Andrea Pignataro supera Ferrero, è l’italiano più ricco secondo Forbes

Il fondatore di Ion Group sorpassa Ferrero nella classifica Forbes con un patrimonio di 43 miliardi di euro. Storia del finanziere riservato

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Giovanni Ferrero, il re della Nutella, ha dominato le graduatorie di Forbes dal 2020, interrotte solo per un breve periodo da Leonardo Del Vecchio di Luxottica. Oggi, però, lo scettro passa di mano.

Secondo la classifica in tempo reale di Forbes, il nuovo uomo più ricco d’Italia è Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, società di software e infrastrutture tecnologiche per la finanza. Il suo patrimonio ha raggiunto i 42,8 miliardi di dollari, superando di circa mezzo miliardo quello di Ferrero.

Chi è Andrea Pignataro

Nato a Bologna nel 1970, Pignataro è tutto tranne che il classico imprenditore italiano sotto i riflettori. È notoriamente schivo e riservato: le sue interviste si contano sulle dita di una mano, mentre le fotografie che circolano sono poche e spesso datate. Vive tra la residenza di St. Moritz e le sue proprietà sparse nel mondo.

Laureato in Economia nel capoluogo emiliano, ha poi proseguito gli studi con un dottorato in Matematica all’Imperial College di Londra. Chi lo ha conosciuto all’università lo descrive come un “genio dei numeri”, dotato di una memoria di ferro e di una capacità fuori dal comune di ragionare in termini quantitativi. Dopo gli studi ha lavorato in Salomon Brothers, la storica banca d’affari di Wall Street poi confluita in Citigroup.

L’impero Ion, dai titoli di Stato all’AI

Nel 1999 fonda Ion, una piattaforma tecnologica globale che fornisce software e dati finanziari a banche centrali, governi e istituzioni finanziarie. Gran parte degli scambi di azioni, obbligazioni e derivati nel mondo passa attraverso i suoi software. Tra i clienti figurano colossi come Amazon e Microsoft e circa il 30% delle banche centrali del pianeta.

Il valore complessivo degli asset del gruppo è stimato intorno ai 30 miliardi di dollari. Il balzo decisivo verso la ricchezza è arrivato quando Ion ha iniziato a collaborare con Mts, il mercato telematico dei titoli di Stato italiani ed europei. Da lì si sono consolidati i rapporti con grandi istituti come Deutsche Bank, Barclays e JPMorgan.

Gli investimenti in Italia

Nonostante la residenza svizzera, Pignataro non ha dimenticato le sue radici. Negli ultimi anni ha investito massicciamente in Italia: quasi 6 miliardi di dollari tra il 2021 e il 2024. Un’ondata di acquisizioni che ha toccato settori strategici, da Cerved (agenzia di informazioni commerciali) a Cedacri (servizi informatici per le banche), fino a Prelios, l’ex Pirelli Real Estate, rilevata per 1,35 miliardi.

È stato azionista di Mps e di Banca Illimity di Corrado Passera ed è tuttora socio della Cassa di Risparmio di Volterra. Ha investito anche in Macron, il marchio di abbigliamento sportivo bolognese.

La sua storia recente si è incrociata anche con la giustizia tributaria italiana. A giugno 2025 ha chiuso un contenzioso con il fisco versando 280 milioni di euro (una delle somme più alte mai pattuite in casi simili) a fronte di una contestazione iniziale da 1,2 miliardi. Pochi mesi dopo, a ottobre, il Gip di Bologna ha archiviato l’indagine, stabilendo che il centro dei suoi interessi fosse effettivamente all’estero.