Sono molte le famiglie che percepiscono l’Assegno di Inclusione nel 2026 e che attendono il pagamento del contributo straordinario.
Dal 1° gennaio di quest’anno, lo ricordiamo, è stato eliminato il mese di sospensione obbligatoria che in precedenza separava la fine del primo periodo di erogazione dall’eventuale rinnovo. Il contributo straordinario fino a 500 euro riguarda chi ha raggiunto il diciottesimo mese di fruizione dell’Adi nel novembre 2025 e si è trovato quindi nella fase di transizione.
Indice
Adi, chi ha diritto al contributo straordinario fino a 500 euro
In estrema sintesi, il contributo straordinario fino a 500 euro è stato previsto per accompagnare il passaggio al nuovo sistema di rinnovo dell’Assegno di inclusione. La nuova disciplina elimina il mese di sospensione, ma prevede che la prima mensilità del rinnovo sia pagata al 50% dell’importo spettante. I nuclei che hanno concluso i primi 18 mesi a novembre 2025 e rispettano i requisiti possono quindi ricevere questo contributo aggiuntivo come misura transitoria. La modifica è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026.
Quando arriva il pagamento
Il contributo straordinario fino a un massimo di 500 euro viene corrisposto insieme alla prima mensilità del rinnovo dell’Adi.
Dal 1° gennaio 2026 il meccanismo illustrato sopra è stato eliminato. Chi cerchi fonti ufficiali può fare riferimento al messaggio dell’Inps del 23 febbraio 2026 (n. 640). In tale comunicazione viene chiarito che i nuclei familiari possono presentare la domanda di rinnovo dell’Adi già dal mese successivo all’ultimo pagamento. In questo modo viene eliminata l’interruzione che caratterizzava il precedente sistema.
E il principio vale anche dopo i successivi periodi di rinnovo: l’Adi continua infatti a essere riconosciuto per un massimo di 18 mesi, con possibilità di rinnovo per ulteriori periodi di 12 mesi, con stop al mese di sospensione, sempre dopo la verifica dei requisiti.
Ma attenzione: il contributo straordinario non viene riconosciuto automaticamente a chiunque abbia percepito l’Adi nel 2025. Il caso da verificare è quello dei nuclei che:
- hanno raggiunto il diciottesimo mese di fruizione a novembre 2025;
- hanno presentato la domanda di rinnovo nei termini previsti;
- continuano a possedere i requisiti richiesti dalla normativa;
- sono stati interessati dal passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina.
Queste le parole esatte dell’Inps, riportate nel messaggio sopra citato:
L’articolo 1, comma 159, della legge di Bilancio 2026 stabilisce che le previsioni in materia di contributo straordinario aggiuntivo dell’Adi, di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 10-ter del decreto-legge n. 92/2025, si applicano ai nuclei familiari per cui il diciottesimo mese di percezione del beneficio dell’Adi, prima della sospensione, ricade nel mese di novembre 2025. Pertanto, previa verifica della sussistenza dei requisiti normativi, spetta un contributo straordinario aggiuntivo pari all’importo della prima mensilità di rinnovo, comunque non superiore a 500 euro, anche ai nuclei familiari che abbiano presentato domanda di rinnovo dopo la fruizione della diciottesima mensilità avvenuta a novembre 2025.
A quanto può arrivare l’importo dell’Adi nel 2026
Da quest’anno è prevista una rivalutazione di circa l’1,4% per l’importo dell’Adi. Per i nuclei che raggiungono il limite massimo della scala di equivalenza, pari a 2,3, l’importo può arrivare fino a circa 1.245 euro al mese, considerando anche la quota destinata al pagamento del canone di locazione. La cifra effettivamente riconosciuta dipende, come è ovvio, dalla situazione familiare dei beneficiari.
Tra le altre modifiche introdotte nel 2026 c’è l’intervento sulla franchigia relativa alla casa: il valore passa da 52.500 a 91.500 euro. Per i Comuni capoluogo delle città metropolitane il limite può arrivare fino a 120.000 euro. Ed è poi previsto un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.