Giorgio Chiellini investe 12 milioni in startup, Akka punta su Revolut e AI

Giorgio Chiellini tra Juventus e finanza: nel 2025 investiti 12 milioni in 13 startup con Akka. Come funziona la piattaforma

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Il 2025 è stato un anno di intensa attività per Giorgio Chiellini, diviso tra l’impegno dirigenziale alla Juventus e un ruolo sempre più centrale nel mondo degli investimenti in startup. L’ex capitano della Nazionale ha rafforzato il proprio profilo nel venture capital attraverso Akka, la piattaforma co‑fondata con Thomas Rebaud e Nicolas Nati, amministratore delegato per l’Italia. L’obiettivo dichiarato è ampliare l’accesso agli investimenti di rischio, rendendo il venture capital meno esclusivo e più vicino anche ai risparmiatori non professionali.

Un anno di investimenti tra sport e finanza

Secondo quanto riportato da MilanoFinanza, nel corso del 2025 Giorgio Chiellini e i suoi soci hanno allocato complessivamente circa 12 milioni di euro in tredici startup. Il portafoglio include realtà già affermate a livello internazionale e aziende in fase di forte crescita. Accanto a nomi noti del fintech e dell’intelligenza artificiale, figurano anche società attive nella bioeconomia e nel biomedicale.

Tra gli investimenti più rilevanti compaiono aziende come Revolut e Anthropic, impegnata nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale generativa. Il portafoglio comprende inoltre Bioo, specializzata in batterie biologiche, e ArcaScience, società francese attiva nel settore biomedicale. Si tratta di ambiti diversi, accomunati da un elevato potenziale di scalabilità e da una forte componente tecnologica.

Il modello Akka e l’accesso al venture capital

Akka nasce con l’intento di ridurre le barriere di ingresso agli investimenti in startup. La piattaforma consente anche agli investitori retail di partecipare ai round di finanziamento delle aziende selezionate, con ticket minimi a partire da 1.000 euro. In questo modo, un segmento tradizionalmente riservato a grandi patrimoni, fondi specializzati e family office viene reso più accessibile.

Il modello non prevede investimenti indistinti, ma si fonda su una selezione rigorosa dei progetti. Gli utenti della piattaforma possono valutare le opportunità proposte e decidere se aderire, mantenendo un approccio graduale e consapevole al rischio.

La selezione delle startup: molti esami, pochi investimenti

Il processo di selezione rappresenta uno degli elementi centrali della strategia Akka. La piattaforma conta oltre 2.500 membri, di cui circa 1.000 in Italia. Ogni mese vengono analizzate tra 200 e 300 aziende, ma solo una piccola parte supera la fase di valutazione preliminare.

In media, una startup ogni tre settimane arriva alla fase di considerazione per un possibile investimento. Le aree di maggiore interesse sono due. Da un lato l’early stage, quando esiste già un prototipo e il modello di business inizia a essere validato. Dall’altro il pre‑IPO, che riguarda società prossime alla quotazione.

I ticket di investimento sono in genere di minoranza e di importo contenuto, coerenti con una strategia di costruzione progressiva del portafoglio. Alcuni esempi includono un investimento di circa 620 mila euro in ArcaScience e uno di circa 690 mila euro in Anthropic.

La formazione come parte della strategia

Accanto all’attività di investimento, Akka punta sulla formazione degli investitori. Da questa impostazione è nata l’Akkademy, un percorso di corsi dedicati ai temi del venture capital, all’analisi dei deal e alla gestione del portafoglio.

L’obiettivo è ridurre l’asimmetria informativa che spesso penalizza i piccoli risparmiatori e favorire una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità legate agli investimenti in startup. La formazione viene considerata uno strumento essenziale per rafforzare la community e sostenere decisioni più informate.