Oro di nuovo sopra i 5.000 dollari, la Cina ha un piano: le previsioni per il 2026

Il metallo prezioso si piazza nuovamente sopra i 5.000 dollari, mentre Pechino accelera sulla de-dollarizzazione in caso di crisi da nuovi dazi

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il prezzo dell’oro ha segnato un nuovo aumento. Lunedì 9 febbraio 2026, il materiale prezioso è tornato sopra la soglia psicologica dei 5mila dollari per oncia. Il rally del metallo prezioso, sostenuto da un indebolimento del dollaro USA e dalle crescenti tensioni geopolitiche, ha attirato l’attenzione degli investitori globali.

Il mercato dei metalli preziosi sta vivendo un momento di crescita, coinvolgendo anche l’argento. Lo scenario, delineato dai dati del Comex, torna a valorizzare l’oro come bene rifugio. Lo sa bene la Cina, che arriva al 15º mese consecutivo di acquisto di oro, seguendo la strategia per la de-dollarizzazione in caso di crisi dovute a nuovi dazi e sanzioni.

Oro sopra i 5mila dollari

Questa mattina, il contratto per aprile sul Comex ha registrato un incremento dell’1,44%, portandosi a quota 5.056 dollari. Un andamento speculare è stato osservato per il prezzo spot, che guadagna l’1,35% attestandosi a 5.031 dollari l’oncia. Ha un effetto anche sui consumatori che vendono e acquistano oro.

È il risultato, secondo Rania Gule, senior market analyst di XS.com, di una settimana di forti acquisti. Fa quindi notare come solo nella seduta di venerdì scorso il metallo giallo avesse già messo a segno un balzo del 4%.

Ricordiamo anche che gli analisti di Wells Fargo hanno alzato il target per l’oro a fine 2026 a 6.100-6.300 dollari l’oncia. Anche l’argento segue la scia positiva, con un rialzo del 5,5% che lo porta a 81,2 dollari.

Cala invece il dollaro Usa, sceso dello 0,3%. Proprio questo ha reso l’oro più accessibile per i buyer esteri, alimentando la domanda.

La corsa all’oro della Cina

La banca centrale cinese prosegue la sua corsa all’acquisto dell’oro. I ritmi sono minori rispetto ai mesi precedenti, ma con febbraio è il 15º mese consecutivo. L’ultimo acquisto è pari a circa 1,1 tonnellate, così le riserve auree cinesi si attestano ormai a 74,19 milioni di oz. Il valore contabilizzato è di 369,58 miliardi di dollari, rispetto ai 319,45 miliardi di un anno fa.

Si tratta di dinamiche che stanno avvenendo a livello globale. Secondo il World Gold Council, nel 2025 la fame degli investitori è diventata fattore di traino della domanda di oro, tanto forte da spingerla ai massimi storici oltre 5000 tonnellate.

Secondo gli analisti, da parte della Cina c’è una strategia volta a diversificare le riserve per allontanarsi dal dollaro Usa e ridurre così l’esposizione ai rischi geopolitici e finanziari ad esso associati.

Dall’altra parte c’è l’argento, un asset molto più rischioso e che finisce per essere l’oggetto di acquisto da parte degli investitori che amano l’alto rischio.