Furto al MuMe, rubati i capolavori di Antonello da Messina: quanto valgono

Ladri mettono a segno un colpo senza precedenti al MuMe. Il ministro Giuli sul valore culturale perduto, mentre la Polizia indaga

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Furto nella serata di Ferragosto al Museo interdisciplinare di Messina. Sono stati sottratti alcuni dipinti del maestro Antonello da Messina esposti al MuMe senza far scattare i sistemi di allarme. Alcune opere sono state in seguito abbandonate sul muretto esterno del museo. Secondo Enzo Caruso, assessore alla cultura del Comune di Messina, si sono accesi i riflettori sulle opere in seguito all’acquisto di un’opera di Antonello per 15 milioni di euro, il famoso Ecce Homo.

Da qui si ipotizza l’interesse per i ladri d’arte, ma aggiunge che il fatto che una cosa del genere potesse accadere a Messina era “inimmaginabile”. La direttrice del museo dice di essere rimasta sconvolta dall’accaduto perché si tratta di una grande perdita per il museo e quindi anche per la comunità. Una delle opere trafugate infatti è tra le più importanti e note di Antonello da Messina.

Cosa è successo: le indagini

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è intervenuto sulla vicenda dichiarando di aver appreso “con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al museo regionale interdisciplinare di Messina”. Conferma che le opere sottratte sono tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite proprio ad Antonello da Messina e “di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale”. Il ministro confida nell’operato delle forze di sicurezza e nello specifico della Polizia a cui sono affidate le indagini.

Indagini che partono subito con diversi ostacoli. Al momento si stanno ascoltando i custodi del museo per ricostruire le fasi del furto; secondo la prima ricostruzione i ladri sarebbero almeno tre, riusciti ad entrare all’interno delle sale espositive senza far scattare l’allarme.

Quando hanno spaccato le teche per sottrarre le opere, le telecamere di videosorveglianza, piazzate nelle stanze, avrebbero ripreso la scena e il sistema d’allarme a quel punto sarebbe effettivamente scattato. Queste immagini sono al vaglio degli inquirenti.

Quali opere sono state rubate

I ladri, probabilmente su commissione, sapevano esattamente cosa portare fuori dal museo. Difatti hanno agito con precisione portando via tre tavole su cinque del celebre Polittico di San Gregorio, datato 1473.

Il Polittico di San Gregorio, anche detto del Rosario, era stato commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, la badessa del monastero di Santa Maria extra moenia.

Originariamente composto da sei tavole, ne restavano cinque all’interno del museo. Al centro la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario (il rosario poggia in basso sul gradino), ai lati i santi Gregorio e Benedetto. Invece la tavola centrale della cimasa, che raffigurava probabilmente il Cristo morto sorretto dagli angeli, è andata perduta.

Non tutta l’opera è stata trafugata: due tavole sono state fortunatamente ritrovate già nella serata del 15 agosto, abbandonate sul muretto all’esterno del museo.

Altra opera sottratta dai ladri è la tavoletta bifronte che vede sul fronte la Madonna col Bambino e un francescano in adorazione e sul retro il Cristo in pietà. Questa è un’opera attribuita ad Antonello e venduta dalla casa d’aste nel 2003 alla Regione Siciliana.

Il valore

Come accade spesso in questi casi, è difficile stabilire il valore delle opere trafugate. Non si parla soltanto di valore intrinseco, ma della storia che rappresentano. Come ricorda il ministro della Cultura, l’opera attribuita ad Antonello da Messina come la tavoletta bifronte ha un valore “straordinario per il nostro patrimonio culturale”.

L’assessore alla cultura del Comune, Enzo Caruso, parla di “tragedia per la città perché quelle rubate sono opere di valore inestimabile”.

Secondo l’assessore, il fatto che di recente ci sia stata l’acquisizione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina da parte dello Stato per 15 milioni di euro potrebbe aver destato l’interesse dei ladri d’arte. Questo è solo l’ultimo di un anno all’insegna di grandi furti, come Louvre.