Cosa prevede il Piano Europeo per l’Energia (Repower EU)

Scopri in cosa consiste il Piano Europeo per l'Energia Repower EU e su quali punti cardine si fonda

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Virginia Manca

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Da sempre ho avuto due forti passioni: le materie economiche-giuridiche e il mondo digitale. Partendo da questo ho deciso di unire in sinergia i due ambiti, trasformandoli nella mia professione attuale.

In seguito alla situazione aggravata della guerra in Ucraina, l’energia si pone in primo piano nell’agenda politica europea. Appare evidente l’esigenza di garantire l’approvvigionamento dell’energia, riducendo la dipendenza dalla Russia da parte dell’Unione Europea. Lo scorso 14 settembre 2022, la Presidente Von Der Leyen ha posto in essere l’importanza di questo tema, rispondendo con il piano Repower EU, al fine di assicurare la fornitura di energia e incentivare la transizione verso un’energia pulita e sostenibile.

In particolare con questo articolo abbiamo voluto mettere in evidenza in modo dettagliato ciò che viene incluso nel Piano Europeo per l’Energia, spiegando quali sono gli obiettivi e le azioni incluse nel programma.

Che cos’è il Repower EU

In seguito al discorso sullo Stato dell’Unione eseguito in sessione plenaria dal Presidente dell’Unione Europea Ursula Von Der Leyen, si è posta l’attenzione sul tema dell’energia e sull’urgenza di provvedere a un approvvigionamento costante e a basso costo per le imprese e i cittadini.

Lo scopo è quello di rendere l’Unione Europea indipendente dai combustibili russi, e in particolare di incentivare l’impiego delle fonti rinnovabili.

Per raggiungere tale obiettivo il 18 maggio 2022 è stato presentato il Repower UE dalla Commissione Europea, completato poi il 20 luglio del 2022.

Il Repower UE si basa su quattro pilastri fondamentali al fine di riuscire a contrastare la crisi energetica, ovvero:

  • il risparmio di energia;
  • la diversificazione dell’approvvigionamento;
  • la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili;
  • la combinazione di investimenti e riforme in modo strategico e mirato.

Cosa prevede il Piano Europeo per l’Energia (Repower EU)

Il testo del Repower EU si basa sui quattro punti focus elencati nel paragrafo precedente, ma è opportuno precisare che per riuscire a raggiungerli, si è stimato un investimento di circa 300 miliardi di euro da attuare nei prossimi 5 anni.

Buona parte delle risorse derivano dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che appunto attribuisce al Repower EU ben 225 miliardi di euro mediante dei prestiti e 20 miliardi tramite le sovvenzioni.

Infatti, gli Stati Membri dell’Unione Europea sono autorizzati a inserire un capitolo dedicato al Repower EU nei loro PNRR, così da indirizzare gli investimenti in tale direzione.

Inoltre la politica di coesione del periodo annuale 2021-27 ha già in programma la transizione verde e la decarbonizzazione, disponendo di 100 miliardi di euro per finanziare le energie sostenibili e rinnovabili.

Mentre dal fondo di coesione sono disponibili altri circa 27 miliardi di euro, e dalla politica agricola comune circa 8 miliardi, che proprio nel periodo annuale compreso tra il 2023 e il 2027 potrebbero essere interamente dedicati al Repower UE al fine di incrementare gli investimenti.

Repower EU: il ruolo degli Stati Membri

Il Repower UE in Italia ha dedicato circa 9 miliardi di euro al fine di potenziare l’energia sostenibile a fronte dei combustibili fossili. Ma ci si domanda quale sia il ruolo cardine degli Stati Membri per l’attuazione di questo programma a livello europeo. In particolare sia i Paesi Membri che gli enti regionali e locali dispongono di un ruolo essenziale al fine di incoraggiare le imprese e i cittadini, così da minimizzare il consumo di energia adibito a riscaldamento/raffrescamento per le proprie abitazioni e nei trasporti.

Per attuare questo programma, gli stati possono decidere di proporre delle misure a sostegno di questo obiettivo, come ad esempio le aliquote IVA al fine di incentivare la preferenza alle energie rinnovabili.

Ad esempio, la Comunità Europea ha predisposto delle valutazioni in merito al risparmio energetico, affermando che questo potrà raggiungersi con queste modalità:

  • riducendo i limiti di velocità delle autostrade di almeno 10 km/h;
  • incentivare lo smart working per almeno 3 giorni la settimana;
  • vietare gli spostamenti in auto nelle città la domenica;
  • favorire la micro-mobilità e il car sharing;
  • ridurre i viaggi di affari svolti in aereo e favorire il treno.

Ovviamente tutti questi obiettivi e gli altri alla base del Repower UE, potranno essere raggiunti con i fondi stanziati e quelli aggiuntivi indirizzati ai Piani di Ripresa e Resilienza delle singole nazioni.

Come avviene la diversificazione dell’approvvigionamento energetico

Uno dei pilastri fondamentali del Repower UE si fonda proprio sulla diversificazione dell’approvvigionamento energetico, al fine di liberarsi dalla dipendenza dall’energia russa.

In primo luogo sono stati effettuati degli accordi con dei fornitori maggiormente affidabili, come il Canada, gli Stati Uniti e la Norvegia, ma l’Unione Europea vuole potenziare le forniture di GNL grazie anche agli accordi politici con l’Israele e l’Egitto, e migliorare i rapporti con l’Algeria per l’acquisizione di energia.

La Commissione Europea ha attuato una task force nell’ambito della direzione generale dell’energia, che regolerà l’impiego delle infrastrutture dedicate all’importazione, lo stoccaggio, e le negoziazioni con i Paesi partner al fine di semplificare gli acquisti di GNL, idrogeno e GAS.

Come avviene la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili

Un altro dei quattro pilastri che sta alla base del Repower UE fa riferimento proprio alla sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili.

L’Unione Europea si pone l’obiettivo di incrementare le energie rinnovabili dal 40% al 45 % entro il 2030.

Infatti il programma Repower UE farebbe arrivare la produzione di energia sostenibile a circa 1.240 GW entro il medesimo anno.

Tra le proposte vi è l’obbligo di installazione dei pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici e commerciali di nuova costruzione, aventi un’area superiore ai 250 metri quadri entro il 2026, e dal 2027 imporre lo stesso obbligo agli edifici già esistenti.

Con riferimento alla produzione di biometano e biogas, si vuole incrementare questa fino a 35 metri cubi entro il 2030, assicurando la produzione sostenibile di biogas riuscendo a tramutarlo in biometano derivante da residui e rifiuti. Per raggiungere questo obiettivo si vuole investire nello sviluppo e nella ricerca al fine di trovare la migliore soluzione per immettere il biometano nella rete di gas in modo sicuro.

Mentre per l’idrogeno, l’Unione Europea ha avviato delle proposte al fine di promuovere il concetto di valli dell’idrogeno nei complessi industriali, con lo scopo di condividerle tra più utenti e aziende. Il Repower UE infatti si è posto l’obiettivo di produrre 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030.

La scelta della mobilità sostenibile

Il settore dei trasporti viene considerato uno dei più inquinanti al mondo, per questo le aziende stanno potenziando la ricerca per mettere in atto delle soluzioni alternative ai combustibili fossili. La Commissione Europea infatti da sempre è in prima linea per attuare delle strategie utili a ridurre l’impatto ambientale, sostenendo la mobilità green.

Entro il 2050 si vogliono ridurre il 90% delle emissioni per il settore dei trasporti, che è responsabile di circa il 25% del gas serra solo in Europa.

Per questo è importante che i trasporti diventino maggiormente sostenibili, con delle alternative verdi e con un impatto minore nei confronti dell’ambiente.

La Commissione Europea ha stabilito che entro il 2030:

  • sulle strade degli Stati Membri dovranno viaggiare almeno 30 milioni di auto a emissioni zero;
  • i viaggi al di sotto dei 500 km collettivi e precedentemente programmati dovranno essere a zero emissioni;
  • le infrastrutture ciclabili saranno potenziate;
  • verranno installati 3 milioni di punti di ricarica per le auto elettriche;
  • la mobilità elettrica sarà diffusa e accessibile a un numero maggiore di cittadini.

Mentre per il 2050 si stabilisce che i mezzi di nuova emissione dovranno essere sostenibili ed elettrici. Inoltre la mobilità dovrà essere connessa e autonomia, risparmiando tempo e denaro.

Risparmio dell’energia ed efficienza energetica tra gli obiettivi del Repower UE

L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di aumentare al 13% il risparmio di energia entro il 2030. Si tratta di un traguardo molto ambizioso, che può essere raggiunto solo attuando una serie di strategie e soluzioni, come ad esempio l’efficientamento energetico degli edifici, l’impiego dell’eco-design e nuove abitudini quotidiane per le aziende e i singoli cittadini.

Infatti la Comunità Europea ha posto in essere delle raccomandazioni specifiche per i cittadini appartenenti agli Stati Membri, in particolare:

  • ridurre la temperatura del riscaldamento;
  • chiudere sempre le porte, al fine da evitare sbalzi termici e perdita di calore;
  • spegnere il riscaldamento negli ambienti in cui non si sosta;
  • prediligere una mobilità sostenibile;
  • spegnere sempre le luci quando non le si utilizza;
  • limitare il consumo di energia nei negozi;
  • preferire la luce solare.

Queste sono solo alcune delle regole che la Commissione Europea vuole ricordare ai suoi cittadini, in quanto ognuno di noi può fare la differenza.

In particolare l’Unione Europea per riuscire a sensibilizzare su questa tematica, ha attivato anche una campagna denominata “Playing my part”, che appunto fa riferimento alle soluzioni che si possono impiegare al fine di risparmiare energia.