Decreto bollette approvato alla Camera, via al bonus da 115 euro e stop call center

Via libera al decreto bollette: bonus da 115 euro, nuove regole sul telemarketing e rinvio dello stop al carbone fino al 2038. Le novità

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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La Camera dei deputati ha approvato il decreto bollette. Il provvedimento del governo Meloni punta a contrastare il caro energia e a sostenere famiglie e imprese.

Il testo passa ora al Senato per l’approvazione definitiva entro il 21 aprile 2026. Include una serie di misure urgenti: dai bonus sulle bollette elettriche alla proroga delle centrali a carbone, fino allo stop al telemarketing aggressivo nel settore energetico.

Il bonus da 115 euro per chi già riceve lo sconto in bolletta

La misura più attesa è il contributo straordinario una tantum da 115 euro, destinato ai titolari del bonus sociale elettrico, cioè alle famiglie in condizioni di disagio economico che già beneficiano dello sconto in bolletta.

Il beneficio rientra in un limite di spesa complessivo di 315 milioni di euro stanziati per il 2026. I requisiti sono legati all’Isee del nucleo familiare:

  • inferiore a 9.796 euro per nuclei con fino a tre figli a carico;
  • inferiore a 20.000 euro per nuclei con quattro o più figli a carico.

Si tratta di un aiuto diretto e automatico, che non richiede domanda per chi è già inserito nel sistema delle agevolazioni.

Il teleriscaldamento entra tra le agevolazioni

Una novità rilevante estende le agevolazioni anche alle famiglie che utilizzano il teleriscaldamento. Finora questo settore era escluso da tutele specifiche, a differenza di elettricità, gas e servizio idrico. Il teleriscaldamento in Italia riguarda circa 1,36 milioni di alloggi, pari a oltre 2,5 milioni di cittadini.

Il presidente della Commissione Attività Produttive, Alberto Gusmeroli, ha definito l’intervento “un atto di buonsenso e di equità” e ha sottolineato che contribuisce a colmare una lacuna normativa, rafforzando il contrasto alla povertà energetica.

Uscita dal carbone rinviata al 2038

Tra le misure più discusse c’è la proroga al 2038 della chiusura delle centrali a carbone, rispetto alla precedente scadenza del 2025. La norma ha suscitato critiche da parte di diverse associazioni ambientaliste, preoccupate per il prolungamento dell’uso di fonti altamente inquinanti.

A sostegno della proroga si è schierata la Lega, che richiama:

  • la crisi energetica globale, aggravata dal conflitto russo-ucraino e dalle tensioni in Medio Oriente;
  • la necessità di garantire la sicurezza energetica nazionale;
  • la tutela della competitività delle imprese;
  • la protezione delle famiglie da ulteriori rincari in bolletta.

Stop al telemarketing aggressivo

Il decreto introduce anche norme più rigide contro il telemarketing aggressivo nel settore energetico. È vietato effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche, inclusi i messaggi, per proporre o concludere contratti di fornitura di energia elettrica e gas. I fornitori potranno contattare i clienti solo in due casi:

  • su richiesta diretta del consumatore tramite i canali del professionista;
  • se si tratta di clienti già attivi che abbiano dato un consenso esplicito.

Ogni contatto dovrà partire da un numero identificabile. Le chiamate effettuate in violazione saranno nulle.

Unc e Codacons: “Decreto superato”

Allo stato attuale il decreto bollette è già superato e le misure contenute al suo interno non appaiono in grado di affrontare il nuovo scenario economico né risolvere il problema della crescita dei prezzi energetici. Lo afferma il Codacons, dopo il via libera della Camera al decreto. Spiega l’associazione:

I bonus in favore delle famiglie meno abbienti rappresentano un palliativo che non risolve il problema del caro-energia né la crisi delle ultime settimane, stessa cosa dicasi per il contributo su base volontaria lasciato alla totale discrezione delle aziende energetiche.

Della stessa linea l’Unione Nazionale Consumatori, affermando che è grave il fatto che il decreto non abbia agito per tamponare nel breve periodo il rialzo delle bollette, salite ieri dell’8,1% per la luce nel mercato tutelato, 45 euro su base annua.