La compagnia aerea può aumentare il prezzo del biglietto dopo che l’ho comprato?

Il caso Volotea riapre la questione: a settembre l’AGCM ha messo sotto esame le clausole che permettono di ritoccare il prezzo del biglietto dopo l’acquisto.

Foto di Giorgia Dumitrascu

Giorgia Dumitrascu

Avvocato civilista

Avvocato civilista con passione per la scrittura, rende il diritto accessibile attraverso pubblicazioni mirate e consulenze chiare e personalizzate.

7 min di lettura

Hai già comprato e pagato il biglietto aereo, ma prima della partenza la compagnia ti chiede altri soldi. Può farlo? Di regola, il prezzo accettato al momento dell’acquisto è il prezzo finale del volo. Se aumenta il carburante o crescono altri costi della compagnia, questo non significa che il passeggero debba pagare di più. La richiesta può però dipendere da una nuova tassa, da un servizio aggiunto, da una modifica della prenotazione oppure da un vero aumento del prezzo. Prima di pagare, bisogna capire di quale caso si tratta.

La compagnia può aumentare il prezzo di un biglietto aereo già pagato?

“La compagnia aerea non ha un diritto generale di ricalcolare, dopo l’acquisto, il prezzo del volo perché è aumentato il carburante o un altro costo sostenuto dal vettore”.

L’art. 23 del Regolamento CE n. 1008/2008 prevede che sia indicato il prezzo finale da pagare, comprensivo della tariffa, delle tasse, dei diritti e di tutti i supplementi inevitabili e prevedibili al momento della pubblicazione.

La Corte di Giustizia UE, ha chiarito che il prezzo finale deve comparire fin dalla prima indicazione della tariffa, così da consentire al cliente di confrontare realmente le offerte (Corte Giustiza UE, sent. Air Berlin C- 573/13). Pertanto, se una voce era obbligatoria e prevedibile quando il biglietto è stato messo in vendita, doveva concorrere al prezzo mostrato. Se compare soltanto dopo l’acquisto, la compagnia deve spiegare perché non rientrava nel prezzo finale già comunicato.

Una volta concluso l’acquisto, il prezzo concordato entra nel contratto tra passeggero e compagnia. L’art. 1372 c.c. stabilisce infatti che il contratto ha forza di legge tra le parti. Il rincaro del carburante o di un altro costo di esercizio, quindi, non si trasferisce perciò solo fatto sul cliente che ha già acquistato il biglietto.
Anche una clausola che prevede un adeguamento del prezzo resta sottoposta al controllo del Codice del consumo. L’art. 33 consente di verificare se quella previsione crea un significativo squilibrio a carico del consumatore, soprattutto quando attribuisce alla compagnia il potere di incidere unilateralmente sul prezzo.

Nel 2026 Volotea aveva previsto nella Fair Travel Promise un meccanismo che collegava una possibile variazione del prezzo del biglietto all’andamento del Brent. L’AGCM ha aperto un’istruttoria a giugno e ha poi sospeso in via cautelare il meccanismo; dal 26 giugno la clausola sull’“Adeguamento del prezzo del carburante” è stata eliminata dalle condizioni contrattuali della compagnia.

Il 2 settembre 2026 l’AGCM ha aperto la consultazione sulle clausole vessatorie. In particolare, la clausola “appare vessatoria” perché può determinare un significativo squilibrio a carico del consumatore. E questo nonostante le condizioni prevedessero che, completando l’acquisto, il cliente accettasse il possibile adeguamento e autorizzasse l’eventuale addebito. Anche il consenso inserito nelle condizioni contrattuali, dunque, resta soggetto al controllo previsto dal Codice del consumo.

“La compagnia può fissare liberamente le proprie tariffe prima della vendita. Dopo l’acquisto, una richiesta di denaro che incide sul prezzo già concordato deve invece trovare una base valida nel contratto o nella legge”.

Quando devo pagare un costo aggiuntivo dopo aver comprato il volo?

Per sapere se la somma è dovuta bisogna guardare alla voce che la compagnia sta chiedendo di pagare. Un supplemento sul carburante, una tassa, un servizio aggiunto o il costo per cambiare volo seguono regole diverse.

Ti chiedono altri soldi dopo l’acquisto per… Devi pagarli? La regola
Carburante diventato più caro Solo se esiste una valida base per l’adeguamento Va controllata la clausola che consente di modificare il prezzo e la sua validità.
Tassa o costo obbligatorio già prevedibile quando hai comprato Doveva essere già compreso nel prezzo finale Tasse, diritti e supplementi inevitabili e prevedibili rientrano nel prezzo del volo.
Nuova tassa introdotta dopo l’acquisto Va verificato cosa prevede la nuova legge Contano il momento in cui nasce l’obbligo e il soggetto sul quale ricade.
Bagaglio da stiva, posto, priority o altro servizio aggiunto dopo Sì, se lo hai scelto espressamente È un servizio ulteriore, se non era già compreso nella tariffa.
Cambio di data o di volo chiesto da te Può esserci un costo Commissione e differenza tariffaria dipendono dalle condizioni acquistate.
Volo + hotel acquistati come pacchetto Valgono regole diverse La revisione del prezzo segue la disciplina specifica dei pacchetti turistici.

Se è aumentato il carburante. Se la richiesta riguarda un supplemento carburante, va controllata la clausola di adeguamento secondo le regole viste sopra. Per trasferire quel maggior costo sul passeggero serve una valida base contrattuale.
Se compare una tassa. Una tassa o un diritto già inevitabile e prevedibile quando il volo è stato messo in vendita doveva concorrere al prezzo finale. L’AGCM chiarisce che anche una tassa obbligatoria pagata materialmente dopo la prenotazione, per esempio in aeroporto, deve essere resa evidente già durante il processo di acquisto. Per un tributo introdotto dopo l’acquisto va invece letta la nuova norma: conta da quando si applica, chi deve sostenerlo e come incide sui contratti già conclusi.

Se aggiungi bagaglio da stiva, posto o priority. Qui il passeggero acquista una prestazione ulteriore. L’art. 65 del Codice del consumo richiede il consenso espresso per i pagamenti supplementari rispetto al servizio principale; se il costo deriva da un’opzione preselezionata, il consumatore ha diritto al rimborso. Anche la Corte di giustizia, nel caso Vueling, C-487/12, ha riconosciuto che il bagaglio da stiva può essere assoggettato a un supplemento separato. La regola pratica è semplice: un optional può costare in più solo se è davvero facoltativo e viene scelto dal passeggero.

Se cambi tu data o volo. In questo caso cambia la prestazione richiesta. Se un volo comprato a 70 euro viene spostato, su richiesta del passeggero, a una data in cui costa 130 euro, i 60 euro in più dipendono dalla nuova tariffa. Possono aggiungersi anche eventuali commissioni di modifica previste dalle condizioni acquistate.

Se hai acquistato un pacchetto turistico. Per il pacchetto turistico vale l’art. 39 del Codice del turismo. La revisione del prezzo è ammessa solo se prevista dal contratto e collegata a specifiche variazioni, come carburante o energia, tasse e diritti imposti da terzi oppure tassi di cambio. L’aumento deve essere comunicato almeno venti giorni prima dell’inizio del pacchetto.

“L’8% non è quindi il margine entro il quale una compagnia aerea può aumentare liberamente il prezzo di un volo già acquistato. È una soglia prevista per la revisione del prezzo dei pacchetti turistici”.

Cosa fare se la compagnia ti chiede altri soldi dopo l’acquisto?

Prima di pagare o contestare la richiesta, conviene ricostruire con precisione quanto era stato concordato. Vanno recuperati la conferma della prenotazione, l’email di acquisto, la ricevuta o fattura, il riepilogo della tariffa e la prova dell’addebito. Va conservata anche la nuova comunicazione della compagnia, con l’importo richiesto, la causale, la data e l’eventuale termine per il pagamento. Se la richiesta compare solo nell’app o nell’area personale, è utile salvarne uno screenshot.

Vanno controllate soprattutto le condizioni applicabili quando il biglietto è stato acquistato. Bisogna quindi cercare, per quanto possibile, la versione accettata al momento della prenotazione e verificare la clausola richiamata dalla compagnia.

Nel reclamo scritto è utile indicare il prezzo già pagato e chiedere quale clausola o norma giustifichi la nuova somma, come sia stato calcolato l’importo e perché venga richiesto dopo la conclusione dell’acquisto. Se la somma è già stata addebitata, va chiesto anche il rimborso.
In caso di mancata soluzione è possibile attivare le procedure di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) o, se necessario, la tutela davanti al giudice. La segnalazione all’AGCM ha invece una funzione diversa: serve se emerge una clausola o una pratica commerciale utilizzata verso una pluralità di consumatori e non sostituisce la richiesta individuale di rimborso. Lo stesso vale per un pagamento supplementare applicato senza il consenso espresso del passeggero.