Eclissi solare, astrofisici derubati dopo l’evento. Portati via strumenti dal valore di 50mila euro

Furto dopo l’eclissi, derubato il team di astrofisici: spariti strumenti scientifici per quasi 50mila euro, ma i dati del test sono salvi

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Un progetto preparato per due anni e mezzo, un test riuscito durante l’eclissi solare del 12 agosto e, poche ore dopo, un furto che ha provocato danni per quasi 50mila euro. È quanto accaduto al gruppo di ricercatori guidato da Federico Landini, astrofisico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica all’Osservatorio di Torino. Il team si era recato in Spagna per sperimentare durante l’eclissi il Ciss, Circular Slit Spectrometer, uno strumento innovativo progettato per studiare la corona solare. Dopo il successo dell’esperimento, durante il viaggio di ritorno in Italia, il furgone utilizzato dagli scienziati è stato svaligiato a Perpignan, nel Sud della Francia. I ladri non sono riusciti a portare via il corpo principale dello spettrometro, ma hanno sottratto diversi strumenti scientifici e materiale personale. I dati raccolti durante l’eclissi, invece, sono rimasti al sicuro.

Furto durante l’eclissi, colpo da 50mila euro

L’imprevisto è arrivato il giorno successivo all’eclissi solare. Durante il viaggio verso l’Italia, il gruppo ha fatto tappa a Perpignan, in Francia, per trascorrere la notte in un hotel. Secondo quanto raccontato dal ricercatore a La Stampa, il parcheggio della struttura non aveva spazio sufficiente per ospitare il furgone, che è stato quindi lasciato lungo la strada. La mattina successiva il mezzo è stato trovato completamente svaligiato. “Fortunatamente, la cassa metallica di due metri e mezzo contenente il corpo principale del Ciss era troppo ingombrante per essere portata via”, ha spiegato Landini. Sono stati però rubati strumenti di supporto, materiale ottico ed effetti personali per un valore complessivo stimato in quasi 50mila euro.

Quali strumenti sono stati rubati

Tra il materiale sottratto figurano apparecchiature altamente specialistiche utilizzate per osservazioni e misurazioni astronomiche. Nell’elenco fornito dal gruppo compaiono una montatura 10Micron GM2000 HPS II, un telescopio solare con treppiede, un telescopio guida SharpGuide TKSG70 e una camera ASI533MM PRO. Sono state rubate anche sorgenti di luce Pen-Ray al mercurio e al neon e un laser verde con lunghezza d’onda di 532 nanometri. “Si tratta di strumenti altamente specialistici, bisogna essere competenti per usarli. Non è roba che trovi al mercatino”, ha sottolineato l’astrofisico.

Per quanto riguarda lo spettrometro solare, che non è stato oggetto del furto, si tratta del Ciss sviluppato per analizzare la luce proveniente dalla corona del Sole. Il nuovo dispositivo utilizza un principio ottico pensato per superare alcuni limiti degli strumenti precedenti. Gli spettrometri tradizionali devono infatti effettuare numerose scansioni per ricostruire l’intera corona solare, un procedimento che può richiedere molto tempo.

I dati dell’eclissi sono rimasti al sicuro

Nonostante il valore economico dell’attrezzatura sottratta, il risultato scientifico dell’esperimento non sarebbe andato perduto. I dati acquisiti dal Ciss durante l’eclissi erano infatti ancora nella disponibilità dei ricercatori e potranno essere analizzati dopo il rientro. Il corpo centrale dello spettrometro, rimasto nel furgone per le sue dimensioni, consentirà inoltre al gruppo di proseguire il lavoro sul progetto, mentre resta da verificare se almeno parte della strumentazione rubata possa essere recuperata.