Frode da 3 milioni di euro per i corsi fasulli e le sedi fantasma al Sud

La Guardia di Finanza di Lodi scopre un sistema di crediti d'imposta inesistenti per beni mai acquistati e formazione mai effettuata

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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È stata scoperta una frode nel settore dei crediti d’imposta dal valore complessivo di 3 milioni di euro. Indagando, la Guardia di Finanza di Lodi ha scoperto le sedi aziendali “fantasma” nel Sud Italia e corsi di formazione mai svolti di due società lodigiane sotto lo stesso rappresentante legale.

Queste avrebbero richiesto, a partire dal 2021 e fino al 2024, l’utilizzo di crediti d’imposta per 1,2 milioni di euro e 150.000 euro dai fondi del Pnrr per altre specifiche spese di formazione del personale dipendente. È stata quindi emessa una misura cautelare per una persona e disposti due sequestri preventivi per le sue due aziende.

Corsi fantasma al Sud: scoperta la frode

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lodi ha scoperto una frode fiscale dal valore di 3 milioni di euro. Indagando è stato individuato un sistema illegale che ha permesso a un soggetto, tramite due società, di ottenere indebitamente crediti d’imposta.

L’inchiesta si sarebbe concentrata fin da subito sulla ricerca di elementi opachi nel corretto utilizzo delle agevolazioni fiscali. Si fa riferimento alla Legge di Stabilità del 2016, quella che ha introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese che avrebbero effettuato acquisti di beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Sud Italia.

Da qui l’inizio della ricerca nelle regioni coinvolte (anche indirettamente come in questo caso):

  • Campania
  • Puglia
  • Basilicata
  • Calabria
  • Sicilia
  • Molise
  • Sardegna
  • Abruzzo

Oltre al credito d’imposta, la frode pesa anche su un altro tipo di sostegno, ovvero quello per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate al consolidamento delle competenze nelle tecnologie per la transizione tecnologica e digitale delle imprese previste dal Pnrr.

Quanti soldi sono stati rubati?

Una frode, ovvero un furto nei confronti dello Stato, per un totale di 3 milioni di euro. Due le società lodigiane finite nel mirino della Guardia di Finanza, entrambe con lo stesso rappresentante legale.

Si apprende che le due società hanno richiesto nelle annualità dal 2021 al 2024 l’uso di crediti d’imposta per oltre 1,2 milioni di euro per l’acquisto di beni strumentali. A questi si aggiungono ulteriori 150.000 euro per le spese di formazione di personale dipendente inesistente.

La Guardia di Finanza ha infatti indagato nei luoghi interessati e ha scoperto la totale inesistenza delle due sedi dichiarate. Non c’erano locali, nessun elemento riconducibile alle società e quindi tutte le attività formative promesse esistevano solo su carta. In pratica, i corsi di formazione non sono mai stati effettuati.

Cosa rischiano le due società?

Veloce la reazione del gip di Lodi, che ha emesso un’ordinanza di interdizione nei confronti di tre soggetti e disposto il sequestro preventivo relativo alle due società. L’ammontare complessivo è di 1,2 milioni di euro, con un ulteriore sequestro impeditivo di crediti presenti nei cassetti fiscali pari a 567.000 euro.

Sono stati inoltre sequestrati quattro immobili per un valore di circa 900.000 euro e denaro contante, nei depositi del conto corrente dei soggetti, per ulteriori 300.000 euro.

Il rappresentante legale è stato denunciato per aver omesso il versamento dell’Iva negli anni d’imposta 2021 e 2022 per un importo di 1,5 milioni di euro. Inoltre grava su di lui la denuncia per truffa aggravata e indebita compensazione di crediti inesistenti.