Chi è Peter Magyar, il leader dell’opposizione ungherese che ha sconfitto Orban

Peter Magyar ha vinto le elezioni in Ungheria ponendo fine a quasi 20 anni di governo di Viktor Orban: chi è il nuovo leader del Paese, ex alleato del primo ministro sconfitto

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

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Viktor Orban ha perso le elezioni parlamentari ungheresi. Dopo 16 anni al governo il leader illiberale dovrà lasciare il potere a Peter Magyar, leder del nuovo partito Tisza. Il risultato è stato netto: l’opposizione, unita dietro a Magyar, ha ottenuto 138 seggi su 199 in parlamento e potrà cambiare la costituzione.

Magyar, 45 anni, è un ex collaboratore di Orban, tra i più stretti, che però nel 2024 si è dimesso da ogni incarico governativo in forte polemica con l’erosione dello Stato di diritto operata da Fidesz, il partito do Orban, negli ultimi anni. Ha espresso posizioni più europeiste di quelle di Orban, ma rimane comunque un conservatore di centrodestra.

I risultati delle elezioni in Ungheria: Orban ha perso

Nella notte tra il 12 e il 13 aprile 2026 è terminato lo spoglio dei voti per le elezioni parlamentari in Ungheria.

Viktor Orban, che da 16 anni governa il Paese e ne ha in parte smantellato lo Stato di diritto, ha perso contro il candidato dell’opposizione unita, Peter Magyar:

  • Tisza, il partito di Magyar, ha preso in 53,6% dei voti;
  • Fidesz, il partito di Orban, ha preso il 37,7% dei voti;
  • Mi Hazank, partito di estrema destra, ha preso il 5,9% dei voti.

In parlamento, Tisza ha ottenuto 138 seggi, più dei 133 necessari per cambiare la costituzione. La partecipazione popolare è stata significativa, con un’affluenza di quasi l’80%, la più alta della storia democratica dell’Ungheria.

Chi è Peter Magyar dall’opposizione a primo ministro

Peter Magyar ha 45 anni, è un avvocato ma dal 2002 è impegnato in politica. Per più di 20 anni, dal 2002 al 2024, è stato membro di Fidesz, il partito di Orban, ed era diventato uno dei collaboratori più stretti del primo ministro ungherese. Dal 2024 aveva però iniziato a denunciare l’erosione dello Stato di diritto in Ungheria e, proprio quell’anno, in previsione delle elezioni europee, si era dimesso da ogni incarico statale per fondare Tisza.

In due anni il partito di Magyar ha egemonizzato l’opposizione a Orban. Buona parte degli altri partiti non alleati di Fidesz si sono ritirati dalle elezioni politiche per non disperdere i voti, in modo che Tisza potesse ottenere il miglior risultato possibile. Magyar ha posizioni di centrodestra. Il suo partito al Parlamento europeo fa parte del Ppe, lo stesso gruppo di Forza Italia. Quello di Orban fa invece parte dei Patrioti europei, il gruppo della Lega.

Magyar ha posizioni molto più europeiste di Orban, nonostante abbia collaborato con Fidesz per anni. Il partito di Orban ha però subito forti cambiamenti in quasi 20 anni, passando da posizioni di centrodestra a politiche sempre più estreme, fino all’espulsione dal Ppe.

Le promesse di Magyar e le difficili riforme in Ungheria

Il leader dell’opposizione ungherese ha promesso di riportare lo Stato di diritto ungherese alla sua condizione precedente. Il primo passo dovrebbe essere l’abolizione delle cosiddette leggi cardinali, una serie di riforme che Orban aveva implementato e che avevano ridotto l’indipendenza del parlamento e soprattutto della magistratura dal governo.

Non sarà però facile, anche controllando i due terzi dei seggi in parlamento. Orban ha infatti nominato diversi suoi fedelissimi in incarichi non elettivi. Sono controllati da uomini di Fidesz:

  • il Consiglio di bilancio, che può porre il veto sulla manovra finanziaria ungherese;
  • la Presidenza della Repubblica, visto che il presidente in carica fino al 2029 è Tamás Sulyok, vicino a Orban;
  • la Procura generale, al cui vertice c’è Peter Polt, uno dei fondatori di Fidesz
  • la Corte costituzionale, che si può esprimere sulla legittimità delle riforme di Magyar, interamente nominata da Orban;
  • la Corte suprema, presieduta dal fedelissimo di Orban Adras Varga.

Fidesz ha inoltre ancora una forte influenza su tutte le radio e buona parte delle televisioni del Paese.