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La Borsa del 5 febbraio, Wall Street fa andare in tilt l’Europa: Milano chiude a -1,7%
La Bce manterrà i tassi invariati, nonostante l'apprezzamento dell'euro e le speculazioni sul taglio. Bitcoin e argento aprono in forte calo
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Il temporaneo superamento dei 47 mila punti da parte del Ftse Mib, registrato nella seduta precedente, si rivela per il momento di breve durata. In una giornata segnata da nuove prese di profitto sul comparto tecnologico a Wall Street e da indicazioni poco incoraggianti provenienti dal mercato del lavoro statunitense, l’indice principale di Piazza Affari chiude in flessione dell’1,78% a 45.819 punti, tornando così sotto la soglia dei 46 mila, penalizzato soprattutto dal comparto bancario.
A mantenere elevata la volatilità sui mercati contribuiscono i timori di una possibile bolla speculativa legata all’intelligenza artificiale, tornati d’attualità dopo il maxi piano di investimenti nel settore (circa 185 miliardi di dollari) annunciato da Alphabet, la holding di Google, che a Wall Street cede circa il 3%.
A livello settoriale, il crollo di Volvo a Stoccolma (circa -22,5%) si riflette negativamente sull’intero comparto auto, trascinando al ribasso anche Stellantis (-5,71%). Le prese di profitto colpiscono inoltre le banche, con Unicredit (-4,2%) e Intesa (-3,72%) tra i titoli peggiori. In controtendenza Bper, che grazie ai risultati di bilancio riesce a mantenersi in lieve rialzo (+0,32%).
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Europa debole nell'attesa della Bce
Le Borse europee restano deboli nell’attesa della decisione della Bce sui tassi e, soprattutto, della conferenza stampa della presidente Christine Lagarde, da cui i mercati si aspettano indicazioni sulle prospettive economiche e sul tema del possibile “debasement” del dollaro. Oggi, intanto, il biglietto verde mostra un lieve recupero, con l’euro/dollaro a 1,1794 rispetto a 1,18 di ieri. Nel frattempo la Bank of England ha lasciato i tassi invariati al 3,75%.
I future statunitensi indicano un avvio positivo per Wall Street, mentre gli investitori guardano ad Alphabet dopo i conti diffusi nella notte: nel pre-mercato il titolo arretra di oltre il 3% nonostante risultati trimestrali migliori delle attese, complice la cautela sui forti investimenti annunciati, con capex attesi tra 175 e 185 miliardi di dollari nel 2026. In Europa, intanto, Milano scivola dello 0,19%, con lo spread in risalita oltre quota 62 punti.
A Piazza Affari si mettono in evidenza Bper (+2,8%) e Popolare di Sondrio (+1,8%) dopo i conti 2025, mentre il resto del comparto bancario alterna fasi di rialzo e calo; Banco Bpm guadagna lo 0,6% in attesa del bilancio. Bene anche Stmicroelectronics (+1,9%) e Amplifon (+2%), mentre Stellantis accelera al ribasso (-2,8%). Nel comparto oil, dopo un avvio debole, i titoli recuperano terreno con Eni e Saipem in lieve rialzo (circa +0,2%).
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Spread a 62 punti
Parte in lieve rialzo lo spread tra BTp e Bund. Nei primi scambi il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchamrk e il pari durata tedesco e' indicato a 62 punti, un punto in piu' rispetto alla chiusura di ieri. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta al 3,49% dal 3,47% della vigilia.
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Borse europee caute in attesa di BoE e Bce
Seduta all’insegna della cautela per le Borse europee, Piazza Affari inclusa, con i riflettori puntati soprattutto su due appuntamenti di politica monetaria. Il mercato si aspetta che BCE e Bank of England lascino i tassi fermi, rispettivamente al 2% e al 3,75%, perciò l’attenzione si concentra sulle indicazioni per i prossimi mesi. In area euro, gli operatori guardano in particolare a come Christine Lagarde affronterà il tema del mix tra inflazione debole ed euro forte; nel Regno Unito, invece, si attendono segnali sull’evoluzione dei tassi in un quadro macro ancora poco uniforme.
A Milano il Ftse Mib si mantiene vicino ai livelli della vigilia con un +0,2%. Tra le blue chip, Bper Banca è tra le più comprate con un +2,72%, dopo aver indicato di aver superato la guidance 2025 sui ricavi e aver proposto dividendi per 1,37 miliardi di euro. Bene anche Banca Popolare di Sondrio (+1,84%), STMicroelectronics (+1,79%) e Banca Mps (+1,70%). Sul versante opposto pesano Stellantis (-1,63%), Inwit (-1,15%), Hera (-1,04%) e Saipem (-1,00%).
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Giù Saipem e Stellantis
Sul fronte dei ribassi, Saipem arretra a 3,063 (-1,26%). Deboli anche Inwit a 7,72 (-1,03%) e Stellantis a 8,585 (-0,89%). In calo inoltre Hera a 4,188 (-0,85%) ed Eni a 17,438 (-0,74%).
Nome Valore Var % Saipem 3,063 -1,26 Inwit 7,72 -1,03 Stellantis 8,585 -0,89 Hera 4,188 -0,85 Eni 17,438 -0,74 Snam 5,906 -0,54 Enel 9,478 -0,54 Telecom Italia 0,5752 -0,52 Italgas 10,17 -0,39 A2a 2,567 -0,39 -
Bene le banche
Tra i titoli migliori della seduta spicca Bper Banca, in rialzo a 12,74 con un progresso del +3,45%. Seguono Banca Popolare di Sondrio a 18,34 (+2,43%) e Stmicroelectronics a 24,77 (+1,83%). In aumento anche Amplifon, che sale a 13,63 (+1,79%), e Banca Monte dei Paschi di Siena a 9,198 (+1,70%).
Nome Valore Var % Bper Banca 12,74 +3,45 Bca Pop Sondrio 18,34 +2,43 Stmicroelectronics 24,77 +1,83 Amplifon 13,63 +1,79 Banca Monte Paschi Siena 9,198 +1,70 Buzzi 48,54 +1,42 Prysmian 102,10 +1,39 Azimut 36,23 +1,17 Banca Mediolanum 20,14 +1,16 Moncler 49,06 +1,05 -
Alphabet, boom di investimenti per l’AI nel 2026
Alphabet, la holding che controlla Google, ha annunciato che nel 2026 intende quasi raddoppiare gli investimenti di lungo periodo (i cosiddetti investimenti in conto capitale), portandoli in una fascia compresa tra 175 e 185 miliardi di dollari. Nel 2025 erano stati 91,45 miliardi. La parte principale di queste risorse sarà destinata all’intelligenza artificiale, un ambito su cui l’azienda sta puntando con forza da tempo: in questo contesto rientra anche Gemini, il chatbot di Google, che in poco tempo si è affermato tra i più avanzati.
L’indicazione è arrivata insieme ai risultati dell’ultimo trimestre del 2025: Alphabet ha registrato circa 114 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del
18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e oltre le attese degli analisti. Su base annua, inoltre, i ricavi hanno superato per la prima volta 400 miliardi di dollari, un livello paragonabile, per ordine di grandezza, al PIL della Danimarca.A sostenere la crescita ha contribuito in modo significativo anche il business legato alle infrastrutture per l’AI, in particolare lo sviluppo dei data center: questa attività, da sola, ha generato quasi 18 miliardi di dollari di ricavi nel quarto trimestre del 2025, segnando un aumento del 48% rispetto allo stesso periodo del 2024.
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Come aprono le Borse
Le principali Borse europee aprono la seduta senza una direzione netta. A Londra l’avvio è in calo dello 0,38%, mentre a Francoforte l’andamento resta sostanzialmente laterale con un lieve +0,02%. Parigi si muove poco ma in territorio positivo, segnando un +0,32%, e anche Milano procede in sostanziale stabilità, con un marginale +0,01%.
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I titoli da osservare a Piazza Affari
Sul listino milanese, attenzione a Mps dopo l’approvazione delle modifiche allo statuto da parte dell’assemblea straordinaria. Tra queste, la possibilità per il board uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Deliberata dal board della banca il 28 gennaio, questa modifica consente di fatto anche all’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, di partecipare alle decisioni.
Bper Banca ha chiuso l’esercizio 2025 con un risultato netto ordinario di fine esercizio, che include imposte, pari a 2.100,2 milioni. Il risultato ordinario di fine esercizio, al lordo delle imposte, è positivo per 3.184,3 milioni. Il margine di interesse si è attestato a 3.268,5 milioni, in calo del 3,2%. Il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo di 65 centesimi, al lordo dell’acconto pagato a novembre 2025.
Nel settore auto, Stellantis sta affrontando ritardi per alcuni modelli elettrici Peugeot a causa di difficoltà produttive presso uno dei fornitori di batterie, secondo quanto riporta Bloomberg, citando fonti vicine alla questione.
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Il bitcoin crolla a 70.000 dollari
Il bitcoin, dopo essere stato sul punto di superare il livello cruciale di 70.000 dollari, ha subito un calo del 7,5%, attestandosi a 70.832 dollari, il livello più basso registrato dal novembre 2024. Questo significativo crollo di oltre il 7% in settimana, che si traduce in un calo del 20% dall’inizio dell’anno, è stato innescato dalla nomina di Kevin Warsh a prossimo presidente della Federal Reserve.
Si teme, infatti, che la sua nomina possa portare a una riduzione del bilancio della Fed. In generale, le criptovalute sono considerate beneficiarie di un bilancio ampio, poiché tendono a salire quando la Fed fornisce liquidità ai mercati monetari, creando un ambiente favorevole agli asset speculativi. Al contrario, un bilancio ridotto potrebbe ostacolare la crescita delle criptovalute.
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In Europa prevale la cautela
Le borse europee sono attese in lieve calo all’apertura, con il futures sull’Eurostoxx50 in ribasso dello 0,05%. Questo ritracciamento è dovuto alla forte volatilità dei titoli tecnologici globali, alimentata dai timori di cambiamenti strutturali legati all’intelligenza artificiale, che stanno influenzando negativamente il sentiment degli investitori.
Il calo segue la brusca vendita dei titoli tecnologici statunitensi del 4 febbraio, che ha visto il Nasdaq scendere dell’1,51%, più di altri indici. Anche i futures sugli indici azionari statunitensi sono in calo, con quello sul Dow Jones che perde lo 0,16% e quello sull’S&P500 che scende dello 0,02%.