Il problema della sanità in Italia non è soltanto dovuto alla carenza di personale o alle liste d’attesa troppo lunghe. Secondo quanto riportato dal ministro della Salute Schillaci, il problema è anche un eccesso di prescrizioni mediche dettate da una prudenza spesso esagerata rispetto alle reali necessità critiche.
Il ministro ha spiegato il fenomeno al forum Ansa, descrivendo uno scenario nel quale spesso vengono richiesti esami anche quando non necessari e questo finisce per alimentare un circolo vizioso fatto di overdiagnosi, spreco di risorse e tempi troppo lunghi per chi ha reali urgenze. Per far fronte a questo fenomeno, il ministro della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità starebbero lavorando per sviluppare e diffondere delle “raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale”.
Indice
Liste d’attesa lunghe: troppe richieste di esami “inutili”
Il ministro della Salute Orazio Schillaci, al forum Ansa, ha esposto un fenomeno che concorrerebbe a far percepire il sistema sanitario italiano come inefficiente. Certo c’è una carenza di personale, ma le liste d’attesa nella sanità pubblica spesso sono ingolfate da un eccesso di prescrizioni mediche.
Schillaci dichiara:
C’è un numero crescente di richieste di esami da parte dei cittadini e un tasso elevato di inappropriatezza.
A partire da questo fenomeno, il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità stanno lavorando per aiutare nella prescrizione degli esami.
Secondo Schillaci:
A volte, purtroppo, lo dico da medico, è più facile accogliere una richiesta inappropriata da parte di un cittadino che respingerla.
Gli esami inutili: quali sono
Sempre secondo il ministro, c’è una lista di esami “inutili” dovuti alla richiesta dei cittadini che, spaventati per la loro salute, si rivolgono ai medici e propongono di fare delle visite specifiche. Sempre dalla sua esperienza, il ministro parla di come sia semplice spesso finire per accontentare queste richieste, invece che indagare in una fase preliminare per capire se esiste davvero una necessità.
Cita per esempio:
- ecografia all’addome;
- risonanze al polso;
- PET per il tumore alla prostata.
Fa riferimento in particolar modo all’ecografia all’addome completo, una delle prestazioni più richieste e frequentemente interessata da fenomeni di overuse prescrittivo.
Gli esempi più citati sono quelli per i quali sono già stati pensati parte dei documenti che comporranno il testo finale delle “Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale”.
Un’anticipazione la dà lo stesso ministro, quando cita come l’ecografia spesso non arrivi ad apportare un reale valore clinico, perché viene utilizzata senza un preciso sospetto diagnostico o ripetuta senza motivazione. Ma anche la gestione della sindrome del tunnel carpale, una delle neuropatie più diffuse e per la quale l’ecografia rappresenta uno strumento utile anche in sostituzione della risonanza magnetica, che è più dettagliata, ma anche più costosa.
Il divario tra le regioni
Sempre intervenendo nello spazio del forum Ansa, il ministro Schillaci ha spiegato perché c’è ancora tanta disomogeneità regionale nei risultati positivi della gestione delle liste d’attesa.
Il ministro ha dichiarato che:
Il Cup unico sta ottenendo risultati positivi, ma c’è ancora da lavorare per far sì che ovunque la legge sulle liste d’attesa venga applicata.
Quello che emerge quindi è che dove la legge viene applicata, il trend è positivo e c’è un aumento delle prestazioni e una riduzione dei tempi d’attesa. Al momento ci sono regioni che vanno meglio e altre che vanno peggio. Tra le cause, anche l’inappropriatezza di alcune richieste di esame che ingolfano le liste d’attesa.