Spread Btp-Bund in calo a 62 punti, si alzano i rendimenti in vista delle aste

La settimana delle prime aste di febbraio si apre con lo spread tra Btp e Bund in calo a 62 punti base, mentre i rendimenti salgono ancora, rendendo i titoli italiani più attrattivi

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Durante i primi minuti della mattinata del 9 febbraio i titoli di Stato italiani hanno registrato un calo dello spread Btp-Bund. Il differenziale ha aperto attorno ai 62 punti base per poi scendere subito di pochi decimi sotto questa soglia. Nonostante questo dato, i rendimenti sono in aumento, a pochi giorni dalle nuove aste, le prime del mese.

Il calo dello spread è quindi dovuto a un aumento accentuato dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi, che si sono riportati lontani dalla soglia del 2,80%, salendo a 2,85% in apertura. Una traiettoria che ha permesso anche agli altri principali titoli di Stato europei di far segnare una riduzione del differenziale a fronte di un aumento degli interessi medi pagati sugli strumenti di debito.

Spread Btp-Bund in calo a 62 punti

Dopo aver toccato i 63 punti base in chiusura la scorsa settimana, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a calare in apertura lunedì 9 febbraio, riportandosi dapprima a 62,0 punti e poi a 61,8 in pochi minuti. I rendimenti sono però aumentati, passando dal 3,45% di venerdì al 3,47%, proprio a pochi giorni dall’apertura delle aste per le nuove emissioni di febbraio.

Questi dati potrebbero sembrare in contraddizione, ma sono spiegati dall’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi. Dopo che in chiusura la scorsa settimana, i Bund si erano avvicinati a quota 2,80%, sotto la quale faticano a scendere, in apertura lunedì si sono riportati su quota 2,85%. Gli interessi pagati dalla Germania sui propri titoli di Stato sono quindi aumentati più rapidamente rispetto a quelli che l’Italia garantisce in media sui propri, portando a un calo del differenziale.

I Btp benchmark confermano l’andatura lenta del 2026. Dall’inizio dell’anno lo spread è calato del 4,83%, ma ha realizzato quasi tutto questo risultato (-4,51%) nell’ultimo mese. Questo segnala un inizio di anno complicato e instabile, soprattutto rispetto alla seconda parte del 2025, quando il differenziale ha realizzato un calo del 24,75%.

Francia e Spagna seguono l’Italia

Anche gli altri grandi Paesi europei hanno realizzato riduzioni simili dei propri spread con la Germania in apertura lunedì 9 febbraio. I Bonos spagnoli sono tornati sui livelli dell’apertura di venerdì, 37 punti base, rientrando dal picco realizzato in chiusura della scorsa settimana. I rendimenti dei titoli di Stato di Madrid sono arrivati al 3,22%.

Rendimenti all’apertura del 9 febbraio
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,85%
Btp italiani 3,47% 62
Oat francesi 3,45% 60
Bonos spagnoli 3,22% 37

Apre bene anche la Francia, con lo spread tra Oat e Bund in calo a 60 punti. Nella serata di ieri il premier Lecornu ha presentato il suo programma di governo, che ha chiaramente segnalato la sua volontà di rimanere in carica fino alle elezioni presidenziali fissate per il 2027.

Le nuove emissioni di febbraio

Questa settimana sarà la prima di febbraio in cui lo Stato emetterà nuovi titoli di debito. Dopo il successo delle aste di fine gennaio, che hanno richiesto anche emissioni supplementari in molti casi, il Tesoro si prepara a capitalizzare l’attrattività di Btp e Bot per gli investitori e al contempo di abbassare il costo del debito pubblico.

Le date delle aste programmate per il prossimo mese sono:

  • per i Bot l’11 febbraio;
  • per il medio-lungo termine il 12 febbraio;
  • per i Btp short-Btp€i il 24 febbraio;
  • per i Bot il 25 febbraio;
  • per il medio-lungo termine il 26 febbraio.

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