L’oro trionfa come bene rifugio e scalza il Bitcoin

Il metallo prezioso ha toccato un nuovo record storico attorno ai 4.700 dollari, mentre perde appeal il Bitcoin che viene considerato un asset più rischioso

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Redazione

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Continuano a salire vertiginosamente le quotazioni dell’oro che, oltre alla domanda robusta da parte delle banche centrali e della finanza (flussi ETF), beneficia della sua natura di bene rifugio e risponde al crescendo di tensioni a livello internazionale. La tensione creatasi fra i Paesi dell’UE e gli Stati Uniti, due alleati chiave della Nato, a causa della questione della proprietà della Groenlandia, di certo non facilita il distendersi delle tensioni geopolitiche, mentre si avvicina l’appuntamento chiave con il World Economic Forum di Davos.

Direzione opposta, invece, per il Bitcoin, che nei mesi scorsi era stato considerato un asset alternativo assimilabile ai beni rifugio. ma in seguito ha mostrato tutti i suoi limiti, correggendo violentemente e convincendo gli investitori che rappresenta un asset a rischio.

Oro da record vicino a 4.700 dollari

Questa mattina, l’oro ha toccato un nuovo massimo di tutti i tempi sui mercati internazionali. Il prezzo sport dell’oro ha toccato un picco di 4.677,82 dollari, mentre il future in scadenza a febbraio sull’oro ha testato un record di 4.697,71 dollari l’oncia, per poi assestarsi sui 4.674,09 USD/oncia, in rialzo dell’1,73% rispetto alla chiusura precedente. Stesso movimento, anche amplificato per l’argento, il cui contratto a termine in consegna marzo ha toccato un massimo intraday di 94,35 dollari l’oncia, per poi scambiare a 93,075 (+5,13%). Non sono da meno gli altri metalli nobili come platino e palladio, che fanno segnare rialzi rispettivamente dell’1,82% e dell’1,4%.

Bitcoin giù del 5% in Asia

Il Bitcoin è sceso durante le contrattazioni in Asia nella notte, evidenziando una  correzione dopo i consistenti guadagni della scorsa settimana, a causa della maggiore avversione al rischio degli investitori. La criptovaluta è scesa del 2,8% a 92.519,6 dollari, dopo aver guadagnato circa il 5% la scorsa settimana, trascinando al ribasso anche le altre criptovalute.

La disputa USA-UE

A sostenere le quotazioni dei metalli preziosi, che sono tipicamente die safe-heaven (beni rifugio) concorrono le tensioni fra Stati Uniti ed Unione Europea, amplificatesi a causa della disputa sulla Groenlandia. Gli sviluppi del weekend non preannunciano nulla di buono, con il Presidente Donald Trump che ha addirittura minacciato di imporre dazi aggiuntivi del 10% a partire dal 1° febbraio agli scambi con gli otto Paesi che si sono schierati a difesa della Groenlandia – Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia – mentre l’UE ha minacciato di rispondere con contro-dazi per un valore di 93 miliardi di euro.

Il teatro dello scontro si sposta a Davos

Gli sviluppi di questa querelle si vedranno nell’ambito della cornice delle alpi svizzere, a Davos, dove i leader mondiali sbarcheranno per partecipare al World Economic Forum, un appuntamento annuale imperdibile per chiunque. La tensione sarà palpabile ed il consueto sondaggio condotto dal Zurich e Marsh ha già anticipato che le principali preoccupazioni dei senior leader intervistati riguardano proprio le “divisioni” geopolitiche e l’instabilità sociale. Se nell’immediato, il confronto geoeconomico, i conflitti armati tra Stati, gli eventi meteorologici estremi, la polarizzazione sociale e la misinformazione e disinformazione sono citati fra i rischi immediati, nel quadro di medio termine (orizzonte biennale) la misinformazione e disinformazione e la polarizzazione sociale salgono rispettivamente al secondo e al terzo posto.

Domanda di oro ai massimi di sempre

La domanda di oro delle banche centrali resta forte, ma anche gli investimenti in oro finanziario stanno crescendo sempre più r rapidamente. Lo conferma l’ultimo report del World Gold Council sui flussi di ETF, che hanno registrato a dicembre il settimo mese consecutivo di flussi positivi pari a 10 miliardi di dollari. I flussi sono stati sostenuti dal Nord America, che ha registrato a dicembre flussi positivi per 6 miliardi, mentre Asia ed Europa hanno seguito il trend, con l’UIE che ha registrato flussi positivi per 1 miliardo sostenuti da UK e Svizzera.  Grazie alla continua forza del prezzo dell’oro e agli afflussi costanti, gli asset in gestione (AUM) degli ETF sull’oro a livello globale sono aumentati del 5% nel mese, mentre le partecipazioni sono aumentate del 2%.