È previsto per la mattinata di martedì 13 gennaio il rientro di Alberto Trentini e Mario Burlò. Ad accoglierli potrebbe essere presente la stessa Giorgia Meloni, ma, visto l’interessamento di altri ministeri e l’ampia portata mediatica, in questa circostanza potrebbero essere presenti anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani e non è esclusa la presenza di Sergio Mattarella.
Le tappe di rientro di Trentini e Burlò sono già scandite. In particolare, conosciamo il calendario di Alberto Trentini, il cooperante liberato dopo 423 giorni di detenzione nel carcere di El Rodeo I. Dopo l’atterraggio a Roma, dovrebbe essere immediatamente trasferito a Venezia. Potrebbe essere ascoltato prima dagli inquirenti, su mandato dell’ufficio giudiziario di Roma. In teoria non c’è un procedimento sulla vicenda del quarantaseienne e secondo la legale “verrà il tempo per raccontare quanto accaduto” dal 17 ottobre 2024.
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Liberazione dei prigionieri politici: Trentini e Burlò tra i nomi
Negli ultimi cinque giorni, dal passaggio di potere da Nicolás Maduro a Rodríguez, sono stati liberati 116 detenuti, dei quali 53 ritenuti “prigionieri politici”. Tra i nomi degli italiani figurano Alberto Trentini e Mario Burlò.
Il rientro dei due prigionieri italiani è previsto nella mattinata del 13 gennaio 2026. Prima della partenza hanno espresso i loro ringraziamenti al governo italiano, in particolare alla presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri e al corpo diplomatico.
Chi è Alberto Trentini
Alberto Trentini si è specializzato come assistente umanitario, conseguendo un master in sanificazione dell’acqua dopo una laurea in Storia all’Università di Venezia. Ha compiuto 46 anni lo scorso 10 agosto, mentre era detenuto in una delle prigioni denunciate per la propria crudezza in Venezuela.
Nel corso di dieci anni si è occupato di cooperazione internazionale. Dal 2017 ha vissuto in Perù per aiutare i Paesi colpiti dalle inondazioni, poi si è trasferito in Ecuador, Paraguay, Bosnia, Etiopia, Nepal, Grecia e Libano con lo stesso obiettivo. In Venezuela si trovava con la Ong francese Humanity and Inclusion per assistere le persone con disabilità.
Era arrivato in Venezuela nell’ottobre 2024 e pochi giorni dopo, il 15 novembre, è stato arrestato a un posto di blocco con accuse generiche. Pedina di scambio del presidente Maduro, si ipotizza, è stato detenuto per 423 giorni prima di essere liberato.
I prossimi appuntamenti
Trentini sarà sentito dagli inquirenti. Dopo il rientro a Roma, la famiglia ha auspicato un immediato trasferimento a Venezia. Potrebbe però esserci una tappa intermedia, ovvero un incontro con gli inquirenti su mandato dell’ufficio giudiziario di Roma.
Al momento non ci sono procedimenti aperti sulla vicenda, ma l’avvocata Alessandra Ballerini ha confermato che ci sarà un momento in cui Alberto Trentini sarà chiamato a raccontare i fatti per accertare eventuali responsabilità.
Infatti, una volta calmate le acque, bisognerà ricostruire da capo la vicenda. Cosa è successo il 17 ottobre 2024, quando Trentini è arrivato in Venezuela? L’obiettivo degli inquirenti è capire chi possa averlo segnalato alle autorità di Caracas e perché. Trentini non aveva capi di imputazione concreti: le accuse erano del tutto generiche e riconducibili al “terrorismo”.
È stato arrestato a un posto di blocco il 15 novembre 2024, insieme all’autista dell’Ong con cui stava collaborando.