Oro record, accende i mercati con argento e litio: conviene investire?

Il 2026 si apre con prezzi record per oro, argento e litio. Tra tensioni geopolitiche, banche centrali e svolta nella domanda globale

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato:

Nel primo scorcio del 2026, i mercati finanziari sono attraversati da un fenomeno inarrestabile: il rally impetuoso dei metalli. Dai preziosi rifugio come l’oro e argento a quelli più recenti come il litio, le quotazioni continuano a polverizzare record storici. Ma cosa spinge questa corsa e, soprattutto, è destinata a durare?

La crescita dell’oro

L’oro, il bene rifugio per eccellenza, ha chiuso il 2025 con una performance straordinaria del +67%, il miglior risultato dal 1979. All’inizio del 2026, le quotazioni si aggirano intorno ai 4.469 dollari l’oncia, non lontane dal record storico di 4.549,71 dollari toccato il 26 dicembre 2025.

Eventi come l’intervento militare Usa in Venezuela e la cattura del presidente Maduro hanno innescato una nuova ondata di acquisti, spingendo gli investitori verso asset sicuri. Le minacce degli Stati Uniti nei confronti di altri Paesi hanno ulteriormente alzato il livello di rischio percepito.

Hanno aiutato in questi mesi anche i commenti accomodanti dei funzionari della Federal Reserve, che alimentano le aspettative di tagli dei tassi d’interesse nel 2026. Tassi più bassi riducono il costo opportunità di detenere oro (che non paga interessi) e indeboliscono il dollaro, rendendo il metallo più conveniente per chi possiede altre valute.

Conviene investire in materie prime? Cosa dicono gli esperti

Gli analisti di UBS confermano una visione positiva, fissando un target price di 5.000 dollari l’oncia. Pur prevedendo una maggiore volatilità e possibili ritracciamenti a breve, non vedono all’orizzonte le condizioni per cali profondi.

L’esplosivo inizio del 2026 per le materie prime è il preludio di un anno in cui le commodities potrebbero consolidarsi come asset fondamentali nei portafogli degli investitori. Il dibattito tra gli analisti è però polarizzato, alimentato dai rialzi vertiginosi, come quello dell’argento che ha superato il +100% nel 2025.

Non mancano però dubbi da parte degli esperti. Tony Sycamore di IG Australia attribuisce i rally estremi principalmente alla speculazione finanziaria e all’eccesso di liquidità globale, piuttosto che a fondamentali economici sostenibili:

Non c’è dubbio: stiamo assistendo a una bolla generazionale. Con nuove miniere che richiedono fino a 10 anni per essere sviluppate e capitali che confluiscono nella bolla dei metalli preziosi, è impossibile prevedere quando questa bolla potrebbe scoppiare.

Va forte anche il litio

Mentre l’attenzione è sui preziosi, un altro metallo si prepara a rubare la scena nel 2026: il litio. I futures in Cina hanno superato i 138.000 yuan a tonnellata, raggiungendo i massimi da oltre due anni e completando una ripresa costante da ottobre 2025. Cosa sta cambiando? L’equilibrio di mercato si sta invertendo drasticamente, guidato da una domanda in esplosione e da un’offerta che fatica a tenere il passo.

La transizione energetica sta accelerando a un ritmo senza precedenti. UBS prevede una crescita della domanda di litio per i sistemi di accumulo del +55% nel 2026, dopo un già robusto +71% registrato nel 2025. Questa spinta non proviene solo dal settore delle auto elettriche, ma si estende anche ai data center per l’intelligenza artificiale e allo stoccaggio di energia su larga scala. Settori per il quale S&P Global stima una crescita del consumo di litio del 45,6% annuo fino al 2030.

Ma la produzione, in particolare in Cina, mostra anche segnali di contrazione, creando le condizioni per un potenziale deficit strutturale. Se nel 2025 il mercato era caratterizzato da un’eccedenza di 61.000 tonnellate, le stime per il 2026 indicano un’inversione totale della situazione. Morgan Stanley prevede un deficit di 80.000 tonnellate, mentre UBS una carenza di 21.000 tonnellate.

Questo nuovo scenario, segnato da una domanda così vigorosa e un’offerta insufficiente, potrebbe spingere i prezzi molto più in alto. Per UBS, il litio potrebbe raggiungere i 200.000 yuan per tonnellata nel corso dell’anno.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.