Controlli fiscali sul Superbonus, in arrivo 20mila lettere per le rendite catastali

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate invia 20mila avvisi sul Superbonus 110% per immobili non aggiornati al catasto. Cosa fare e i rischi

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Parte una nuova tornata di controlli dell’Agenzia delle Entrate sui beneficiari del Superbonus 110% che non hanno ottemperato agli obblighi catastali. Quest’anno saranno 20.000 le lettere inviate a proprietari di immobili. Comunicazioni che arrivano nel caso qualcuno abbia usufruito delle agevolazioni per riqualificare le proprie case e non hanno dichiarato l’aumento di valore dell’immobile al catasto.

L’iniziativa rientra nel Piano integrato di attività 2026-2027 dell’Ente, che ha l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’efficacia delle verifiche nel settore catastale. Si tratta di un’operazione a tappeto: dopo le 15.000 comunicazioni inviate nel 2025, la rete si allargherà nel 2026 per poi proseguire nel 2027 con ulteriori 25.000 verifiche.

Perché arrivano le lettere

Alla base delle comunicazioni c’è un motivo preciso: molti interventi realizzati con il Superbonus hanno incrementato il valore di mercato dell’immobile. Per legge, qualsiasi modifica che alteri questo valore deve essere comunicata all’Agenzia del Territorio per l’aggiornamento della rendita catastale, entro 30 giorni dal termine dei lavori.

Il Fisco analizza così i casi più sospetti, per esempio:

  • immobili con rendita rimasta a zero nonostante ingenti spese;
  • case fatiscenti trasformate in villette senza traccia in catasto.

L’aggiornamento è la base per il calcolo di Imu, Tari e altre imposte legate alla casa, nonché dell’imposta di registro in caso di compravendita. Il mancato adempimento, quindi, comporta un danno erariale.

Cosa fare se si riceve la comunicazione

Come accade per altri casi, la lettera non è una sanzione immediata in sé, ma un invito alla regolarizzazione spontanea. Se si riceve, il contribuente ha 90 giorni per:

  • verificare la propria posizione;
  • mettersi in regola, se effettivamente si è in ritardo con l’adempimento.

La cosa peggiore che si può fare è invece ignorare la lettera. Decorsi i 90 giorni senza risposta, infatti, sarà l’Agenzia stessa a procedere al ricalcolo d’ufficio della rendita, applicando le sanzioni per intero.

Per i 20.000 destinatari delle lettere, il messaggio è semplice: verificare, regolarizzarsi e pagare meno. Ignorare l’avviso significa solo prepararsi a una strada più costosa e maggiori accertamenti.

Gli altri controlli in tema Superbonus

La lotta del Fisco “furbetti” del Superbonus è partita tempo fa ed è solo uno dei fronti dell’offensiva sulla lotta all’evasione.

Il vero occhio del ciclone, infatti, rimane il meccanismo di cessione dei crediti e dello sconto in fattura, attraverso cui è transitata la gran parte degli incentivi. Su questo fronte, l’Agenzia ha deciso di alzare drasticamente il livello di guardia: nel 2026 verrà esaminato ben l’87% di tutte le comunicazioni ricevute. Gli ispettori cercheranno ogni incongruenza: spese troppo alte per le caratteristiche dell’immobile, soggetti già coinvolti in operazioni sospette o serie di cessioni concentrate in pochissimo tempo.

Se il sistema individua qualcosa di sospetto, scatta il blocco preventivo del credito utilizzato per la compensazione e parte la richiesta di chiarimenti al contribuente.

I prossimi passi per il contrasto all’evasione

Parallelamente, l’Agenzia intensifica la sua guerra all’evasione tradizionale. Grazie all’uso sempre più sofisticato dell’intelligenza artificiale per analizzare i dati, ha già individuato una lista di contribuenti ad alto rischio. Su di loro sono previste 375.000 verifiche mirate sulle dichiarazioni dei redditi, dall’Irpef all’Iva, con un aumento di 5.000 verifiche rispetto all’anno scorso.

A questa attività si affiancheranno, in una stretta collaborazione operativa, altri 75.000 controlli congiunti con la Guardia di Finanza.