Quante volte è necessario presentare la documentazione delle spese sostenute per poter ottenere le detrazioni fiscali nel Modello 730? Qualcuno potrebbe rimanere sconcertato nel leggere questa domanda e potrebbe rispondere al volo: una volta, quando si sostengono le spese stesse. In questa sede, però, ci vogliamo soffermare su quelle che permettono di ottenere le detrazioni in più anni, come i bonus edilizi.
Dubbi e perplessità possono sorgere soprattutto a quanti si appoggiano sui centri di assistenza fiscale e sui professionisti abilitati per presentare la dichiarazione dei redditi, che hanno l’obbligo di controllare la documentazione per riconoscere le agevolazioni con la dichiarazione dei redditi, indipendentemente dallo strumento utilizzato per presentarla (Modello 730 o Modello Redditi PF).
Indice
Quali sono le spese detraibili in 10 anni
In questa sede ci vogliamo soffermare ad analizzare la gestione della documentazione dei più importanti bonus edilizi, che prevedono la detrazione fiscale in dieci anni, quando dovessero essere presenti determinate condizioni.
Vediamo nel dettaglio quali sono i bonus che prevedono proprio questa possibilità:
- bonus ristrutturazioni – a partire dal 1° gennaio 2022 le spese che i contribuenti hanno sostenuto per effettuare i lavori in casa si possono detrarre in dieci quote annuali di pari importo;
- ecobonus – anche in questo caso la detrazione si concretizza materialmente in uno sconto Irpef, o Ires nel caso delle aziende che deve essere suddiviso in 10 rate annuali di pari importo;
- Superbonus – in questo caso le detrazioni fiscali si articolano in dieci anni per le comunicazioni di opzione per la prima cessione o sconto in fattura, che sono state inviate all’Agenzia delle Entrate entro lo scorso 31 marzo 2023 (il ragionamento che facciamo in questa sede si riferisce alle quote residue dei crediti);
- Sismabonus e bonus barriere architettoniche – anche in questo caso le spese che possono essere portate in detrazione si riferiscono agli interventi la cui comunicazione è stata effettuata entro il 31 marzo 2023.
Quale documentazione va conservata ai fini fiscali
I contribuenti per poter usufruire delle detrazioni fiscali devono conservare gelosamente la seguente documentazione:
- tutte le fatture e le ricevute fiscali relative alle spese che hanno sostenuto per i lavori edili – al loro interno deve essere riportata la descrizione dettagliata degli interventi che sono stati effettuati;
- una copia del bonifico parlante, bancario o postale, che serve ad attestare che il pagamento è stato effettuato in modo tracciabile – all’interno devono essere contenuti i dati necessari per identificare i soggetti coinvolti nell’operazione, dunque causale del versamento con riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita Iva o codice fiscale del soggetto che ha eseguito i lavori;
- la ricevuta di avvenuta transazione per i pagamenti che sono stati effettuati con una carta di credito o debito e soprattutto la relativa documentazione di addebito sul conto corrente;
- i titoli abilitativi, come Cila, Scia o permesso di costruire, che la normativa edilizia richiede per gli interventi che sono stati effettuati – nel caso in cui i lavori dovessero rientrare nell’edilizia libera è necessario allegare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attraverso il quale deve essere attestato che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili, oltre alla data di inizio lavori;
- le comunicazioni obbligatorie effettuate presso gli enti competenti (Enea e Asl).
Alcune tipologie di bonus e alcuni interventi specifici potrebbero aver necessitato di una documentazione aggiuntiva:
- la certificazione energetica dell’edificio (lo richiede l’Ecobonus);
- la dichiarazione di conformità degli interventi eseguiti;
- il Sismabonus richiede i moduli B1 e B2;
- il Durc aggiornato dell’impresa che ha effettuato i lavori (necessario solo in casi specifici).
Come gestire la documentazione della dichiarazione dei redditi
Abbiamo visto che la documentazione relativa ai bonus edilizi è articolata e molto completa. Ma come deve essere gestita, considerando il fatto che, presentandosi a un Caf, il contribuente dovrebbe presentarla anche nel corso degli anni successivi per vedersi riconosciute le detrazioni?
I professionisti abilitati e i centri per l’assistenza fiscale, sono obbligati a controllare la documentazione per il riconoscimento delle agevolazioni. La verifica deve essere effettuata per ogni rata.
A specificarlo è l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 12/2005 (ha un po’ di anni ma non è stata smentita da altri documenti ufficiali). L’amministrazione finanziaria ha spiegato che:
L’esigenza di sottoporre a verifica la documentazione in discorso per tutti gli anni corrispondenti alla rateazione del beneficio si connette alle strategie di controllo specificamente riferite alle dichiarazioni presentate con l’assistenza dei CAF, incentrate sull’affidamento agli intermediari di verifiche finalizzate all’apposizione del visto di conformità, idoneo ad attestare la presumibile correttezza dell’adempimento dichiarativo.
È bene sottolineare, a questo punto, che il controllo documentale costituisce uno dei requisiti preliminari per permettere al titolare della detrazione di beneficiarne. L’esito positivo della verifica è attestata dal visto di conformità, attraverso il quale il contribuente può acquisire lo stato di particolare affidabilità.
In alcuni casi, però, potrebbe non essere necessario presentare nuovamente la documentazione, nel caso in cui l’intermediario o il Caf abbiano già provveduto ad effettuare le verifiche per una delle annualità precedenti ed abbiano conservato una copia della documentazione. L’Agenzia delle Entrate nella circolare 26/e/2005 aggiunge, infatti, che:
Ciò premesso, va comunque precisato, ad integrazione e miglior chiarimento dell’istruzione contenuta nella richiamata circolare n. 12, che il CAF potrà, qualora abbia già verificato la documentazione in relazione ad una precedente rata e ne abbia eventualmente conservato copia, non richiederne di nuovo al contribuente l’esibizione.
In alcuni casi, quindi, potrebbe non essere necessario conservare la documentazione.
Fino a quando conservare la documentazione
Ai fini pratici, come si devono comportare i contribuenti. La documentazione relativa alle agevolazioni fiscali dei bonus edilizi è bene conservarla fino a quando non si è beneficiato di tutte le annualità di detrazione e i 5 anni successivi.
In altre parole per i lavori effettuati nel 2024, le detrazioni si concluderanno nel 2035. Le fatture e la documentazione rimanente è da conservare per i 5 anni successivi, fino al 2040, in modo da soddisfare eventuali richieste dei Caf o dei professionisti abilitati. Ed essere preparati a fronte dei controlli dell’Agenzia delle Entrate.