Comprare casa a Dubai per un imprenditore residente in Italia, cosa cambia con il Fisco

Comprare casa a Dubai può essere un investimento interessante per un imprenditore italiano: quali costi e tasse si pagano tra Emirati e Italia

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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L’attrattività del mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti continua a catturare l’interesse degli investitori internazionali. Tuttavia, quando un imprenditore decide di comprare casa a Dubai mantenendo la propria residenza fiscale in Italia, la valutazione dell’opportunità non può limitarsi al solo rendimento lordo da locazione o al fascino delle freehold zone.

Trattandosi di un residente fiscale italiano, ogni operazione patrimoniale o reddituale svolta all’estero è soggetta alle norme dell’ordinamento tributario italiano, improntato al principio della worldwide taxation (tassazione dei redditi mondiali). In questo quadro, comprendere l’intersezione tra le regole locali del Dubai Land Department (DLD) e la normativa fiscale italiana è indispensabile per strutturare un investimento solido e privo di contestazioni.

Comprare casa a Dubai: le zone freehold e le garanzie procedurali

Per gli investitori stranieri, la possibilità di comprare casa a Dubai in piena proprietà è disciplinata dalla Law No. 7 of 2006. Questa legge ha codificato la facoltà per i cittadini non appartenenti al Gulf Cooperation Council (GCC) di acquistare la titolarità esclusiva (freehold) di beni immobili all’interno di perimetri geografici specifici.

Tali aree, individuate dalla Regulation No. 3 of 2006, comprendono quartieri ad alta densità d’investimento come Downtown Dubai, Dubai Marina, Palm Jumeirah e Jumeirah Village Circle (JVC). Prima di avviare qualsiasi trattativa, è fondamentale verificare che il bene rientri formalmente tra le proprietà freehold, in quanto le zone non perimetrate rimangono precluse all’acquisto in piena proprietà da parte di stranieri.

Dal punto di vista operativo, la procedura si distingue per snellezza:

  • nessun obbligo di visto preventivo. L’acquisto può essere effettuato da qualsiasi persona fisica in possesso di un passaporto valido, senza la necessità di ottenere preventivamente una residenza o un visto emiratino;
  • tutela per gli acquisti in costruzione (off-plan). La Law No. 8 of 2007 impone ai developer l’utilizzo obbligatorio di un escrow account (conto vincolato). I fondi versati dall’acquirente vengono svincolati ed erogati al costruttore unicamente in base all’avanzamento effettivo dei lavori, certificato dalle autorità competenti;
  • registrazione centrale. Tutte le transazioni vengono registrate presso il Dubai Land Department (DLD), che rilascia il Title Deed, ovvero il titolo definitivo di proprietà.

Il conto economico dell’operazione: i costi di transazione locali

Pianificare l’investimento richiede un’analisi accurata dei costi accessori di trasferimento, i quali incidono direttamente sul capitale iniziale necessario. A Dubai, la voce di spesa principale oltre al prezzo di listino dell’immobile è rappresentata dalla DLD transfer fee, pari al 4% del valore dichiarato della compravendita. Sebbene la prassi teorica preveda una divisione a metà tra acquirente e venditore, nella consuetudine commerciale dell’emirato è l’acquirente a sostenere interamente tale onere.

Sommando la tassa di registro e gli altri adempimenti amministrativi, il quadro dei costi d’ingresso si articola come segue.

Voce di costo % o importo medio (AED) Note operative
DLD Transfer Fee 4,00% del prezzo A carico dell’acquirente nella prassi di mercato
Trustee office fee ~ 4.000 – 4.200 AED Commissione per l’ufficio di registrazione della transazione
Title deed fee ~ 250 – 580 AED Costo fisso per la stampa ed emissione del titolo di proprietà
Provvigione agenzia ~ 2,00% del prezzo Trattabile, solitamente versata dall’acquirente sugli immobili pronti

Complessivamente, gli oneri accessori e d’agenzia si collocano tra il 6,5% e il 7,5% oltre al prezzo di acquisto. Ai fini fiscali italiani, è essenziale notare che la DLD transfer fee e i costi di registrazione locali costituiscono spese accessorie d’acquisto e non generano alcun credito d’imposta o detrazione versabile in Italia.

La fiscalità locale: corporate tax e persone fisiche

Dal 1° giugno 2023, gli EAU hanno introdotto una Corporate Tax federale al 9% per le società con utili imponibili superiori a 375.000 AED (Federal Decree-Law No. 47 of 2022). Questa novità ha generato dubbi in merito alla tassazione dei canoni di locazione derivanti da immobili personali.

Il Cabinet Decision No. 49 of 2023 ha tuttavia chiarito che i redditi derivanti dall’investimento immobiliare privato (locazione, sublocazione o vendita), se percepiti direttamente da una persona fisica senza la necessità di una licenza commerciale emiratina, sono espressamente esclusi dal perimetro della Corporate Tax. Pertanto, l’imprenditore che decide di comprare casa a Dubai a titolo personale e metterla a reddito non subisce alcuna trattenuta o imposta sul reddito negli Emirati Arabi Uniti.

Gli adempimenti fiscali in Italia: monitoraggio, Ivie e redditi

L’assenza di tassazione sul reddito personale negli EAU non esenta l’imprenditore italiano dagli obblighi verso l’Agenzia delle Entrate, regolati dalle norme ordinarie sul patrimonio e sui redditi esteri.

Monitoraggio fiscale (Quadro RW)

L’immobile detenuto a Dubai deve essere obbligatoriamente indicato nel Quadro RW. Gli EAU sono un Paese collaborativo (White List) che attua lo scambio automatico di informazioni (CRS), ma la loro presenza formale nel D.M. 4 maggio 1999 crea una dualità: in sede di accertamento il Fisco contesta le sanzioni raddoppiate (dal 6% al 30%), mentre in sede di difesa/ricorso si sostiene l’applicazione delle sanzioni ordinarie (dal 3% al 15%) proprio in virtù della piena collaborazione dello scambio dati.

Ivie (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero)

In qualità di proprietario, l’investitore è tenuto al versamento dell’Ivie con un’aliquota dell’1,06% calcolata sul costo d’acquisto risultante dall’atto (o sul valore di mercato se non determinabile). Poiché a Dubai non esistono imposte patrimoniali locali equivalenti, l’Ivie deve essere versata per intero, senza possibilità di applicare detrazioni per crediti d’imposta esteri.

Tassazione dei canoni di locazione

I canoni incassati dalla locazione dell’immobile devono confluire nella dichiarazione dei redditi italiana. Ai sensi dell’art. 70 del Tuir, l’ammontare lordo del canone estero viene ridotto di una deduzione forfettaria del 15%. Il restante 85% si somma al reddito complessivo dell’imprenditore ed è assoggettato alle aliquote ordinarie Irpef della propria fascia di reddito.

Plusvalenze da cessione (capital gains)

In caso di rivendita dell’immobile:

  • entro 5 anni dall’acquisto, la plusvalenza realizzata costituisce reddito diverso ed è soggetta a tassazione Irpef ordinaria oppure all’imposta sostitutiva del 26%;
  • trascorsi 5 anni dall’acquisto la plusvalenza è completamente esente da tassazione in Italia.

Veicolazione dell’acquisto: persona fisica vs strutture societarie

Per un imprenditore, la scelta della forma d’intestazione dell’immobile determina l’assetto fiscale dell’operazione.

Persona Fisica

È la scelta più semplice dal punto di vista gestionale. Comporta l’obbligo di compilazione del Quadro RW, il pagamento dell’Ivie (1,06%) e la tassazione Irpef sui canoni netti (85% del lordo). Offre il vantaggio dell’esenzione dalle imposte sulla plusvalenza in caso di vendita dopo 5 anni.

SRL Italiana

Intestare l’immobile a una società di capitali italiana elimina l’Ivie e l’obbligo del Quadro RW. Tuttavia, i canoni di locazione e le eventuali plusvalenze da vendita entrano interamente a far parte del reddito d’impresa della società, soggetti ad Ires (24%) e Irap. Questa soluzione può risultare interessante se l’imprenditore intende ammortizzare i costi o integrare il bene all’interno di un patrimonio aziendale più ampio.

Società UAE (Freezone / LLC)

Costituire una società negli EAU per acquistare l’immobile consente di gestire un portafoglio immobiliare in loco. Tuttavia, la società sarà soggetta alla Corporate Tax emiratina al 9% sui redditi imponibili eccedenti i 375.000 AED. Inoltre, qualora la società estera venga diretta o amministrata dal territorio italiano, sussiste un elevato rischio di esterovestizione, che potrebbe portare l’Agenzia delle Entrate a considerare la società fittiziamente estera e a tassarla interamente secondo la normativa italiana.

Visto di residenza e il nodo della residenza fiscale

Un elemento rilevante per chi valuta di comprare casa a Dubai è la possibilità di accedere al Golden Visa. Gli investitori che acquistano uno o più immobili per un valore complessivo pari o superiore a 2.000.000 AED (circa 500.000 euro) hanno diritto a richiedere un visto di residenza della durata di 10 anni.

Tuttavia, è cruciale non confondere il visto di soggiorno con il trasferimento della residenza fiscale. L’ottenimento del Golden Visa non modifica la posizione tributaria dell’imprenditore in Italia. Finché il centro principale degli affari economici (l’azienda operativa), gli interessi familiari o la dimora abituale rimangono nel territorio italiano per più di 183 giorni all’anno, la persona fisica resta pienamente soggetta alla sovranità fiscale italiana e agli obblighi dichiarativi sui beni esteri.