Nella giornata del GP di Cina, la Formula 1 ha annunciato ufficialmente di aver annullato i GP di Bahrein e Arabia Saudita a causa del conflitto in Medio Oriente. Si tratta di due delle destinazioni più ricche di tutto il calendario del mondiale, che portano nelle casse del “Circus” più di 100 milioni di dollari in totale.
Le perdite potrebbero però andare oltre il lato prettamente finanziario. Le due gare non verranno infatti sostituite e lasceranno un “buco” di un mese nel calendario della Formula 1, proprio quando il mondiale avrebbe dovuto tornare in fasce orarie più congeniali al suo pubblico più numeroso, quello europeo.
Indice
La Formula 1 ha cancellato i GP di Bahrein e Arabia Saudita
La Fia, l’organo di governo di buona parte dei campionati automobilistici mondiali di maggior livello, ha annunciato che i gran premi di Formula 1 del Bahrein e di Jeddah, in Arabia Saudita, non si terranno nel 2026. Le due gare avrebbero dovuto tenersi:
- dal 10 al 12 aprile il GP del Bahrein;
- dal 17 al 19 aprile il GP dell’Arabia Saudita.
Il presidente dell’organizzazione, Mohammed bin Sulayem, ha dichiarato:
Abbiamo confermato oggi che, a seguito di attente valutazioni, a causa della situazione in corso in Medio Oriente, i Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita non si terranno ad aprile. La Fia darà sempre la priorità alla sicurezza e al benessere della nostra comunità professionale. Speriamo nella calma, nella sicurezza e in un rapido ritorno alla stabilità nella regione.
Quanto perde la Formula 1 da queste cancellazioni
Non si tratta di una decisione semplice per la Fia. L’Arabia Saudita e il Bahrein sono infatti due delle mete più ricche per la Formula 1 in tutto il suo calendario:
- il GP costa al Bahrein circa 40 milioni di dollari;
- Il GP di Jeddah costa all’Arabia Saudita circa 79 milioni di dollari.
Essendo stata la Fia a decidere per l’annullamento delle gare e non essendo colpa degli Stati o degli organizzatori coinvolti, tutto il costo ricadrà sulla Formula 1. Un colpo molto duro per il “Circus”, che nel 2025 aveva registrato una crescita del fatturato del 14% sfiorando i 3,9 miliardi di dollari.
Il problema del “buco” di calendario
I problemi non sono però soltanto finanziari. Bahrein e Arabia Saudita sono gran premi consecutivi e quindi il loro annullamento lascerà un “buco” nel calendario della Formula 1 a sole tre gare dall’inizio della stagione. Questo potrebbe compromettere l’interesse del pubblico, aumentato grazie ai controversi cambi di regolamento della stagione in corso:
- Australia 6-8 marzo;
- Cina 13-15 marzo;
- Giappone 27-29 marzo;
- Bahrein 10-12 aprile (cancellato);
- Arabia Saudita 17-19 aprile (cancellato);
- Usa 1-3 maggio.
Per più di un mese non ci saranno quindi gare, inoltre fino a giugno, quando si svolgerà il Gran Premio di Monaco, non si terranno GP in Europa o in fasce di fuso orario compatibili con quelle europee, come sarebbero state quelle dei circuiti mediorientali. Un altro duro colpo per la Formula 1 che, nonostante negli ultimi anni si sia espansa molto anche al di fuori dell’Europa, ha nel Vecchio Continente ancora il suo mercato principale.