Telefonate moleste in aumento: “Registro delle opposizioni non funziona”

Nuova indagine dell'Unione nazionale consumatori: "Di male in peggio, call center tornati alla carica".

E’ già flop per il Registro pubblico delle opposizioni (RPO), che si proponeva come un rimedio contro il marketing selvaggio, ma è finito nel mirino del Garante dalla privacy, dell’Antitrust e della Procura di Roma a seguito delle denunce presentate dalle associazioni dei consumatori.

Il registro in questione era partito alla fine di luglio, sotto l’egida del MISE, per bloccare le telefonate ripetute e moleste per la vendita di beni e servizi tramite telefono. Al Registro in questione, alla fine, erano stati inclusi anche i numeri di telefonia mobile, mettendo definitivamente a tacere le turbative ala privacy. Il Ministro Giorgetti in persona, dopo alcuni giorni, aveva annunciato che il Registro già contava 1,2 milioni di iscritti. Il problema è che il sistema non funziona, da ultimo il Codacons ha presentato un esposto, a seguito delle numerose segnalazioni di persone che continuano a ricevere telefonate commerciali da parte di call center e operatori specializzati, pur essendosi iscritte al Registro.

Telefonate in aumento

“Di male in peggio per chi si è iscritto al nuovo Registro pubblico delle opposizioni sperando di non essere più chiamato”. Lo afferma il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, in una nota. Dopo la social survey condotta a un mese esatto dall’arrivo del nuovo Registro, l’Unc ha condotto una nuova indagine dalla quale risulta che le telefonate moleste invece di ridursi rispetto a fine agosto, sono addirittura aumentate.

“Se all’inizio i call center abusivi, esteri o comunque irrispettosi delle leggi, temendo sanzioni, sono stati cauti nel fare chiamate indesiderate, ora, dopo 3 mesi in cui tutti i trasgressori sono rimasti impuniti, hanno deciso di tornare alla carica, infischiandosene di consultare gli elenchi e di chi ha cancellato tutti i precedenti consensi iscrivendosi al nuovo Registro”, dichiara Dona.

I numeri

Se a fine agosto per il 57,5% dei partecipanti alla survey che si erano iscritti al nuovo Rpo le telefonate indesiderate erano diminuite e per il 37,2% addirittura scomparse, una situazione migliorata per il 94,7% degli intervistati, a novembre sono sparite solo per il 10,1%, mentre sono calate per il 56,9% (per il 35,4% sono diminuite solo un po’, per il 21,5% parecchio). Se per il 67% c’è stato comunque un passo avanti rispetto al passato, è decisamente preoccupante che per il 25,3% le telefonate non siano scese e per il 7,6% siano persino aumentate, opzione che non era emersa nell’indagine di agosto.