Le nomine del Mef per le partecipate, da Eni a Leonardo: i nomi nuovi dei CdA

Tra conferme e rivoluzioni, il governo prepara il nuovo corso dei grandi gruppi industriali dello Stato. In vista delle assemblee degli azionisti previste per maggio

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

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Dopo i rumors dei giorni scorsi, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato le nomine dei vertici delle partecipate pubbliche. In alcuni casi le aspettative sono state rispettate, mentre per altri si può parlare di “sorprese”. Il tutto però in linea con il proposito di garantire continuità e al contempo rilanciare i grandi gruppi industriali controllati dallo Stato.

Con il deposito delle liste dei Consigli di Amministrazione di Enel, Enav, Eni e Leonardo, il governo ha effettuato una prima decisiva mossa in vista delle assemblee degli azionisti di maggio, che dovranno ratificare i nuovi board aziendali.

Le conferme: Descalzi e Cattaneo per Eni ed Enel

Partiamo dalle conferme. Per i colossi dell’energia Eni ed Enel, il Tesoro ha sposato appieno la linea della continuità confermando ai rispettivi vertici Claudio Descalzi e Flavio Cattaneo. La decisione dell’esecutivo è stata dettata in gran parte dall’esigenza di una guida comprovata in un contesto di grandi tensioni geopolitiche con ricadute notevoli sul settore energetico.

Per Descalzi si tratta del quinto mandato al vertice di Eni, al quale è stata affiancata come presidente del gruppo la Ceo di Terna, Giuseppina Di Foggia. Per quanto riguarda Enel, il tandem manageriale è stato invece confermato in blocco, col presidente Paolo Scaroni che collaborerà con l’amministratore delegato Cattaneo.

Cambia tutto al vertice di Leonardo, arrivano Mariani e Macrì

La novità più importante riguarda Leonardo, società chiave per difesa e aerospazio. Il Mef, che detiene una quota del 30,2% del gruppo, ha proposto un avvicendamento completo dei vertici, avanzando la nomina di Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato al posto di Roberto Cingolani. Al suo fianco, in qualità di presidente della partecipata, ci sarà Francesco Macrì.

Si tratta di un cambio assai significativo che giunge in una fase delicata per il gruppo, impegnato in un’espansione legata alla crescita della spesa militare globale e al riarmo impartito dagli Stati Uniti a tutti i Paesi europei. Mariani, manager con profonda esperienza nel settore della difesa, rappresenta in tal senso una scelta orientata alla continuità industriale, ma con un cambio di impostazione rispetto alla gestione precedente.

Il nuovo ad ha infatti lavorato per anni nella stessa Leonardo (ex Finmeccanica) e Mbda. Da giugno 2023 è condirettore generale del gruppo, dopo aver ricoperto ruoli chiave come Ceo di Mbda Italia e ruoli commerciali internazionali.

Il ridisegno del CdA di Leonardo sarà completato con l’inserimento, tra gli altri, di Elena Vasco, Enrica Giorgetti, Rosalba Veltri, Trifone Altieri, Cristina Manara e Francesco Soro.

De Biasio e Pappalardo alla guida di Enav

Nella tornata di nomine del Mef rientra ovviamente anche Enav, altro tassello strategico del sistema delle partecipate. Alla guida del gruppo che gestisce il traffico aereo civile in Italia il Tesoro, azionista di maggioranza col 53,28% delle quote, ha indicato Sandro Pappalardo per la presidenza e Igor de Biasio come nuovo amministratore delegato.

Il nuovo board sarà completato da Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara. La scelta segnala un cambio di governance in una società sicuramente meno esposta mediaticamente rispetto a Eni o Leonardo, ma cruciale per infrastrutture, mobilità e controllo dello spazio aereo nazionale.

Come funzionano le nomine del Mef nelle partecipate

Dal punto di vista tecnico e formale, il meccanismo delle nomine segue regole precise. Il ministero dell’Economia, in qualità di azionista pubblico, presenta le liste per i Consigli di Amministrazione delle società quotate. Le liste vengono poi votate nelle assemblee degli azionisti.

Il processo avviene generalmente in blocco e con tempistiche ravvicinate, proprio per mantenere un equilibrio complessivo tra le diverse società e le varie componenti istituzionali.