Credito Iva, nuove regole per la compensazione: soglia 5.000 euro e visto del commercialista

Come deve essere gestito il credito Iva dai soggetti Isa e dagli altri contribuenti? Le nuove regole del 2026

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista con una solida carriera avviata nel 2002, ha iniziato il proprio percorso professionale specializzandosi in mercato immobiliare e mutui. Nel corso di molti anni di attività, ha ampliato il suo raggio d'azione approfondendo i temi del fisco, del diritto e della macroeconomia. Oggi analizza scenari complessi e dinamiche geopolitiche per le principali testate nazionali e portali finanziari.

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La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto delle regole particolarmente rigorose per la compensazione del credito Iva maturato nel corso del 2025: a condizionare le modalità di accesso ed utilizzo è la soglia dei 5.000 euro, che obbliga i contribuenti a ottenere un visto di conformità di un commercialista. Sempre che non riescano ad accedere al regime premiale Isa, che sposta molto più in alto questa soglia, a 70.000 euro.

In un certo senso si può affermare che l’istituto della compensazione orizzontale, a partire dal 2026, è soggetto a una serie di controlli preventivi che, almeno sulla carta, dovrebbero prevenire possibili abusi.

Il meccanismo dell’invio preventivo

Nella gestione del credito Iva una soglia da tenere a mente è quella dei 5.000 euro. Superato questo tetto non è più possibile compensare a vista.

Per poter accedere alla compensazione orizzontale è necessario presentare la Dichiarazione Iva 2026 (ovviamente è quella riferita all’imposta dello scorso anno): l’operazione potrà essere effettuata solo dopo dieci giorni dall’assolvimento di questo obbligo.

Questo significa, molto semplicemente, che chi ha presentato la dichiarazione il 1° marzo 2025 ha la possibilità di utilizzare il credito Iva a partire dal 10 marzo 2026.

Volendo sintetizzare la massimo questo significa che:

  • per i crediti inferiori a 5.000 euro, dal 1° gennaio 2026 la compensazione è libera;
  • oltre i 5.000 euro è necessario aver presentato la dichiarazione Iva e si deve avere il visto di conformità rilasciato da un professionista, che può essere un commercialista o un Caf.

L’esonero dal visto con il regime premiale Isa

Il legislatore, però, ha pensato a una corsia preferenziale per i contribuenti che risultano affidabili secondo i calcoli dei modelli Isa.

Per il 2026 è stato sostanzialmente introdotto un regime premiale, che fa riferimento ai dati relativi al 2023 e al 2024. L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 176203/2025, ha confermato i vantaggi per i soggetti più virtuosi da un punto di vista fiscale.

Le soglie di esonero per l’Iva

Il visto sulla dichiarazione Iva non serve, ai soggetti che hanno intenzione di compensare oltre 5.000 euro, grazie al regime premiale. L’agevolazione spetta nel caso in cui il punteggio Isa sia pari ad almeno 8 nel periodo d’imposta 2024 o se la media è almeno 8,5 nel biennio 2023-2024, la soglia sia innalzata a 70.000 euro.

Questi punteggi vengono applicati per tutto il 2026. Fino al 31 dicembre di quest’anno non è necessario ricevere alcuna firma da parte del commercialista.

Esonero per le imposte dirette e Irap

I benefici che arrivano dal regime premiale non impattano solo sull’Iva, ma anche sugli altri crediti che scaturiscono dal Modello Redditi 2026 (relativo al 2025). Viene applicata, infatti, la soglia dei 50.000 euro per compensare i crediti Irpef, Ires o Irap, senza la necessità di ottenere il visto di conformità.

Addirittura chi dovesse avere un punteggio superiore a 9 (o con una media 9 nel corso del bienni 2023-24), l’accertamento basato sul redditometro è ammesso solo se il reddito accertabile eccede di almeno 1/3 rispetto a quello dichiarato.

Tabella riassuntiva esonero visto di conformità

Per il 2026 bisogna considerare i seguenti valori.

Tipo di credito Soglia standard senza visto Soglia premiale (Isa ≥ 8)
Iva annuale 5.000 euro 70.000 euro
Imposte dirette/Irap 5.000 euro 50.000 euro
Rimborsi Iva 30.000 euro 70.000 euro

I nuovi limiti e i divieti introdotti nel 2026

Le novità introdotte o entrate a pieno regime nel 2026 segnano un cambio di passo decisivo nel rapporto tra contribuenti e riscossione dei debiti fiscali. Il legislatore ha stretto il cerchio attorno a chi ha pendenze con il Fisco, rendendo la compensazione un “premio” riservato a chi è in regola.

Limite dei 50.000 euro con debiti scaduti

A differenza degli anni precedenti, il 2026 vede l’applicazione del limite ridotto per i debiti iscritti a ruolo.

A partire da gennaio è vietata qualsiasi compensazione orizzontale se il contribuente ha debiti per imposte erariali (come Iva Irpef o Ires) scaduti e non pagati per un importo complessivo superiore a 50.000 euro.

Nel calcolo rientrano le cartelle esattoriali per le quali è scaduto il termine di pagamento (solitamente 60 giorni dalla notifica) e per gli accertamenti esecutivi che sono stati affidati all’Agente della Riscossione.

Il divieto cessa solo se i debiti vengono saldati o se il debitore riesce ad ottenere una rateizzazione (ed è in regola con i pagamenti delle rate).

Divieto con ruoli per indebita compensazione

Il divieto di compensazione viene applicato nel caso in cui, in capo al contribuente, ci siano dei ruoli per indebita compensazione. Questo avviene quando, nel passato, sono stati utilizzati dei crediti inesistenti o non spettanti.

Siamo davanti ad uno dei divieti più severi perché, nel caso in cui si dovesse configurare questa situazione, non esiste alcuna soglia minima: fino a quando i debiti scaturiti dall’errata gestione dei crediti non viene saldato, non è possibile aderire alla procedura di compensazione.

Esclusione dai canali bancari

Dal 2026 è stato consolidato l’obbligo di utilizzare esclusivamente i portali dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel) per inviare un Modello F24 che contiene delle compensazioni.

Questo obbligo scatta per un motivo ben preciso: l’AdE effettua un controllo in tempo reale. Se il sistema rileva che il contribuente sta compensando un credito Iva senza aver presentato la dichiarazione o con un debito a ruolo sopra soglia, il file del Modello F24 viene scartato immediatamente.

Attenzione: se lo scarto avviene il giorno della scadenza (es. il 16 del mese), l’imposta si considera non versata, con conseguenti sanzioni per ritardato pagamento.

Quando scatta il blocco

Il blocco delle compensazioni scatta dunque in queste circostanze.

Situazione Soglia debito Effetto sulla compensazione
Debiti tributari generici > 50.000 euro Blocco totale compensazioni orizzontali
Recupero crediti inesistenti Qualsiasi importo Blocco totale fino a estinzione debito
Mancata presentazione dichiarazione Qualsiasi importo Blocco compensazione Iva oltre 5.000 euro
Utilizzo Home Banking (CBI) N/A Scarto tecnico del Modello F24