Quotazioni del gas in tensione su tutti i principali mercati internazionali, a causa dell’ondata di gelo che ha colpito le due sponde dell’Atlantico, del basso livello di stoccaggi in UE, che fa temere per la sicurezza delle forniture, e per l’annunciato stop al gas russo deciso proprio oggi dai Paesi dell’UE. Il meteo avverso fa coppia con le tensioni geopolitiche che tengono i prezzi in tensione da tempo.
Le quotazioni del gas in tensione
Questa mattina, il prezzo di riferimento del Future sul Gas TTF per consegna febbraio, alla Borsa di Amsterdam, ha fatto segnare un picco di 43,23 euro/Mwh, per poi assestarsi al di sotto di questo massimo a 40,175 euro/Mwh, limitando il rialzo nello 0,3%. A inizio giornata il prezzo del gas segnava un rialzo di circa il 4,4% rispetto a venerdì scorso. Più teso il mercato del Nymex a New York, dove il future sul gas naturale Henry Hub ha toccato un picco di 6,293 dollari per MMBTU, per poi collocarsi a 5,833 USD, confermando un rialzo di oltre il 10% rispetto alla chiusura precedente.
Gioca a sfavore l’ondata di gelo
A sostenere il gas, soprattutto la qualità nordamericana, concorre l’ondata di gelo che ha investito gli Stati Uniti e paralizzato ogni attività. L’Energy Information Administration americana giovedì scorso aveva segnalato un’allerta della National Oceanic and Atmospheric Administration (NAAA), che annunciava un fronte artico che avrebbe fatto crollare le temperature sui due terzi orientali degli Stati Uniti questo fine settimana. Di rimando le autorità locali consigliavano alle famiglie di fare scorte alimentari e chiudersi in casa.
Il freddo ha sicuramente fatto impennare i consumi di gas per il riscaldamento, rincarando le bollette delle famiglie americane, ma si rischia anche un blocco della produzione, secondo gli analisti di Goldman Sachs, che hanno visto lievitare i prezzi del 42% la scorsa settimana, oltre il livello giustificato dai fondamentali.
Europa intimorita da scorte esigue
Non va troppo meglio per l’Europa, investita anch’essa da perturbazioni atlantiche. Ad aggravare la situazione il basso livello degli stoccaggi, che nel complesso dell’unione europea si sono attestati al 45,59%, inferiore al 56,18% della stessa settimana del 2025, mentre la stagione invernale entra nel vivo. In una situazione di allerta al momento c’è solo la Croazia, con stoccaggi al 24,14%. L’Italia ha un ampio margine, vantando stoccaggi al 60,84%, assieme a Spagna (61,52%) e Polonia (69,06%). IN tensione il Centro Europa, con la Francia che evidenzia un riempimento del 36,38% e la Germania del 37,49%, sotto la media europea.
I Ventisette dicono stop al gas dal 2027
I 27 Stati membri dell’UE hanno formalmente adottato il regolamento che dispone l’eliminazione delle importazioni di gas dalla Russia. L’eliminazione del gas e del GNL sarà graduale, ma è previsto lo stop definitivo per inizio 2027. La Commissione punta inoltre a proporre l’eliminazione graduale le importazioni di petrolio russo entro la fine del 2027.
Secondo il regolamento, l’importazione di GNL russo nell’UE sarà vietata a partire da inizio 2027, mentre per le importazioni di gas tramite gasdotto il divieto scatterà dall’autunno 2027. Il divieto approvato dall’UE entrerà in vigore sei settimane dopo l’entrata in vigore del regolamento, ma i contratti esistenti godranno di un periodo di transizione.
Prima di autorizzare l’ingresso del gas importato nell’Unione, gli Stati membri dovranno verificare il Paese in cui il gas è stato prodotto. Il mancato rispetto delle nuove norme può comportare sanzioni massime di almeno 2,5 milioni di euro per le persone fisiche e di almeno 40 milioni di euro per le aziende, pari ad almeno il 3,5% del fatturato annuo mondiale totale dell’azienda o al 300% del fatturato stimato delle transazioni. In caso di dichiarata emergenza e se la sicurezza dell’approvvigionamento è seriamente minacciata in uno o più paesi dell’UE, la Commissione può sospendere il divieto di importazione per un massimo di quattro settimane.
Entro il 1° marzo 2026, gli Stati membri dovranno elaborare piani nazionali per diversificare le forniture di gas e identificare le potenziali sfide pa sostituzione del gas russo.