Dallo smartphone al portafoglio, il passo è sempre più breve. L’It-Wallet entra in una nuova fase della sua evoluzione e si prepara a trasformare il rapporto tra i cittadini italiani e i documenti ufficiali. In futuro sarà possibile inserire un numero crescente di credenziali digitali, tra cui titoli di studio, certificazioni Isee, tessere elettorali e molto altro. A regime, saranno oltre 200 i documenti disponibili.
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Da sperimentazione a 10 milioni di utenti
Lanciato in fase sperimentale nel 2024 ed esteso a tutti a partire da dicembre dello stesso anno, It-Wallet ha raggiunto rapidamente numeri significativi. Il servizio ha superato i 10 milioni di attivazioni, con 17,3 milioni di credenziali già caricate sugli smartphone degli italiani. Un segnale chiaro: la domanda di identità digitale nel Paese è concreta e in crescita.
Attualmente, nell’app Io possono essere salvate tre credenziali:
- la patente di guida;
- la tessera sanitaria;
- la carta europea della disabilità.
Non sono semplici copie digitali, ma documenti con pieno valore legale. Possono essere esibiti durante controlli fisici o utilizzati per accedere a prestazioni e servizi sanitari, esattamente come le versioni cartacee.
Oltre 200 credenziali in arrivo
Il vero salto, però, deve ancora arrivare. A regime, It-Wallet includerà oltre 200 credenziali. Tra quelle previste figurano:
- titoli di studio;
- certificati di frequenza scolastica;
- attestati di residenza;
- certificazioni Isee;
- iscrizioni alle liste elettorali;
- tessere elettorali;
- badge dei dipendenti pubblici;
- fascicoli sociali e lavorativi;
- prova dell’età, che consentirà di dimostrare di essere maggiorenni online senza dover condividere dati personali.
Secondo il decreto che disciplina l’espansione del sistema, entro febbraio 2027 tutte le amministrazioni pubbliche dovranno adeguarsi, rendendo disponibili i propri documenti in formato digitale tramite It-Wallet. Nello stesso periodo potranno aderire anche soggetti privati interessati a integrare i propri servizi nel portafoglio digitale.
La differenza rispetto allo Spid
Uno degli aspetti più innovativi di It-Wallet è la sua natura ibrida. A differenza dello Spid, che funziona esclusivamente nel mondo digitale, It-Wallet consente di utilizzare le credenziali anche nel mondo fisico. Come spiega Antonio Gentile, responsabile Ingegneria di Prodotto dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato:
La forza dell’It-Wallet rispetto agli strumenti di identità digitale è proprio questa: se ne potrà fare un utilizzo ibrido, cioè anche nel mondo fisico.
Questo è possibile grazie al regolamento europeo eIDAS 2, entrato in vigore il 20 maggio 2024, che punta a creare un sistema unificato e interoperabile di identità digitale per tutti i cittadini europei. L’It-Wallet italiano è progettato per diventare uno dei nodi di questo ecosistema più ampio — il futuro EUDI Wallet europeo — aprendo la strada a un’identità digitale valida in tutta l’Unione Europea.
Per l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che da quasi un secolo produce i documenti ufficiali degli italiani, questa transizione rappresenta un cambiamento profondo. Come sottolinea l’amministratore delegato Michele Sciscioli:
Nel pieno di questa trasformazione digitale, noi continuiamo a essere garanti e custodi della fede pubblica.
Dal punto di vista economico, l’ente registra un fatturato annuo di circa 600 milioni di euro, generato principalmente dalla produzione di documenti e carte valori tradizionali. Un modello destinato a evolversi con la crescita dei servizi digitali.