Scuole al freddo e lezioni al gelo, cosa sta succedendo in Italia

Sempre più casi di ipotermia nelle aule italiane, con gli studenti al freddo a causa del malfunzionamento dei riscaldamenti: cosa succede

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Redazione

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L’arrivo dell’inverno e del grande freddo ha presentato un conto salatissimo per gli studenti italiani sparsi per tutto lo stivale. Il ritorno a scuola in pianta stabile, dopo anni di dad a causa del Covid, si è infatti rivelato più gelido del previsto in un anno scolastico che mai come quello 2022-2023 deve fare i conti anche col caro bollette dovuto dallo scoppio della guerra in Ucraina. Nelle ultime settimane, infatti, diversi sono stati i casi di ipotermia nelle scuole e nelle università, con le denunce che sono fioccate sempre più in un contesto che, invece, dovrebbe garantire sicurezza e “calore” ai più giovani.

Scuole al freddo, cosa succede in Italia

Ma qual è il reale problema che sta affliggendo le scuole e le università italiane? Il grande freddo, in arrivo in queste ultime settimane, sta di certo giocando un ruolo da antagonista in una storia che, purtroppo, va avanti ormai da diversi anni. A tagliare le gambe agli istituti si è messa di certo in mezzo la crisi del gas che ha portato, per l’inverno attuale, ad abbassare le temperature dei riscaldamenti per risparmiare in bolletta, anche se questa motivazione è stata più volte bollata come falsa dai diretti interessati.

Come riferito dalla presidente ANP Lazio Cristina Costarelli, infatti, non esisterebbe una correlazione tra il freddo nelle classi e la crisi energetica, in quanto la gestione del riscaldamento spetta agli enti locali che a inizio anno chiedo alle scuole gli orari d’apertura e regolano, di conseguenza, l’attività dei caloriferi all’interno degli istituti. Il momento di difficoltà, invece, sarebbe legato al cattivo funzionamento degli impianti.

Ogni anno, infatti, sono centinaia le scuole che denunciato il malfunzionamento o i guasti degli impianti di riscaldamento che, purtroppo, il più delle volte risulta essere un intervento destinato a cadere nel dimenticatoio (qui vi abbiamo parlato dello stop alle caldaie a gas arrivato dall’Ue).

Cosa fare in caso di freddo in aula

Dopo i casi di ipotermia registrati a Palermo, tra una scuola media e l’aula dell’università, c’è chi si chiede cosa fare e come comportarsi nel caso in cui in classe ci sia troppo freddo. Costarelli, in un’intervista rilasciata a Skuola.net, ha sottolineato che la convenzione comune è quella di ritenere ambiente malsano quello in cui ci siano meno di 18 gradi e solo in quel caso si può intervenire con chiusure o sospensioni mirate.

Ma come correre ai ripari? Nel caso in cui gli studenti dovessero sentire freddo non si dovranno limitare a coprirsi meglio o, come tante volte successo, portarsi dietro coperte e borse riscaldate elettricamente, ma dovranno segnalare il tutto alle autorità competenti. Nel caso della scuola, bisognerà avvisare il dirigente scolastico che, dopo aver rivelato la corretta temperatura dell’aula, dovrà avvisare il responsabile alla sicurezza della scuola per chiedere se ci sono gli estremi per proseguire con l’attività (qui vi abbiamo parlato degli ultimi sconti sulla bolletta del gas).

Se le condizioni di vivibilità (meno di 18 gradi in aula) vengono meno, ecco che il passaggio successivo è quello di informare l’ente locale che può provvedere alla chiusura dell’istituto fino alla risoluzione della problematica.