Fringe benefit auto aziendali a benzina, i valori più alti e più bassi delle Tabelle ACI

Dal 2026 il fringe benefit delle auto aziendali a benzina si calcola con le nuove Tabelle ACI, regole e importi minimi e massimi

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Con l’inizio del 2026 entrano in vigore le nuove tabelle Aci per il calcolo del fringe benefit legato alle auto aziendali. Tra le categorie più diffuse rientrano le autovetture a benzina, che continuano a rappresentare una quota rilevante dei veicoli assegnati ai lavoratori dipendenti. Il valore incide sia sulla tassazione Irpef sia sui contributi previdenziali e viene determinato secondo criteri standardizzati, indipendenti dai chilometri effettivamente percorsi. Le nuove tabelle, pubblicate in Gazzetta Ufficiale a fine dicembre 2025, devono essere utilizzate per tutte le assegnazioni effettuate nel corso del 2026 e, in alcuni casi, anche per veicoli già in uso negli anni precedenti se il contratto prevede il ricalcolo annuale.

Il meccanismo di calcolo del fringe benefit

Anche nel 2026 resta confermata la formula di base prevista dall’articolo 51 del Tuir. Il fringe benefit annuo per le auto aziendali si ottiene moltiplicando il costo chilometrico Aci per una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri, applicando poi una percentuale fissata dalla normativa in base alla tipologia di veicolo e alle emissioni.

Per le auto a benzina che non rientrano nelle categorie agevolate elettriche o ibride plug-in, la percentuale ordinaria applicata è pari al 50% del costo convenzionale. Il valore così ottenuto costituisce reddito da lavoro dipendente e viene tassato direttamente in busta paga.

È importante sottolineare che il calcolo non tiene conto dell’utilizzo reale del veicolo: anche se l’auto viene usata poco per fini privati, il fringe benefit resta invariato.

Auto a benzina: differenze rilevanti tra modelli

Le tabelle Aci 2026 mostrano i valori del fringe benefit per le auto a benzina che cambiano, ovviamente, a seconda di alcune caratteristiche come:

  • cilindrata;
  • potenza;
  • costi di gestione;
  • classe del veicolo.

Le differenze tra i modelli più economici e quelli di fascia alta sono molto marcate e possono incidere in modo significativo sul reddito imponibile del lavoratore.

Dall’analisi dei dati emerge che i valori più bassi riguardano city car e utilitarie con motorizzazioni contenute, mentre le cifre più elevate sono associate a supercar e modelli ad alte prestazioni.

I valori più bassi e più alti del fringe benefit 2026

Sulla base delle tabelle Aci 2026 per auto a benzina, considerando l’applicazione della percentuale del 50%, si registrano questi estremi:

  • valore più basso circa 2.400 euro annui;
  • valore più alto oltre 27.900 euro annui.

La forbice è ampia e rende evidente come la scelta del veicolo aziendale possa avere un impatto diretto sulla tassazione del dipendente. Questi alcuni esempi significativi tratti dalle tabelle ufficiali:

Marca Modello Fringe benefit annuo (50%)
Suzuki Celerio 1.0 Dualjet 68 CV circa 2.407 euro
Audi A1 Allstreet 30 TFSI 116 CV circa 4.048 euro
Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo Q4 280 CV circa 6.758 euro
Alpine A110 1.8 300 CV circa 7.398 euro
Lamborghini Aventador S Roadster 6.5 V12 circa 27.923 euro

Gli importi indicati rappresentano il valore annuo del fringe benefit che viene sommato al reddito imponibile del lavoratore. Su questa base vengono poi calcolate Irpef e contributi.

Cosa cambia per i dipendenti e per le aziende

Per i dipendenti, un fringe benefit più elevato comporta un aumento del reddito imponibile e quindi una maggiore tassazione, anche se il beneficio deriva da un bene non monetario. Per le aziende, invece, il valore del fringe benefit incide sulla gestione delle politiche di welfare e sulla scelta del parco auto, soprattutto nei casi in cui si voglia contenere il costo complessivo del lavoro.

Le auto a benzina, pur restando diffuse, risultano meno vantaggiose sotto il profilo fiscale rispetto alle elettriche e alle ibride plug-in, che continuano a beneficiare di percentuali ridotte. Questa differenza spinge molte imprese a rivedere le proprie car policy in ottica di ottimizzazione fiscale e contributiva. Per il 2026 il regime di esenzione parziale dei fringe benefit è:

  • fino a 1.000 euro annui per i lavoratori senza figli a carico;
  • fino a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico.

Oltre queste soglie, l’intero importo del beneficio concorre alla formazione del reddito.

Nel caso delle auto a benzina, i valori del fringe benefit superano quasi sempre questi limiti, rendendo di fatto inevitabile la tassazione.