PIP: cosa sono e come funzionano

I Piani Individuali Pensionistici sono una delle forme integrative più scelte dagli italiani: ecco come funzionano

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista freelance

Pierpaolo Molinengo è un giornalista freelance, SEO news specialist e web content strategist con una solida esperienza ventennale. Laureato in materie letterarie, ha avviato il suo percorso professionale nel 2002 specializzandosi in economia, con un focus verticale su mercato immobiliare, fiscalità e mutui.

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I Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo, detti anche semplicemente PIP sono una forma di previdenza che il lavoratore sceglie individualmente a integrazione di quella che sarà la propria pensione. Oggi è una delle forme integrative più scelte dagli italiani per il fatto che ha alcuni vantaggi importanti rispetto agli altri metodi per integrare la pensione.

I PIP pensione: che cosa sono

Attualmente i PIP riscuotono parecchio successo per i lavoratori che vogliono integrare la pensione. I metodi integrativi sono tre: oltre, appunto, ai PIP, ci sono i fondi pensionistici chiusi e i fondi pensionistici aperti. Le caratteristiche principali del Piani individuali pensionistici sono le seguenti:

  • i PIP possono essere gestiti esclusivamente dalle compagnie assicurative;
  • sono contratti assicurativi che fanno parte del ramo pensionistico vita, ciò vuol dire che possono essere polizze tradizionali del ramo I oppure polizze Unit-linked del ramo III. Le polizze unit-linked sono polizze miste che hanno una componente assicurativa e una finanziaria. Per questo motivo il capitale assicurato è dipendente dall’andamento sul mercato di un fondo azionario ad esso collegato;
  • in fase di sottoscrizione si può scegliere il tipo di contratto che si preferisce, ovvero se polizza tradizionale o unit-linked, e nel secondo caso il grado di rischio. Trattandosi di un fondo azionario, esistono fondi a basso rischio, medio, alto e altissimo. Allo stesso modo di ciò che avviene normalmente per i mercati finanziari, più il rischio è elevato, maggiori sono le probabilità di guadagno.

Le differenze tra fondi aperti, fondi chiusi e PIP

Nel caso in cui si dovesse scegliere quale forma di pensione integrativa utilizzare, è bene conoscere le differenze tra fondi pensionistici aperti, fondi pensionistici chiusi e piani individuali pensionistici. In linea di massima la differenza dipende da chi è l’intermediario che li gestisce e coloro che possono accedere ai fondi. Per esempio, il fondo pensionistico chiuso viene chiamato così perché non è dedicato a categorie specifiche di lavoratori e non tutti possono accedervi.
Le categorie di lavoratori che possono accedere a questi fondi sono:

  • lavoratori dipendenti privati;
  • lavoratori dipendenti pubblici;
  • lavoratori nel settore somministrazione;
  • lavoratori assunti con altre tipologie contrattuali previste per legge;
  • soci di cooperative.

Questi fondi vanno a fare cumulo con i contributi versati dal datore di lavoro e con quelli per i TFR. I fondi pensione chiusi possono anche essere versati direttamente dal datore di lavoro. I fondi pensione aperti, invece, sono fondi detti non negoziali: in questo caso sono patrimoni autonomi che non si sommano con quelli versati dal datore di lavoro e vengono tenuti separati da altre cifre versate all’intermediario che li gestisce. L’adesione al fondo pensione aperto non è vincolata al tipo d lavoro svolto, ma può partecipare chiunque, indipendentemente dalla situazione lavorativa. Invece i PIP sono vere e proprie assicurazioni la cui liquidazione del capitale assicurato avviene in due circostanze:

  • nel caso di verifichi il decesso dell’assicurato;
  • nel caso l’assicurato sopravviva oltre una certa età così come indicata dal contratto.

Di fatto, i PIP sono comunque considerati una forma di previdenza integrativa e sono vigilate dalla COVIP, la commissione che vigila in materia, e iscritti all’albo fondi pensione.