Stadio Olimpico Grande Torino, esposto alla Corte dei Conti: sotto esame canone e gestione

La gestione dello Stadio Olimpico Grande Torino all’attenzione della Corte dei Conti: esposto su concessione, canone, manutenzioni e costi

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Claudio Cafarelli

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Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La gestione dello Stadio Olimpico Grande Torino finisce all’attenzione della Procura regionale della Corte dei Conti. Il Team Avvocati Granata, noto come TAG, ha annunciato un esposto sui rapporti tra il Comune di Torino e il Torino FC di Urbano Cairo per l’utilizzo dell’impianto. Lo stadio è di proprietà dell’amministrazione comunale ed è stato utilizzato dal club granata, dal 2015, come concessionario o affittuario. Il documento è composto da oltre 20 pagine ed è corredato da atti e documentazione amministrativa. Il deposito alla Procura della Corte dei Conti è annunciato per il 2 ottobre 2026.

Stadio Olimpico Grande Torino, cosa chiede l’esposto

L’esposto alla Corte dei Conti sulla gestione dello Stadio Olimpico Grande Torino punta a chiedere alla magistratura contabile di verificare l’eventuale presenza di responsabilità amministrativo-contabili nella gestione dello stadio. In questa fase non si tratta di responsabilità accertate, ma di richieste di verifica formulate dai promotori del documento. Il periodo preso in esame parte dal 2015 e riguarda l’utilizzo dell’impianto da parte del Torino, i rapporti economici con il Comune e gli eventuali costi sostenuti dall’amministrazione pubblica.

Uno dei punti principali riguarda l’utilizzo dello stadio dopo la scadenza della concessione originaria. Nell’esposto viene chiesto di verificare se vi siano profili di responsabilità per il mantenimento dell’utilizzo dell’impianto “senza un nuovo titolo formale”. I promotori chiedono anche di valutare la mancata attivazione di una procedura comparativa a evidenza pubblica per il futuro affidamento della gestione dello stadio.

Un altro tema riguarda il canone pagato per l’utilizzo dell’impianto. La Corte dei Conti viene sollecitata a verificare se l’importo corrisposto sia stato adeguato rispetto al valore di mercato e ai canoni applicabili a strutture considerate comparabili.

L’ipotesi di danno erariale

L’esposto chiede di approfondire l’eventuale esistenza di un danno erariale nel periodo di proroga dell’utilizzo dello stadio. Tra gli elementi indicati ci sono i canoni di mercato per impianti simili, i corrispettivi incassati in passato dal Comune e l’eventuale pregiudizio alla concorrenza derivante dalla mancata gara pubblica. La valutazione spetterà alla Procura contabile, che dovrà esaminare la documentazione e decidere se procedere con ulteriori approfondimenti.

Un’altra parte del documento riguarda le risorse pubbliche destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria dello stadio. I promotori chiedono di ricostruire quali interventi siano stati sostenuti dal Comune e quale fosse il rapporto tra queste spese e gli obblighi previsti dagli accordi con il Torino FC.

Tra i punti da verificare rientrano anche i costi legati alla viabilità e alla Polizia Municipale durante le partite. L’esposto punta a chiarire se e come siano stati previsti eventuali rimborsi alla Città di Torino per la gestione della circolazione intorno all’impianto.

La verifica sull’utilizzo dello stadio per eventi

L’ultimo fronte relativo allo Stadio Olimpico Grande Torino riguarda il manto erboso e l’utilizzo dello stadio per eventi. Secondo quanto riportato dai promotori dell’esposto, dal 2023 sarebbe stato definito un meccanismo in base al quale il Comune contrattualizzerebbe direttamente con gli organizzatori degli eventi, destinando le somme incassate a interventi sul terreno di gioco. Anche su questo punto viene chiesto alla Corte dei Conti di verificare termini, modalità e natura degli accordi tra Città di Torino e Torino FC.