In arrivo pioggia di avvisi del Fisco: chi li riceverà

Tantissimi contribuenti stanno per ricevere una lettera dall'Agenzia delle Entrate: di cosa si tratta, chi la riceverà e perché

Il 2022 potrebbe essere l’anno degli avvisi bonari, i cui invii da parte dell’Agenzia delle Entrate saranno incrementati per rispettare uno degli obiettivi del Pnrr. L’invio a pioggia è iniziato a fine 2021 e continuerà ancora per tutto il nuovo anno. Al momento, nel mirino del Fisco, ci sono le anomalie riscontrate nelle dichiarazioni dei redditi risalenti al 2017.

Cosa sono gli avvisi bonari inviati dal Fisco

Per ‘avvisi bonari’ si intendono quelle lettere inviate dall’Agenzia delle Entrate, destinate a coloro che, secondo il Fisco, hanno inserito dati anomali al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi. Comprese le omissioni o la non corrispondenza dei dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, resasi conto dell’incompatibilità al momento del controllo.

Di fronte a una anomalia, quindi, il Fisco invia un avviso bonario per accertarla: e l’inizio del 2022 è destinato a produrre un vero e proprio effetto cascata, con una pioggia di lettere dovuta al Pnrr, visto che l’aumento compliance (ossia l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari, quindi del pagamento delle tasse, da parte del contribuente) è uno degli obiettivi del Piano.

Entro la fine del 2022 l’obiettivo fiscale del Governo è quello di raggiungere alcuni traguardi:

  • aumento del 30% degli avvisi bonari inviati;
  • riduzione dei falsi positivi al 5%;
  • aumento del 20% degli incassi connessi all’adempimento spontaneo.

Per questo motivo sono attese migliaia di lettere già nei primi mesi del 2022. Nel frattempo, per quel che riguarda proprio l’Agenzia delle Entrate, c’è stato un nuovo concorso: ecco per quanti posti .

Cosa fare se si riceve un avviso dall’Agenzia delle Entrate

Può capitare di ricevere una lettera o un avviso bonario dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso, dopo aver letto attentamente il contenuto, il consiglio è di rivolgersi al proprio commercialista o, in caso di mancanza, a un CAF per verificare le anomalie segnalate dal Fisco.

Nel caso le anomalie segnalate dall’Agenzia delle Entrate siano corrette, allora si può procedere con il cosiddetto ‘ravvedimento operoso‘ (ecco quanto ha incassato così lo Stato nel 2018), che permette di regolarizzare la propria situazione pagando le somme dovute, ma con sanzioni più leggere. Se invece si ritiene che quanto comunicato nella dichiarazione sia stato riportato correttamente, non si dovrà far altro che riferirlo al Fisco inviando eventuali elementi e documenti di cui l’Amministrazione Finanziaria non era a conoscenza.

L’appello dei Giovani commercialisti sulla riscossione

Nel frattempo, l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdec) ha chiesto al Governo di prorogare al 31 dicembre 2022 la possibilità di rateizzare i debiti fiscali e previdenziali con criteri più ‘morbidi’, che consentano alle micro e pmi una migliore pianificazione, anche alla luce dell’aumento dei contagi e della lunga crisi economica.

Lo ha spiegato il presidente dell’Ungdec, Matteo De Lise, visto che “per le cartelle esattoriali inviate dal 1° gennaio 2022 si tornerà alle regole ordinarie, più gravose per i contribuenti che intendono richiedere la rateizzazione. Pensare che aziende e professionisti siano in grado di poter sostenere un impegno che ad oggi corrisponde a 60 milioni di cartelle esattoriali significa essere fuori dalla realtà”

In sostanza, l’Unione ha chiesto che il termine per il pagamento venga fissato in 180 giorni dalla notifica e non più in 60 giorni. Inoltre l’Ungdec, forte del vademecum realizzato per la gestione degli avvisi bonari, ha lanciato un appello: un tavolo istituzionale-operativo per riorganizzare la riscossione e la fase accertativa nel 2022.