Chi dice che i lavoratori autonomi e i professionisti con partita Iva non possono avere misure di sostegno al reddito si sbaglia. Infatti, anche quest’anno si è aperta la finestra per richiedere il bonus Iscro, l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa.
La misura, diventata strutturale con la Legge di Bilancio 2024, garantisce un sostegno economico per sei mesi ai liberi professionisti che versano in difficoltà finanziarie.
Indice
Cos’è il bonus Iscro
Iscro è praticamente la cassa integrazione per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps. Si tratta di un’indennità erogata per sei mesi consecutivi, con l’obiettivo di garantire una continuità reddituale ai professionisti che hanno subito una riduzione significativa dei propri guadagni.
Possono accedere al beneficio i lavoratori autonomi che esercitano abitualmente attività professionale e che rispettano alcuni requisiti reddituali.
L’indennità può essere richiesta una sola volta nel biennio successivo all’anno di fruizione e non dà diritto all’accredito della contribuzione figurativa.
Qual è l’importo minimo e quello massimo
L’importo dell’Iscro viene calcolato sul 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti all’emissione della domanda.
Per il 2026 sono previsti i seguenti limiti:
- importo minimo mensile a partire da 255,53 euro;
- importo massimo di 817,69 euro.
L’indennità viene corrisposta a chi ne possiede i requisiti per sei mensilità consecutive, a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda. Gli importi vengono aggiornati annualmente in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo.
Domande a partire dal 15 giugno 2026
La finestra per richiedere il bonus si apre il 15 giugno e rimarrà attiva fino al 31 ottobre 2026.
Chi possiede tutti i requisiti può presentare la domanda durante questo periodo, senza attendere ulteriori comunicazioni, utilizzando i canali telematici messi a disposizione dall’Inps.
Come fare domanda
La richiesta deve essere inviata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale Inps.
Per accedere al servizio è necessario autenticarsi con una delle credenziali digitali riconosciute:
- Spid;
- Cie;
- Cns.
In alternativa è possibile affidarsi a un patronato abilitato, che può trasmettere la domanda per conto del richiedente. Durante la procedura l’Inps verifica il possesso dei requisiti reddituali e contributivi e, se necessario, acquisisce o richiede l’autocertificazione dei redditi relativi agli anni di riferimento.