Nel 2025 i mercati azionari, sostenuti dal rally legato all’AI, sono stati il principale motore della crescita della ricchezza globale degli high-net-worth individua (HNWI). In particolare, l’anno scorso la ricchezza degli HNWI è aumentata dell’8,7%, raggiungendo il livello record di 98.300 miliardi di dollari, il maggiore incremento annuale dal 2018, secondo un report di Capgemini. Oltre alla solidità dei mercati azionari, ha inciso anche il rallentamento dell’inflazione sulla creazione di nuova ricchezza, facendo crescere la popolazione mondiale di milionari di quasi 2 milioni di persone, portando il totale a 25,3 milioni di individui.
Maggiori benefici per ultra ricchi
Tra le diverse fasce patrimoniali, gli ultra-high-net-worth individual (UHNWI) hanno registrato la quota maggiore dei guadagni, sostenuti da una maggiore esposizione a un’ampia gamma di asset quotati e ad alcune classi di attivi privati ad alte performance. Nel 2025, la popolazione globale degli UHNWI ha raggiunto circa 250.000 individui, segnando un aumento del 9,4% su base annua e mantenendo il primato di segmento patrimoniale a più rapida crescita per il secondo anno consecutivo. La ricchezza globale degli UHNWI è cresciuta del 9,7% anno su anno, superando il ritmo di crescita dell’intero segmento HNWI. La concentrazione della ricchezza rimane elevata: l’1% più ricco degli HNWI detiene il 34,8% della ricchezza totale degli HNWI.
La situazione in Nord America ed Europa
In Nord America la popolazione HNWI è cresciuta del 9,1%, trainata dagli Stati Uniti, che hanno registrato 736.000 nuovi milionari, più di qualsiasi altro paese al mondo, portando la popolazione HNWI a 8,7 milioni (+9,2%). In Canada, la popolazione HNWI è aumentata del 6,7%, con 30.000 nuovi milionari.
In Europa dopo il calo registrato nel 2024, la popolazione HNWI è cresciuta del 6,5% nel 2025, beneficiando della stabilizzazione dei mercati azionari e del rallentamento dell’inflazione. Il Lussemburgo si è distinto tra i mercati a maggiore crescita, con un incremento del 13,5% della popolazione HNWI. La Germania ha registrato una crescita dell’11,1%, mentre Francia e Regno Unito hanno segnato aumenti rispettivamente del 2,7% e del 2,6%.
Le diverse asset class
A gennaio 2026, la quota di investimenti azionari nei portafogli HNWI è salita al 25%, con un incremento di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. La crescita è stata trainata soprattutto dai solidi risultati societari e dai forti guadagni del settore tecnologico. Anche la componente obbligazionaria è aumentata, raggiungendo il 20% (+2 punti percentuali), grazie ai migliori rendimenti dei mercati obbligazionari dal 2020. Nel frattempo, gli investimenti alternativi sono scesi al 12%, riflettendo la performance relativamente superiore dei titoli azionari quotati. Nonostante questo calo, l’interesse verso gli asset alternativi resta elevato: due HNWI su tre (68%) dichiarano infatti di voler aumentare la propria esposizione al private equity.
Gli effetti sulla consulenza
Con l’espansione della popolazione HNWI, è aumentata anche la competizione tra operatori del wealth management. Le relazioni esclusive con un singolo intermediario si sono dimezzate negli ultimi sei anni: nel 2019 il 39% degli HNWI collaborava con una sola società, mentre nel 2025 la quota è scesa al 19%. Uno dei principali fattori che spinge gli HNWI ad ampliare la propria rete di wealth management è l’accesso ai prodotti: l’88% dichiara di collaborare con più società proprio per ottenere un migliore accesso agli investimenti alternativi. WealthTech, single-family office e piattaforme di consulenza finanziaria automatizzata stanno sempre più conquistando quote di mercato ai danni degli operatori tradizionali, attirando clienti che si sentono poco soddisfatti dall’offerta dei prodotti, dalla qualità della consulenza o da entrambe.
Secondo il report, solo il 17% degli HNWI definisce la propria esperienza consulenziale fluida e personalizzata, mentre il 42% afferma di dover ripetere più volte i propri obiettivi e preferenze alla stessa società. Per affrontare queste criticità, le società di gestione patrimoniale dovranno integrare l’intelligenza aumentata, in cui la tecnologia rafforza, anziché sostituire, la consulenza umana, così da colmare il crescente divario tra le aspettative degli HNWI e ciò che i modelli operativi tradizionali riescono a offrire. Le criticità, tuttavia, vanno oltre la tecnologia. Quasi tutte le società (97%) segmentano ancora i clienti principalmente in base agli asset in gestione, senza cogliere le sfumature comportamentali che definiscono il reale modo in cui gli HNWI interagiscono. Anche in questo caso, il problema centrale resta il modello operativo tradizionale: oltre la metà (60%) dei dirigenti del wealth management riconosce che le proprie società non dispongono di una visione unificata del cliente, il che determina processi frammentati e duplicazione degli sforzi.