Morto Arnaldo Caprai, che ha trasformano il vino Sagrantino in un impero milionario

L'imprenditore umbro Arnaldo Caprai, famoso per aver reso celebre il vino umbro Sgrantino, è morto a 92 anni nella sua casa di Montefalco: partito dal tessile, aveva creato un impero

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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È morto a 92 anni Arnaldo Caprai, uno dei più grandi imprenditori vitivinicoli d’Italia. Originario dell’Umbria, ha portato il vino Sagrantino alla fama internazionale grazie alla sua tenuta di Montefalco. Partito dal tessile, si è concentrato poi sulla viticoltura, creando un impero milionario oggi ereditato dai figli.

Caprai ha iniziato a investire nel vino di qualità italiano alla fine degli anni ’80, quando ancora non era comune pensare ai prodotti delle vigne italiani come esportazioni di pregio. È stato tra i primi a dimostrare le potenzialità dei vitigni autoctoni, dando un grande contributo alla viticultura umbra e di tutto il Paese.

Morto Arnaldo Caprai

Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio è morto Arnaldo Caprai, tra i più importanti imprenditori vinicoli italiani del secolo scorso. Caprai si è spento nella sua casa di Montefalco, in Umbria, dove aveva fondato, alla fine degli anni ’80, la prima azienda vinicola che puntava sul vitigno autoctono del Sagrantino. Partendo dall’uva locale, Caprai ha creato un prodotto tra i primi in grado di avere successo anche fuori dai confini nazionali.

A dare l’annuncio della morte dell’imprenditore 92enne è stata la famiglia. Il figlio Marco, che ha raccolto la guida dell’azienda vinicola fondata dal padre, ha dichiarato all’agenzia di stampa Ansa:

Mio padre è stato un ottimista e un generoso e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione generosa e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia.

L’impero di Caprai dal tessile al vino

Caprai iniziò la sua attività imprenditoriale negli anni ’70, nel settore tessile. Cominciò però anche a interessarsi al vino umbro, in particolare al Sagrantino, un vitigno utilizzato all’epoca soprattutto per produrre un passito. Negli anni ’80 ci fu il salto di qualità del prodotto, in un periodo in cui il vino italiano era ancora considerato di qualità inferiore rispetto a quelli più famosi a livello internazionale.

Il successo fu immediato soprattutto negli Usa, e ha portato alla creazione di un impero che ruota attorno alla tenuta di Montefalco. Nel 2023 l’azienda che porta il nome del suo fondatore ha registrato un fatturato di 8 milioni di euro, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente. Caprai gestisce oggi 200 ettari di vigneti, 110 dei quali di proprietà. Il mercato interno rimane trainante per l’azienda, con oltre il 70% delle vendite, ma le esportazioni sono fondamentali per la sua crescita.

Il ricordo delle istituzioni umbre

Molti i messaggi di cordoglio per Caprai, a partire da quelli delle istituzioni umbre. La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha esteso le proprie condoglianze alla famiglia, dichiarando:

Con la scomparsa di Arnaldo Caprai l’Umbria perde un uomo di straordinaria visione che ha saputo, con tenacia, portare avanti e innovare la tradizione manifatturiera e quella vitivinicola. Dalla storica attività nel settore tessile alla felice intuizione nel mondo del vino, Caprai è stato un vero e proprio ambasciatore del Sagrantino nel mondo, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e l’intera regione a livello internazionale.