Lavorare nello sport, le 10 professioni più richieste nel 2026 fra dati e tecnologia

Sempre più giovani puntano a lavorare nello sport, ma le aziende cercano profili specializzati capaci di muoversi tra tecnologia e analisi

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Lo sport è passione e tifo, ma anche un sistema economico che vale miliardi e che è capace di generare occupazione. Oggi lo sport contribuisce a circa il 3,4% del Pil dell’Unione europea.

Secondo Eurostat, nel 2024 circa 1,6 milioni di persone lavoravano nel settore sportivo nell’Unione europea, con una crescita del 6,5% su base annua. Ancora più significativo è il dato anagrafico: il 36,8% degli occupati ha tra i 15 e i 29 anni. In pratica, più di un lavoratore su tre è giovane.

Lavorare nello sport

Nel Regno Unito, quasi il 29% degli studenti indica lo sport come ambito professionale desiderato, superando settori tradizionali come arte e cura degli animali.

La trasformazione digitale ha ridefinito completamente il settore: club, federazioni e organizzazioni sportive funzionano sempre più come aziende strutturate, con aree dedicate a marketing, dati, contenuti digitali, innovazione e sostenibilità.

Per entrare in questo ambito non basta più “amare lo sport”: servono competenze tecniche, capacità analitiche e familiarità con strumenti digitali.

Il settore sportivo sta registrando anche una crescita importante dell’occupazione femminile. Nel 2024 si è raggiunto il livello più alto mai registrato: 721mila donne impiegate, con un aumento del 4,2% rispetto all’anno precedente.

E aumentano le forme di lavoro autonomo e part-time, segno di un mercato dinamico ma anche frammentato, dove la flessibilità è spesso la norma.

Le 10 professioni del futuro nello sport

Di seguito le figure più richieste nello sport o in maggiore crescita, dove tecnologia, dati e creatività si incontrano.

Digital sport producer: gestisce contenuti digitali: video, podcast, dirette streaming e social media per club e media sportivi.

Sports data analyst: analizza dati su performance, tattiche e condizioni fisiche degli atleti, supportando staff tecnici e dirigenti.

Sport trader: opera nei mercati sportivi analizzando dati, probabilità e rischio per prendere decisioni informate.

Club media manager: cura la comunicazione digitale delle società sportive e il rapporto con i tifosi.

eSports manager: coordina team di videogiochi competitivi, tra sponsor, tornei e gestione dei player.

Sport-tech specialist: sviluppa tecnologie applicate allo sport: realtà virtuale, wearable, intelligenza artificiale.

Sustainability sport manager: lavora per ridurre l’impatto ambientale di eventi, stadi e organizzazioni sportive.

Fan engagement manager: progetta strategie per coinvolgere i tifosi, creando esperienze interattive e contenuti personalizzati.

Performance sport scientist: unisce fisiologia, biomeccanica e tecnologia per migliorare le prestazioni e prevenire infortuni.

Event & sport experience manager: organizza eventi sportivi puntando sull’esperienza del pubblico, tra logistica e intrattenimento.

Quali skill per lavorare nello sport

Pensare di lavorare nello sport solo perché piace può essere un errore. Il settore sta diventando sempre più selettivo e le competenze richieste sono concrete: analisi dei dati, gestione del rischio, produzione di contenuti, conoscenze tecnologiche. Chi entra senza skill all’altezza rischia di restare ai margini, incastrato in lavori precari o poco pagati.

Chi invece investe in formazione mirata (data analysis, marketing digitale, gestione eventi, tecnologie immersive) ha più carte per crescere e fare carriera.

Ansa riporta un inciso di Davide Renna, tra i principali sport trader professionisti a livello europeo:

Il cambiamento che stiamo osservando non riguarda solo le professioni, ma il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano al lavoro. C’è una crescente attrazione verso ambiti che uniscono dati, tecnologia e capacità decisionale. Anche nel mondo dello sport, sempre più spesso, non si tratta solo di passione ma di competenze legate all’analisi, alla gestione del rischio e alla lettura degli scenari.