Per il secondo giorno consecutivo lo spread tra Btp e Bund è calato. Il differenziale è arrivata 78 in apertura il 17 marzo scendendo sotto quota 80, che negli ultimi giorni è stata superata nei momenti di picco peggiori. Il calo dello spread è dovuto a una riduzione dei rendimenti dei titoli italiani più marcata rispetto a quella dei titoli tedeschi.
Anche gli altri Paesi europei hanno recuperato parte del differenziale accumulato nelle scorse settimane con la Germania. Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran continuano però a pesare sui mercati.
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Spread Btp-Bund, secondo calo consecutivo
Importante segnale di continuità nella riduzione dello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale si è ridotto per il secondo giorno consecutivo in apertura, tornando sotto la soglia degli 80 punti. Nei primi minuti dopo l’inizio delle contrattazioni, lo spread ha raggiunto i 78 punti, riportando nettamente in positivo la tendenza a 6 mesi, dal pareggio sostanziale della giornata di ieri. Ancora negativa invece quella a un anno: il differenziale oggi è più alto del 25% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Sia i rendimenti dei titoli di Stato benchmark italiani, sia quelli della controparte tedesca, si sono ridotti in apertura. Gli interessi sui Bund si sono ridotti da 2,97% a 2,94%, mentre quelli sui Btp sono passati dal 3,77% di ieri al 3,72% di oggi. Un calo che ha permesso la riduzione del differenziale, visto che la traiettoria dei titoli italiani è stata più rapida di quella dei titoli tedeschi.
Il recupero di Francia e Spagna
La Spagna, nel frattempo, è riuscita a rientrare sotto quota 50, ai livelli di inizio dicembre. I Bonos si confermano il prodotto che riesce a seguire più da vicino i rendimenti dei titoli tedeschi, nonostante la volatilità dell’ultimo periodo. Sono però ancora lontani i minimi di febbraio, quando il differenziale tra Madrid e Berlino era calato fino a sfiorare i 30 punti base.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,94% | – |
| Btp italiani | 3,72% | 78 |
| Oat francesi | 3,62% | 66 |
| Bonos spagnoli | 3,43% | 49 |
Risultati positivi anche per la Francia, che riesce a riprendere una traiettoria di riduzione rispetto ai Bund, portando il differenziale a 66 punti base. Un dato importante soprattutto dopo le vittorie dei partiti più estremi dello spettro politico francese nelle recenti elezioni locali.
Le prossime aste dei Btp e dei Bot
Il calo dello spread è funzionale, per il Tesoro, all’avvicinarsi delle prossime aste, che riguarderanno i Btp, sia short sia a medio e lungo termine, e i Bot. I risultati delle ultime emissioni, sia quelle regolari, sia quelle dei Btp Valore, sono stati molto positivi e hanno approfittato di punteggi di spread molto bassi.
Ora però le prospettive stanno cambiando. L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe presto spingere la Bce ad aumentare i tassi di interesse, mossa che renderebbe più costoso il nuovo debito pubblico emesso dall’Italia. Le prossime aste potrebbero essere le ultime ad avere questi rendimenti. Le date da segnarsi sono:
- il 25 marzo per l’asta dei Btp Short – Btp€i;
- il 26 marzo per l’asta dei Bot;
- il 27 marzo per l’asta dei Btp a medio-lungo termine;
- il 9 aprile per l’asta del Bot;
- il 10 aprile per l’asta dei Btp a medio-lungo termine.