiamo fatto in tutti questi mesi di scelte e decisioni”, spiega.

Le Regioni hanno messo a punto un documento ad hoc per la scuola, individuando delle soglie e ipotizzando regole diverse a seconda che si tratti degli studenti più piccoli, come alla materna, dove è praticamente impossibile mantenere il distanziamento e il rispetto delle misure di prevenzione, o alle elementari, dove la copertura vaccinale è ancora bassa, e gli over 12.

Secondo questo schema, funzionerebbe così:

  • alla scuola dell’infanzia: quarantena per tutta la classe con 1 solo caso Covid positivo
  • alla scuola elementare: niente quarantena con 1 solo caso: i contatti resterebbero in aula in autosorveglianza con la raccomandazione di astenersi dalla frequentazione di ambienti differenti dalla scuola, senza testing. La quarantena di 7 giorni scatterebbe solo con 2 o più casi, con test antigenico o molecolare tra il 5° e il 7° giorno
  • alla scuola media (per i soggetti di età uguale o superiore ai 12 anni) e superiore: fino a 2 casi positivi autosorveglianza, con la raccomandazione di astenersi dalla frequentazione di ambienti differenti dalla scuola, senza testing. Quarantena di 7 giorni solo con almeno 3 o più casi positivi, con test antigenico o molecolare tra il 5° e 7° giorno.

Secondo la proposta delle Regioni tuttavia, resta ferma la possibilità dell’Asl di adottare ulteriori provvedimenti di sospensione della didattica in presenza nella singola scuola o istituto in base ai casi specifici.

Secondo le Regioni, inoltre, sarebbe utile “evitare la ripresa delle attività di educazione fisica, canto e utilizzo di strumenti a fiato, verificare la correttezza del consumo dei pasti in mensa, promuovere un maggior utilizzo di FFP2 e avere attenzione a garantire una corretta aerazione delle aule”.

Tutte le misure nel primo decreto Covid 2022

Riassumendo, nel dettaglio le misure a cui sta lavorando in corso l’esecutivo per il primo decreto Covid 2022, e che potrebbero vedere la luce dopo l’accordo tra i partiti di maggioranza e il confronto con i presidenti di Regione:

  • obbligo di super green pass a chi ha più di 50 anni
  • obbligo di super green pass a nuove categorie di lavoratori, sia nel pubblico che nel privato
  • via libera, già certo, alla terza dose di vaccino per chi ha più di 12 anni
  • nuove regole per lo smart working
  • rientro a scuola in presenza.

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