Via libera a 8 nuovi impianti per le rinnovabli: dove sorgeranno

Il Consiglio dei ministri ha approvato la compatibilità ambientale per otto progetti di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

Foto di Matteo Paolini

Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Il Consiglio dei ministeri, su proposta del presidente Mario Draghi, ha approvato 8 progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica e geotermica), per una potenza complessiva pari a circa 314 megawatt.

Dove verranno realizzati gli impianti

I progetti approvati riguardano:

  • un impianto eolico nei comuni di San Mauro Forte, Salandra e Garaguso (Matera), con una potenza di 72,8 megawatt
  • l’impianto “Venusia” nei comuni di Venosa e Maschito, in provincia di Potenza, da 36 megawatt
  • in provincia di Foggia: quello nei comuni di San Paolo di Civitate località Masseria Difensola, e Poggio Imperiale località La Colonnella (31,35 megawatt)
  • “Serra Palino” nei comuni di Sant’Agata di Puglia e Candela (48 megawatt)
  • Via libera anche al progetto per l’impianto agri-ovi-fotovoltaico “Copertino” nei comuni di Copertino e Galatina, in provincia di Lecce, da 60 megawatt
  • permesso di ricerca finalizzato all’impianto pilota geotermico “Cortolla”, nel comune di Montecatini Val di Cecina (Pisa), da 5 megawatt
  • la proroga del termine di validità del provvedimento di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell’impianto eolico nei comuni di Muro Lucano, Bella e Balvano, in provincia di Potenza, da 55,8 megawatt
  • l’impianto pilota geotermico “Castelnuovo”, nel comune di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa), da 5 megawatt elettrici sono stati deliberati

Inoltre, il Consiglio dei Ministri ha autorizzato la realizzazione di una nuova stazione elettrica a 380/132 kV e di nuove linee a 380 kV e a 132 kV Sviluppo Rete elettrica nazionale area di Lucca.

Oltre 100 norme per le energie rinnovabili

Dalla sua costituzione, il governo Draghi ha adottato più di 100 norme per implementare le rinnovabili. Terna, l’azienda che si occupa della gestione della rete elettrica nazionale, monitora costantemente l’evoluzione della situazione e aggiorna mensilmente i dati. L’aggiornamento mensile di Terna dimostra che tutti gli impianti stanno beneficiando dell’importante mole di semplificazioni adottata, spesso su proposta del MiTE, proprio con lo scopo di snellire i procedimenti su tutto il territorio nazionale.

Lo stato dell’arte in Italia

Il Ministero della Transizione Ecologica ha fornito alcuni dati per chiarire lo stato dell’arte nella diffusione delle energie pulite in Italia in relazione all’azione di Governo.

Il MiTE ha emanato 63 provvedimenti relativi a 8,2 gigawatt e ne sta predisponendo altri 19 per ulteriori 1,1 gigawatt: un totale di 82 provvedimenti per 9,3 gigawatt. La Commissione tecnica presso il MiTE, inoltre, si è già espressa su 49 progetti (corrispondenti a 2,9 gigawatt), per i quali ora si attende il parere del MIC. Complessivamente, sommando anche tutte le numerose richieste che erano state presentate negli anni passati al precedente Ministero dell’Ambiente, il MiTE sta processando 900 istanze, che si trovano in diversi stati di avanzamento e per le quali è necessario il coinvolgimento di attori (a partire dalle Regioni dal MIC) e la consultazione del pubblico. Deve aggiungersi che spesso le istanze presentano sono incomplete ei proponenti forniscono le integrazioni richieste in fase di verifica documentale, causando una dilatazione delle tempistiche. Il MiTE ha emesso 63 misure relative a 8,2 gigawatt e ne prepara altre 19 per 1,1 gigawatt: un totale di 82 misure per 9,3 gigawatt. La commissione tecnica al MiTE si è espressa anche su 49 progetti (corrispondenti a 2,9 gigawatt), per i quali ora si attende il parere del MIC.

Un processo complesso

Le procedure per l’utilizzo di energie rinnovabili possono coinvolgere diversi attori, bilanciare interessi e bisogni contrastanti e richiedere approfonditi studi tecnici. Si tratta di attività complesse che richiedono tempo e non possono essere sacrificate per soddisfare richieste dettate da semplici ideologie. Il governo deve assumere un ruolo attivo nell’adozione delle energie rinnovabili, investendo in programmi di ricerca e sviluppo e erogando incentivi per l’utilizzo di tali fonti di energia. Solo in questo modo sarà possibile garantire lo sviluppo sostenibile del paese nel lungo periodo.

Dal MiTe 320 milioni di euro per finanziare efficienza energetica e rinnovabili

Sempre in tema di rinnovabili, il MiTE mette a disposizione un fondo da 320 milioni di euro per la transizione energetica negli edifici pubblici. L’avviso pubblico “Comuni per la Sostenibilità e l’Efficienza energetica – CSE 2022” prevede fonti il ​​finanziamento di progetti di efficienza energetica che include anche iniziative per la produzione di energia da rinnovabili negli edifici delle Amministrazioni comunali, dell’intero territorio nazionale, attraverso l’acquisto e l’approvvigionamento di beni e servizi tramite il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA).

Questa misura sostiene gli investimenti dei comuni per aiutarli nella transizione verso modelli più sostenibili, contrastando gli effetti negativi dell’aumento dei prezzi delle forniture energetiche.