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La Borsa del 16 dicembre, giù i titoli della difesa e Milano chiude a -0,3%
I cali in Asia si fanno sentire in Europa e negli Usa, con i listini condizionati dalla decisione della Bce e dal piano di pace Russia-Ucraina
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Venti di pace affossano difesa e petrolio
Il debole andamento del mercato del lavoro statunitense non modifica le aspettative degli investitori sui prossimi tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, ma accentua un clima di nervosismo sulle Borse, già appesantite dalle vendite nei comparti energetico e della difesa, in scia alle ipotesi di un possibile accordo sull’Ucraina. Dopo una seduta instabile e caratterizzata da forti oscillazioni, i listini europei hanno chiuso in ribasso, inclusa Milano, dove il Ftse Mib ha ceduto lo 0,3% dopo aver a lungo tentato di restare sulla parità, per poi cedere terreno parallelamente a Wall Street.
A Piazza Affari si mette in evidenza il settore del lusso, con Moncler in rialzo del 2,3%, e il comparto bancario, trainato da Mediobanca (+1,1%) e Mps (+0,7%), quest’ultima ormai vicina ad azzerare le perdite accusate dopo l’apertura delle indagini della procura di Milano sulla scalata a Piazzetta Cuccia. Male invece il settore della difesa, con Leonardo in calo del 3,9% e Fincantieri in pesante flessione (-9,1%).
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Vendite su Leonardo, si riprendono le utilities
A Piazza Affari prevalgono le vendite su Leonardo (-2,96%), che scivola in fondo al listino complice il miglioramento delle prospettive di pace in Ucraina. Sempre a Milano, arretrano anche Stmicroelectronics (-1,95%) e Prysmian (-1,02%), penalizzate dalla debolezza del settore tecnologico. In rosso anche Ferrari (-0,73%), dopo che Berenberg ha ridotto il target price a 381 euro dai precedenti 399 euro.
Di segno opposto Buzzi (+1,79%) e il comparto utility, con A2a (+0,39%) ed Hera (+0,09%) tra i migliori del settore. Bene anche Unicredit (+1,01%), sostenuta dalla promozione degli analisti di Kbw, che hanno alzato la raccomandazione a “Outperform” da “Market Perform” e il target price a 76,88 euro dai precedenti 73,79 euro.
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Borse prudenti ma Milano va in positivo
Le Borse europee si muovono con prudenza dopo i rialzi della seduta precedente. L’attenzione degli investitori è rivolta al dato statunitense sul mercato del lavoro, atteso con forte ritardo a causa dello shutdown e potenzialmente in grado di incidere sulle aspettative relative alla politica monetaria della Federal Reserve. Restano inoltre sullo sfondo le preoccupazioni legate alle valutazioni delle società attive nel settore dell’intelligenza artificiale.
In questo contesto, il FTSE MIB di Milano avanza dello 0,11% e si mantiene sopra la parità, mentre mostrano maggiore debolezza il CAC 40 di Parigi (-0,16%) e il DAX 40 di Francoforte (-0,59%), insieme agli altri principali listini europei.
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Titolo della difesa in rosso
Nel pre-market europeo, i titoli del comparto difesa risultano in calo in attesa di sviluppi sul piano di pace promosso dagli Stati Uniti in Ucraina. In Italia Leonardo é a -3,2%.
Banca Generali ha lanciato una nuova emissione senior da 100 milioni di euro che è stata interamente sottoscritta da Generali.
L’Antitrust ha deciso di accogliere gli impegni presentati da Plenitude, società del gruppo petrolifero Eni, in merito a un'istruttoria avviata a marzo per possibili pratiche commerciali scorrette e ha chiuso il procedimento senza accertamento dell'infrazione.
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Mercati in rosso
Dopo le pesanti perdite registrate sui mercati asiatici, le borse europee si preparano ad aprire in calo martedì 16 dicembre, interrompendo i rialzi di inizio settimana. Secondo le indicazioni di IG, il Ftse Mib è previsto in ribasso dello 0,33%, il Ftse 100 di Londra dello 0,25%, il Dax tedesco dello 0,63% e il Cac 40 francese dello 0,37%.
Gli investitori si apprestano a una settimana cruciale sul fronte delle banche centrali. Giovedì la Banca Centrale Europea terrà l’ultima riunione di politica monetaria del 2025. Pur essendo atteso un mantenimento dei tassi al 2%, la presidente Christine Lagarde ha anticipato che l’istituto potrebbe rivedere al rialzo le stime di crescita, dopo aver già portato la previsione del PIL annuo all’1,2% lo scorso settembre.