Spread Btp-Bund cala a 78 punti, rendimenti a 3,72%: fiducia dei mercati nell’Italia

Secondo giorno di calo consecutivo per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi, con rendimenti in calo per entrambi i titoli e maggiore tranquillità anche per gli altri Paesi europei

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Per il secondo giorno consecutivo lo spread tra Btp e Bund è calato. Il differenziale è arrivata 78 in apertura il 17 marzo scendendo sotto quota 80, che negli ultimi giorni è stata superata nei momenti di picco peggiori. Il calo dello spread è dovuto a una riduzione dei rendimenti dei titoli italiani più marcata rispetto a quella dei titoli tedeschi.

Anche gli altri Paesi europei hanno recuperato parte del differenziale accumulato nelle scorse settimane con la Germania. Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran continuano però a pesare sui mercati.

Spread Btp-Bund, secondo calo consecutivo

Importante segnale di continuità nella riduzione dello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale si è ridotto per il secondo giorno consecutivo in apertura, tornando sotto la soglia degli 80 punti. Nei primi minuti dopo l’inizio delle contrattazioni, lo spread ha raggiunto i 78 punti, riportando nettamente in positivo la tendenza a 6 mesi, dal pareggio sostanziale della giornata di ieri. Ancora negativa invece quella a un anno: il differenziale oggi è più alto del 25% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sia i rendimenti dei titoli di Stato benchmark italiani, sia quelli della controparte tedesca, si sono ridotti in apertura. Gli interessi sui Bund si sono ridotti da 2,97% a 2,94%, mentre quelli sui Btp sono passati dal 3,77% di ieri al 3,72% di oggi. Un calo che ha permesso la riduzione del differenziale, visto che la traiettoria dei titoli italiani è stata più rapida di quella dei titoli tedeschi.

Il recupero di Francia e Spagna

La Spagna, nel frattempo, è riuscita a rientrare sotto quota 50, ai livelli di inizio dicembre. I Bonos si confermano il prodotto che riesce a seguire più da vicino i rendimenti dei titoli tedeschi, nonostante la volatilità dell’ultimo periodo. Sono però ancora lontani i minimi di febbraio, quando il differenziale tra Madrid e Berlino era calato fino a sfiorare i 30 punti base.

Rendimenti all’apertura del 17 marzo
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,94%
Btp italiani 3,72% 78
Oat francesi 3,62% 66
Bonos spagnoli 3,43% 49

Risultati positivi anche per la Francia, che riesce a riprendere una traiettoria di riduzione rispetto ai Bund, portando il differenziale a 66 punti base. Un dato importante soprattutto dopo le vittorie dei partiti più estremi dello spettro politico francese nelle recenti elezioni locali.

Le prossime aste dei Btp e dei Bot

Il calo dello spread è funzionale, per il Tesoro, all’avvicinarsi delle prossime aste, che riguarderanno i Btp, sia short sia a medio e lungo termine, e i Bot. I risultati delle ultime emissioni, sia quelle regolari, sia quelle dei Btp Valore, sono stati molto positivi e hanno approfittato di punteggi di spread molto bassi.

Ora però le prospettive stanno cambiando. L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe presto spingere la Bce ad aumentare i tassi di interesse, mossa che renderebbe più costoso il nuovo debito pubblico emesso dall’Italia. Le prossime aste potrebbero essere le ultime ad avere questi rendimenti. Le date da segnarsi sono:

  • il 25 marzo per l’asta dei Btp Short – Btp€i;
  • il 26 marzo per l’asta dei Bot;
  • il 27 marzo per l’asta dei Btp a medio-lungo termine;
  • il 9 aprile per l’asta del Bot;
  • il 10 aprile per l’asta dei Btp a medio-lungo termine.

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