Il 23 febbraio l’Inps ha comunicato l’avvio della terza fase della sperimentazione in merito alla riforma della disabilità. Dal 1° gennaio 2025 è stata infatti avviata una prima fase sperimentale in diverse province come Brescia, Catanzaro, Perugia, Sassari e Trieste; poi ancora dal 30 settembre sono state ampliate le province e ora, per il 1° marzo 2026, la terza fase allarga ancora il raggio d’azione alle province dove si introdurranno le novità operative di presentazione delle domande di invalidità civile.
Debuttano infatti le procedure semplificate: un solo certificato medico inviato all’Inps permetterà di accedere a tutto l’iter per ottenere indennità, accompagnamenti e riconoscimento dello stato di invalidità.
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La novità del certificato medico introduttivo
La novità, che si allarga con queste fasi di sperimentazione a sempre più province sul territorio italiano, è il certificato medico introduttivo. Si tratta di un certificato che viene rilasciato da un medico certificatore come lasciapassare per l’iter di identificazione dell’invalidità.
L’obiettivo e il cuore della riforma è quello di semplificare e velocizzare le procedure burocratiche per l’ottenimento del sostegno all’invalidità. Prima della riforma l’attesa poteva anche essere molto lunga, ora il tempo viene ridotto con l’invio di un certificato introduttivo.
Questo permetterà di ricevere in circa un mese di tempo il primo sostegno economico. Infatti, con l’invio del certificato a marzo, per esempio, l’indennità spetta a partire dal 1° aprile (il primo giorno del mese successivo). Al beneficiario viene chiesto di inviare subito i dati economici senza aspettare la fine della procedura.
Questo è possibile anche perché l’Inps diventa l’accertatore unico, senza le diverse commissioni. Si evitano svariati passaggi e la valutazione si basa solo sul certificato del medico e sulla visita dell’Inps.
All’interno della visita Inps viene valutato tutto:
- invalidità civile, cecità, sordità;
- bisogno di sostegno scolastico;
- livello di sostegno.
Terza fase: altre 40 province
Nella prima fase di sperimentazione, nelle seguenti province hanno preso avvio le nuove modalità di accertamento e i nuovi criteri per la disabilità:
Firenze, Trieste, Perugia, Brescia, Forlì-Cesena, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari.
Il 30 settembre 2025 si aggiungevano:
Genova, Palermo, Vicenza, Alessandria, Isernia, Lecce, Macerata, Matera e Teramo. In Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Trento.
A partire dal 1° marzo 2026, la terza fase di sperimentazione si allarga ad altre 40 province:
| Regione | Provincia/province |
| Abruzzo | Chieti |
| Basilicata | Potenza |
| Calabria | Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia |
| Campania | Caserta |
| Emilia-Romagna | Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna |
| Friuli-Venezia Giulia | Pordenone, Udine |
| Lazio | Roma |
| Liguria | La Spezia, Savona |
| Lombardia | Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio |
| Marche | Ancona, Ascoli Piceno |
| Molise | Campobasso |
| Piemonte | Asti, Cuneo, Torino |
| Puglia | Brindisi |
| Sardegna | Cagliari |
| Sicilia | Caltanissetta, Catania, Messina |
| Toscana | Arezzo, Massa Carrara |
| Trentino-Alto Adige/Südtirol | Bolzano/Bozen |
| Umbria | Terni |
| Veneto | Treviso, Venezia, Verona |
Entro il 31 dicembre del 2026 entrerà a regime su tutto il territorio nazionale, concludendo la fase sperimentale.
Nuovi redditi, importi per il 2026
Ricordiamo un’altra novità, ovvero gli importi. Ogni anno l’Inps adegua gli assegni per evitare che perdano valore d’acquisto. Per il 2026, l’aumento è dell’+1,4%. Si traduce in un ritocco contenuto, pari a circa 3-4 euro in più al mese.
Per ricevere l’assegno, il richiedente non deve superare determinati limiti di reddito personale annuo:
- soglia alta da 20.029,55 euro per chi ha una disabilità totale;
- soglia bassa da 5.852,21 euro; chi guadagna più di questa cifra perde il diritto all’assegno.
Attenzione: l’indennità di accompagnamento e l’indennità di comunicazione vengono erogate a chi ne ha diritto indipendentemente da quanto guadagna.