La divisione Pharma di Bayer in Italia è al centro di una vertenza sindacale che ha portato alla proclamazione di uno sciopero contro una procedura di licenziamento collettivo. La mobilitazione, annunciata dalla Filctem Cgil Milano, prevede otto ore di sciopero con presidio e manifestazione nella giornata del 9 gennaio, a partire dalle 9.30, davanti alla sede di Assolombarda. L’iniziativa si svolge in concomitanza con un incontro previsto nell’ambito della procedura avviata dall’azienda. Il confronto riguarda 49 lavoratrici e lavoratori della divisione Pharma, inseriti in un percorso di riorganizzazione che, secondo i sindacati, non offre adeguate garanzie occupazionali né soluzioni alternative ai licenziamenti.
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La procedura di licenziamento collettivo
La procedura avviata da Bayer interessa dipendenti distribuiti tra diverse sedi italiane, in particolare Milano, Roma e Catania. Le assemblee dei lavoratori, convocate nei giorni precedenti, hanno respinto la proposta dell’azienda, giudicando insufficienti le motivazioni alla base della riorganizzazione e inaccettabile l’assenza di strumenti di tutela per il personale coinvolto. Secondo quanto riferito dalla Filctem Cgil, la riorganizzazione colpisce lavoratori con un’elevata anzianità di servizio e con competenze specialistiche maturate in anni di attività. Si tratta, in molti casi, di profili che rischiano di incontrare difficoltà di ricollocazione nel mercato del lavoro, soprattutto in un contesto economico caratterizzato da incertezze e rallentamenti.
Le ragioni della protesta sindacale
I sindacati contestano in particolare la scelta dell’azienda di non prendere in considerazione strumenti di gestione non traumatica degli esuberi. Tra questi rientrano, ad esempio, ammortizzatori sociali, percorsi di riconversione professionale o soluzioni di mobilità interna.
“La procedura è stata respinta perché non riteniamo convincenti le motivazioni addotte dall’azienda e perché manca qualsiasi apertura verso soluzioni alternative ai licenziamenti”, hanno spiegato i rappresentanti sindacali. La Filctem Cgil sottolinea inoltre la contraddizione tra l’annuncio di investimenti e nuovi progetti da parte di Bayer e l’avvio, nello stesso periodo, di una riorganizzazione che comporta tagli al personale.
La posizione dell’azienda sulla riorganizzazione
Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, Bayer avrebbe definito la riorganizzazione come irreversibile. L’azienda avrebbe escluso il ricorso ad ammortizzatori sociali o ad altri strumenti di gestione graduale degli esuberi, confermando la volontà di procedere con i licenziamenti previsti.
Questa posizione ha contribuito ad irrigidire il confronto e ha portato alla proclamazione dello sciopero come forma di pressione durante la fase di consultazione prevista dalla normativa sui licenziamenti collettivi.
Le richieste dei lavoratori e il confronto aperto
La Filctem Cgil Milano chiede all’azienda di rivedere le proprie posizioni e di aprire un confronto più ampio su soluzioni alternative. Tra le richieste avanzate figurano percorsi di ricollocazione interna, valorizzazione delle competenze esistenti e strumenti che consentano di limitare l’impatto sociale della riorganizzazione.
“Chiediamo a Bayer di riconoscere il valore delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti e di valutare percorsi che evitino i licenziamenti”, ha dichiarato Carmelo Razzano, rappresentante della Filctem Cgil Milano. Il presidio davanti ad Assolombarda ha come obiettivo quello di tenere alta l’attenzione sulla vertenza e sulle sue ricadute occupazionali.