Banche cinesi segrete scoperte in Italia, spediti in Cina 200 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha scoperto un sistema di imprese fittizie che fungevano da banche segrete per riciclare denaro in Italia e trasferirlo in Cina senza tasse o controlli

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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La Guardia di Finanza di Lodi avrebbe scoperto una parte del sistema di underground banking che alcune aziende italiane gestite da cittadini cinesi utilizzavano per mandare denaro in patria senza controlli o bonifici internazionali. Il sistema si basava su 41 società fittizie e utilizzava fatture false e un metodo di compensazione interna.

Le persone arrestate sarebbero otto, tra cui anche un commercialista italiano. La Guardia di Finanza ha sequestrato oggetti, denaro, conti bancari e quote aziendali per un valore di 31 milioni di euro. Negli ultimi anni la banca segreta cinese avrebbe trasferito attraverso questa rete di aziende 200 milioni di euro dall’Italia alla Cina.

Scoperta una banca segreta cinese in Italia

L’inchiesta della Guardia di Finanza è iniziata nel 2024, dopo che una società con sede in provincia di Lodi si era rivelata fittizia a seguito di alcuni controlli. Il suo ruolo era quello di emettere fatture false per conto di un’organizzazione criminale più ampia, una delle tante banche segrete che operano tra la Cina e l’Europa.

Le ulteriori indagini della Guardia di Finanza avrebbero rivelato un sistema in grado di riciclare 200 milioni di euro attraverso varie triangolazioni in diversi Paesi europei, per poi essere trasferiti in Cina. Il ruolo principale della banca segreta in Italia era proprio quello di ripulire, attraverso fatture false, denaro proveniente da varie fonti illegali:

  • reati tributari;
  • fallimenti;
  • vendita di stupefacenti.

Per riciclare denaro, la banca segreta imponeva una tariffa del 10%. Le somme ripulite venivano poi fatte arrivare in Cina senza passare dai canali ufficiali, evitando controlli e tasse.

Come funzionano le banche segrete cinesi

Le banche segrete cinesi esistono da decenni e permettono agli emigrati di mandare denaro in Cina senza passare dai canali ufficiali. La struttura si divide in due parti:

  • le “filiali europee”, come quella scoperta nell’inchiesta;
  • le filiali cinesi.

Le filiali europee sono appunto centri di riciclaggio. Raccolgono denaro proveniente da fonti illegali, lo ripuliscono tramite fatture false, vi applicano una commissione. Ottengono così liquidità. Offrono poi servizi ai cittadini cinesi residenti in Paesi europei che vogliono inviare denaro in patria.

La filiale europea riceve la richiesta di invio di denaro e preleva i soldi, sempre attraverso false fatture, dal cittadino cinese che li vuole inviare in Cina. A quel punto la filiale cinese consegna una somma equivalente a chi di dovere, senza che ci sia alcun passaggio di fondi a livello internazionale. I debiti tra le due filiali si compensano poi all’interno dell’organizzazione, tramite, ad esempio, il processo opposto: residenti in Cina che vogliono inviare denaro in Europa.

Gli arresti e i sequestri della Guardia di Finanza

Tra il denaro inviato illegalmente in Cina ci sarebbero anche sussidi derivati dai ristori per le chiusure della pandemia da Covid-19. Nell’inchiesta la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 31 milioni di euro tra:

  • quote delle società coinvolte;
  • denaro contante;
  • conti correnti bancari;
  • orologi di lusso;
  • automobili;
  • case.

Le otto persone indagate sono tutte libere tranne una, ritenuta il capo dell’organizzazione. Per quest’ultimo sono stati decisi gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Coinvolto anche un commercialista italiano, che avrebbe predisposto gli F24 delle società beneficiarie del riciclaggio.